ULTIME NOTIZIE AS ROMA – La ricchezza di una squadra può essere: Steven Nzonzi alternativa di Daniele De Rossi, o viceversa. Perché quando uno è stanco, gioca l’altro, perché contro una certa squadra è meglio il francese, mentre con un’altra si lascia preferire Daniele. Dopo Madrid abbiamo intuito una cosa: i due, insieme, stentano. Stenta soprattutto Steven, perché non ha il passo della mezzala. Ha la presenza, il fisico ma lì diventa un polpo senza il condimento; Daniele invece si esalta nelle difficoltà, scivola, lotta, combatte, organizza poco, verticalizza quasi mai, non essendo un regista.
I PASSIVI – La Roma torna statica, piantata, passiva. Mentre là in mezzo ci vogliono due intermedi di gamba, che sappiano accompagnare il primo pressing (degli attaccanti, a Madrid passivi pure loro nelle aggressioni). Nzonzi e De Rossi possono essere coppia in un 4-2-3-1, forse. Come lo erano Pizarro e De Rossi, con quest’ultimo nel pieno della sua gioventù e della sua esplosività, purtroppo portata via dagli anni. Da una questione tattica a un’altra. Che coinvolge il giovane Kluivert, ma non perché è andato in tribuna, ma per i motivi per cui ci è finito: «la tribunetta che fa bene a qualcuno» (citando Di Francesco) diventa un problema. Il nuovo che non avanza lo è sempre (un problema), perché significa non dare forza agli acquisti (non solo i ragazzi, ma il discorso vale anche per Pastore, tornato in gruppo). Come potrebbe diventare un boomerang il messaggio dato dal tecnico con Zaniolo titolare a Madrid. Coric e Luca Pellegrini altri personaggi in cerca di autore: zero minuti fino a qui. Magari il messaggio è arrivato anche a loro. Kolarov è in difficoltà, possibile che Santon sia meglio di Pellegrini? Possibile. Anche Coric, perché non gioca mai mai?
LO ZOCCOLO MORBIDO – Forse un giorno sapremo che non è pronto nemmeno lui, così come Kluivert (citando ancora Di Francesco). Ma qui il problema non sono solo i giovani, ma pure gli anziani, che appaiono stanchi (Kolarov, Fazio), intristiti (Dzeko) e ancora lontani dai vecchi standard (Perotti, Manolas). Olsen è la sorpresa. Il portiere che para tanto: non un buon segnale.
(Il Messaggero, A. Angeloni)


Giornalisti e tifosi, prima di caldeggiare l’arrivo di un giocatore e dire che è un fenomeno, dovrebbero necessariamente conoscere il calciatore e guardare una partita, e non limitarsi a riportare i commenti di altri giornalisti che guardano youtube.
N’zonzi è un doppione lento quanto De Rossi (che ha 6 anni in più), NON E’ IL REGISTA CHE LA ROMA CERCAVA (meglio badelj, ovvero la riserva di Modric).
A mio avviso, non possono giocare insieme, la squadra sarebbe troppo lenta: questo discorso vale anche per il 4-2-3-1 e non solo per il 4-3-3 (vedi le urla di EDF al francese durante la partita contro il real).
ma è un problema nel 4-3-3 non avere il regista? cioè io credo che Difra non lo cerchi, vuole mezzali veloci a pressare, chiudere, salire, accorciare ed inserirsi. E un mediano (DDR O Nzonzi) che blocchi le azioni dell’avversario e faccia ripartire l’azione.
Viaggio al centro del bollito
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