NOTIZIE AS ROMA – E tu chissà dove sei, anima fragile? Non pensava sicuramente alla Roma, Vasco Rossi, quando ha scritto questo verso di una sua famosa canzone, eppure calza perfettamente con il momento della squadra di Di Francesco. Dove sta la Roma? Non è la prima volta che ce lo chiediamo, forse non sarà neanche l’ultima. Un’anima spesso invisibile o comunque fragile. La sconfitta di Milano e il secondo (dopo la gara con l’Atalanta) passo falso interno con il Chievo hanno riportato di moda il problema mentale della squadra. Fragilità. Eppure analizzare il momento della Roma è abbastanza “facile”, secondo lo psicologo dello sport Gianluca Panella. «È chiaro a tutti che la squadra ha paura, che il problema principale sia nella testa. Dei giocatori, soprattutto».
Perché soprattutto?
«Perché le pressioni non investono solo l’organico, ma anche il tecnico e non è detto sia solo in senso negativo. Lui deve trasmettere carattere ai calciatori e dare l’imprinting, probabilmente deve essere più incisivo, ma se si arrabbia come durante Roma-Atalanta, con la frattura di una mano, significa che è colpito e questo è il lato negativo. Ma è pure un bene, perché significa che ci tiene e la rabbia in questo senso è un sentimento che può essere convertito. Certo, non è il massimo che si faccia il nome del suo possibile sostituto ogni settimana. Non si può mettere alla gogna un allenatore dopo quattro partite». Eppure la Roma ha fallito ancora e con una squadra molto inferiore e per come si era messa è stato un vero e proprio suicidio sportivo.
Di Francesco aveva detto alla vigilia che la Roma aveva bisogno solo della vittoria con il Chievo. Allora come si crea la pressione giusta sui giocatori?
«Non si ha bisogno delle vittorie, si devono desiderare e tra il bisogno e desiderio c’è di mezzo la frustrazione. La pressione è un’emozione e va gestita, dobbiamo pensare a come i giocatori affrontano le loro emozioni».
Ma allora, sotto pressione-emozione, la personalità dei giocatori che fine fa?
«La personalità va allenata e il tecnico è una figura importante in tal senso, ma è il giocatore che deve assorbire dentro di sé la motivazione e la convinzione. Cosa c’entra l’allenatore sul secondo gol del Chievo? Neanche in parrocchia si prende un gol così. In quella azione è palese la difficoltà a gestire il proprio corpo in relazione allo spazio: erano in cinque e non sono riusciti a integrare il sé mentale con il sé corporeo. A causa di livelli d’ansia altissimi per l’arrivo di una palla».
Eppure sono stati sostenuti tutta la partita, sul 2-0 col Chievo dovrebbe bastare.
«Il dodicesimo in campo ha tifato. Ma è una cosa in più. Sono i giocatori che devono dare qualcosa in più».
L’anno scorso la squadra ha stentato in campionato e ha fatto una Champions da favola. Si può essere già dissolto l’effetto benefico nell’autostima dei giocatori?
«Sì. Quattro partite sono quattro indizi che fanno una prova. Magari la squadra ha avuto anche un po’ di appagamento da quell’impresa, ma non si campa di rendita».
Il gruppo è anche un po’ cambiato. Da più parti si invocano i giocatori che sono stati ceduti. Questo incide?
«Anche l’anno scorso di questi tempi si parlava degli stessi problemi di fragilità. C’erano dei cali mostruosi in campionato. È automatico pensare a chi non c’è, ma non c’entra. E poi questo gruppo lavora insieme dai primi di luglio, si conoscono da mesi: il problema è la coesione di gruppo si gioca tutto in estate, nella prevenzione. Oggi si ha la sensazione di essere fermi».
Parliamo dell’identità.
«L’identità gruppale si crea col tempo, l’allenatore c’entra ma il lavoro va fatto sui giocatori: sul sé mentale e sul sé corporeo. Certo, la gente è stanca di aspettare questa Roma, ma per uscirne si riparte dai singoli per rafforzare il gruppo».
Ora c’è il Real Madrid. Meglio incontrare una squadra forte o una debole in questi casi?
«L’anno scorso funzionò incontrare una big. Ci auguriamo che i livelli attentivi tornino nella norma. L’amnesia sul secondo gol del Chievo è dovuta alla mancata consapevolezza psico-corporea, perché il corpo in quel momento domina sulla mente».
Cosa fare, quindi?
«Stimolare i giocatori rispetto alla motivazione. Rivedere la modalità di gestione delle emozioni della squadra. Va fronteggiata meglio la paura, ma non in partita. Bisogna allenarla. Io li metterei tutti in cerchio e chiederei a Kolarov. Verbalizzare le proprie emozioni è fondamentale».
Ma si può insegnare a non aver paura?
«Non si dice a un bambino “Non aver paura”, né a un atleta “Sei un leone!”. L’approccio dello psicologo è totalmente diverso: bisogna spingere i giocatori a parlare, non va indotto il loro sentimento».
Insomma i giocatori dovrebbero riconoscere le emozioni e gestirle. Sembra facile a dirsi.
«Sì, se già verbalizzassero le loro emozioni sarebbe un bel passo avanti, le emozioni sono un’opportunità, solo facendone tesoro puoi costruire».
(Il Romanista, G. Fasan)


Beh capisco la loro paura, invertebrati a 2 milioni l anno in effetti aumenta il male di vivere, ci si butta sul cibo infatti ho visto Jesus con una bella panza domenica,gente così in altre società li avrebbero presi a calci in cu..
Se i giocatori hanno paura e’ perché il loro allenatore ha paura ! Quindi ci vuole un all’enatore che non abbia paura….C’è solo la nostra amata Roma ♥️?.
Conte
Per caso ti riferisci al “panzone” che teneva HIGUAIN l’anno scorso?
I giocatori della Roma più che impauriti,sono terrorizzati nello scendere in campo all’Olimpico,dove sono appollaiati i Sapientoni del Tifo,della Carta Stampata,delle Radio,dei Social…
Appena se ne vanno in una città senza Sapientoni in Tribuna,ritornano i bravi giocatori di una volta…leggasi Defrel,Gonalons ecc…
Quale sarebbe la terapia?
Giocare all’Olimpico a porte chiuse…la Roma vincerebbe tutte le partite.
Ah dici? Quindi è colpa dei tifosi allo stadio che hanno contestato fin troppo poco dopo le malefatte della società? Ma se la colpa è nostra, perché tu e i tuoi amichetti non alzate le chiappe dal divano e venite allo stadio a tifare? A subire certe umiliazioni? Dopo lo spettacolo osceno e indegno che siamo stati costretti a vedere in queste 4 partite meritano pure applausi? Guarda mi basta un esempio per smentire l’idiozie che dici: i tifosi Del Real Madrid fischiavano Cristiano Ronaldo e benzema se non segnavano per 2 o 3 partite di fila. Ad ogni partita che il Real perde, i tifosi contestano e fischiano indignati. Com’e che nonostante questo, quelli vincono sempre? L’ambizione, la dignità e la voglia di vincere, ma soprattutto la mentalità vincente te la deve dare la societa.
Non so se l’hai notato..ma a te non rispondo…bambolo.
Se guardiamo ed analizziamo le partite il risultato è deludente.
Dopo un anno di lavoro la squadra sembra smarrita.
Pastore non serviva; per me bastava tenere la vecchia squadra con qualche rinforzo a centrocampo e in difesa.
Non credo che Kevin sia voluto andare via.
Speriamo che Monchi mantenga la promessa e se ne vada.
Non vedo come questa squadra possa riuscire a vincere.
A proposito i soldi di Allison come sono stati reinvestiti se per comprare Zonzi li hai avuti dalla cessione di Strottaman.
Ma ormai è questa la realtà.
Speriamo che mi sbagli.
Forza Roma!
Certo che hanno paura, Monchi gli fa sparire l’armadietto da un giorno all’altro li vende come fossero biscotti della mulino bianco.
La Roma torni ai romani.
Romanisti a me!
La Roma ai Romani?
Beh,allora si che risolveremmo….
– “ao’ a Mister,ma che dovemio core sotto’sto sole?
ao’io so sssanco ao’,gna’a faccio popò….”
– “vabbè, pur io so sssanco morto…a Sergio,metti in moto’a Jacuzzi e portame’na bbbiretta”
vorrei vedere quando vanno in cassa se hanno paura……se hanno paura andassero a fare i muratori….con tutta la stima che ho per i muratori.
Quante chiacchiere inutili.
La crisi è dovuta da un gioco nullo dove non si riesce a fare nessuno schema.
Inutile girarci intorno.
Il problema principale è il tecnico.
Io credo che la semifinale di champion,tra virgolette,sia stata la nostra rovina! I giocatori inconsciamente in questo momento pensano di ripetere l’ impresa in coppa,e giocano mollemente in campionato,magari pensando che sia piu’ facile la champion, viste le imprese dello scorso anno! Quindi se e’ come penso stasera la roma dovrebbe fare un’ ottima partita e scrollarsi di dosso i timori mostrati in campionato!
In realtà è sempre stato così.
L’unica eccezione è stata l’anno dopo lo scudetto con Capello (ma parliamo di Capello),
ma nel 2002/2003 crollammo già all’ottavo posto!!
L’anno dopo il quasi miracolo di Ranieri fu una pena (con esonero).
L’anno dopo il quasi miracolo di Saplletti arrivammo sesti.
L’anno dopo il bienno magico 82-83 arrivammo settimi.
Certo appagarsi dopo una semifinale è abbastanza triste, speriamo non sia così.
In realtà è sempre stato cosi’: L’unica eccezione è stata l’anno dopo lo scudetto con Capello”
Hem… @Anto:
Ti debbo correggere perchè ve ne è stata un’altra di realtà. Assai migliore ed antecedente a questa.
Se non erro: Tutta dorata!
Quella appartenente ad un certo Nils Lidhom
Con tanto di Scudetto vinto, Coppe Italia ed una stramaledetta finale persa col Liverpool
Ma forse alcuni se lo son già dimenticato o non erano neanche nati
Altro che Capello…. 🙂
Infatti ho scritto:
L’anno dopo il bienno magico 82-83 arrivammo settimi.
Mah, non so! Kolarov che ha paura del pallone che arriva? Non ci posso credere!
Che io sappia EDF è un allenatore che sprona ad avere fame e combattere su ogni pallone! Quindi non mi piace questa storia della paura, poi proprio su Kolarov? Io parlerei di de concentrazione al massimo e di credere di aver vinto già la partita! Abbiamo cambiato molti giocatori e ci vorrà più tempi per vedere la squadra girare bene! Tutto qui…. tempo tempo tempo! Purtroppo di tempo non ne abbiamo ed in ansia ci vanno i tifosi!
Basta coi conti della serva,voi che non andate neanche al supermercato,sproloquiate sui conti di una Società per Azioni,quotata in Borsa,come l’AS Roma.
Reinvestire,implementare,riconvertire…Rinnegati e pure Ridicoli…andate ai giardinetti,che è meglio…
Ma te allo stadio a tifare la roma quando hai intenzione di metterci piede, chiacchierone?
Anto,bravo,appagamento e’ la parola giusta! Per loro quella semifinale e’ stato l’ apice delle ambizioni,e invece di considerarla un punto di partenza,l’ hanno presa come un punto di arrivo!
E’ come dire dopo la semifinale in champion,tutto il resto e’ noia!
In generale si dice “squadra che vince non si cambia”.
Ma è vero che non abbiamo vinto nulla, e però se non consideri i trofei, ma una stagione fatta di 50 partite, ognuna una battaglia, più o meno difficile, di vittorie ce ne sono state molte.
Allora un po’ questo concetto ha senso. Il gruppo vincente va selezionato nel tempo, la capacità di riscattarsi, di andare in battaglia, di senso di squadra, la consapevolezza di potercela fare, sono cose che si costruiscono con le esperienze, entrano nel DNA del gruppo.
E inevitabilmente alcuni leader lo incarnano meglio di altri.
I giovani possono assorbirlo dai “vecchi”, lottare per integrarsi, per essere accettati nel gruppo.
Aldilà di ogni considerazione tecnica, forse giusta, il gruppo è stato intaccato pesantemente.
@Er cozzaro nero:
Riferendomi all’allenatore:
Non sò se vale per altri:
Di certo dopo aver vissuto gl’anni d’oro di Viola e Sensi una semifnilale per me non può essere considerata un’ appagamento non Credi?! Però non posso neppure negare che sia un obbiettivo raggiungo la dove in tanti hanno fallito.
Rudi Garcia e Spalletti in Primis.
Eppure mi sembra che avevano a disposizione giocatori migliori rispetto a questi!
Inizialmente (e sottolineo) mi sembra che persino un certo Ottavio Bianchi (Nome che pare sconosciuto ai più) fece meglio di questi signori Visto che vinse una coppa Italia….
@Er cozzaro nero:
Riferendomi all’allenatore:
Non sò se vale per altri:
Di certo dopo aver vissuto gl’anni d’oro di Viola e Sensi una semifnilale per me non può essere considerata un’ appagamento non Credi?! Però non posso neppure negare che sia un obbiettivo raggiungo la dove in tanti hanno fallito.
Rudi Garcia e Spalletti in Primis.
Eppure mi sembra che avevano a disposizione giocatori migliori rispetto a questi!
Inizialmente (e sottolineo) mi sembra che persino un certo Ottavio Bianchi (Nome che pare sconosciuto ai più) fece meglio di questi signori Visto che vinse una coppa Italia….
Un disoccupato può avere paura.
Una donna e un uomo sotto protezione possono avere paura.
Un malato può avere paura.
Un discriminato può avere paura.
Un orfano può avere paura.
Un profugo può avere paura.
I Calciatori non possono avere paura. Di cosa poi dovrebbero aver timore?
A el flaco,si,pero’ diciamo che quello di sensi e viola era un’ altro gruppo,quello di oggi secondo me e’ molto piu’ fragile caratterialmente,e difrancesco non ha le pa@@e,per portare questo veliero fuori dalla tempesta! A proposito come stai,vecchio pirata?
Un salutone!
Per qualsiasi dubbio potete consutare il nuovo regolamento.