ULTIME NOTIZIE – Il secondo atto della Nations League è finito in maniera teatrale per l’Italia, che per la prima volta negli ultimi 20 anni non ha esibito juventini in campo: ha perso in casa del Portogallo e si ritrova già a rischiare la retrocessione in Lega B, non proprio il massimo dopo la mancata qualificazione al Mondiale. Al di là della scenografia, l’Estadio da Luz pieno e trascinante secondo prassi, la trama non ha avuto alcunché di spettacolare. Rispondeva, del resto, a un tormentato intreccio edipico. I giocatori del Portogallo, orfani di Cristiano Ronaldo, erano chiamati a liberarsi dalla dipendenza e dalla nomea che, come al recente Mondiale, li bolla quali palle al piede del fuoriclasse. I giocatori dell’Italia, orfani delle vittorie e dei gol degli attaccanti, dovevano invece affrancarsi dal paragone con l’ingombrante passato della Nazionale. I portoghesi sono più o meno riusciti nell’intento, gli italiani proprio no.
Per guarire gli azzurri dal complesso della mediocrità, Mancini ha usato una duplice terapia d’urto, un po’ eccessiva. Da un lato ha provveduto a ben 9 modifiche della formazione schierata con la Polonia, col debutto di Lazzari e il rimpiazzo della coppia difensiva centrale Bonucci-Chiellini con Caldara-Romagnoli. Dall’altro ha plasmato una tattica più aderente alla tradizione e più consona alla necessità di non girare al largo dell’area avversaria: Chiesa ala e la coppia di punta Immobile-Zaza ricordavano il prototipo italiano del tornante e del centravanti affiancato da un partner più sgobbone e complementare. Il sistema mirava a offrire più sbocchi offensivi e più aiuto in copertura al centrocampo, ma Immobile ha ripercorso le fresche orme del reprobo Balotelli, nella squadra a maggioranza milanista (4 titolari). Nel primo tempo la partita ha aderito agli stereotipi: barocco il gioco portoghese e romanico, cioè senza orpelli, quello italiano. L’attesissimo Chiesa ha patito l’emarginazione sulla fascia destra, né è riuscito a mettersi in moto, se non quando Immobile lo ha fermato al posto di Mario Rui. Jorginho si è tenuto a galla in mediana, ma non è riuscito a fare il regista: la presenza molto fisica di Carvalho, mal contrastato da Cristante (ex del Benfica), ha frustrato la maggior parte dei tentativi di avvio dell’azione dal basso.
Il progetto annunciato da Mancini – attaccare , a costo di rischiare il contropiede – si è incagliato ancora nei limiti tecnici degli interpreti: il più attivo era Zaza, tradito dalla frenesia. A causa della superiore fragilità, la difesa della Nazionale ha tremato per un pasticcio di Donnarumma in uscita, con salvataggio sulla linea di Romagnoli su tiro di Bernardo Silva, e per una fortuita traversa, su deviazione di Cristante a un cross di Mario Rui, che ha messo a nudo l’ingenuità di Lazzari terzino apprendista. Stavolta l’intervallo non ha portato consiglio. Al primo affondo portoghese Caldara ha perso un banale contrasto con Carvalho: l’assist di Bruma ha concesso ad André Silva, con un sinistro a effetto a beffare Donnarumma, la nemesi contro il fresco passato a Milanello. Il portiere ha poi evitato il 2-0 con tre tuffi, su diagonali di Bernardo Silva, Pizzi e Renato Sanches. La Nazionale, costretta a scoprirsi di più, si è offerta al contropiede. Mancini ha attinto invano alla panchina, per inserire Berardi: l’unica evidenza è stata la bocciatura di Immobile. Non a caso, dopo l’occasione migliore (testa di Zaza su corner, palla alta), è entrato anche Belotti. Ma il quartetto Berardi-Belotti- Zaza-Chiesa ha certificato il problema della Nazionale: 7 gol fatti nelle ultime 10 partite, media imbarazzante.
(La Repubblica, E. Currò)


Siamo proprio ridotti male. Neanche un tiro in porta. Il miglior centravanti italiano lasciato a casa (Cutrone).Centrocampo scarsissimo (d’altronde non c’è nessun altro). Mancini costretto a far giocare gente come Lazzari, Gagliardini, Criscito, Zaza…..gente scarsa e non da nazionale. La vedo popo nera.
In Italia giocano troppi scarti e troppi “pipponi” Passano da fuoriclasse gente come Donnarumma Rugani Caldara Pellegrini Cristante Belotti Immobile…BALOTELLI. La Nazionale e’lo specchio di un paese in totale confusione socio-economica. L’Europa corre….l’Italia arranca.
Ancora riuscite a meravigliarvi? Ancora riuscite ad arrabbiarvi? Povera la nostra patria…..
L’Italia con gli sbiaditi non me la vedo.
Certo che se il meglio che c è in Italia sono i giocatori che ha chiamato mancini non stiamo messi proprio bene bene. Forza Roma
E c’è chi pensava che Chiesa potesse giocare Ala con Dzeko,
sarebbe stato lo Schick 2.
Facciamo pena. Ľ Italia è finita
Per capire la mediocrità in cui versa la nazionale italiana basta guardare una sola cosa: Immobile capitano! Tutto il resto, a quel punto, non conta.
Nome,diciamo la verita’ di questa nazionale non frega piu’ niente a nessuno,specialmente dopo la mancata qualificazione al mondiale ormai ognuno pensa alla sua squadra di club.Una volta la formazione dell’ italia la conoscevano a memoria pure i sassi, adesso si fa fatica a nominarne 4/5 a memoria! D’ altronde in un campionato dove in una squadra i 9 undicesimi sono stranieri,come fai a metterne su 11 validi! Immobile capitano e’ un’ insulto al calcio!
Per qualsiasi dubbio potete consutare il nuovo regolamento.