AS ROMA NEWS – La ripartenza della Roma in campionato, passa per una difesa ritrovata. O quasi. Perché siamo ancora lontani dalla squadra che nella passata stagione seppe inanellare 18 cleen-sheet in campionato e 5 in Champions. Eppure il trend nelle ultime gare lascia ben sperare. I giallorossi sono passati dal subire due gol a partita (12 nelle prime sei uscite stagionali) ad uno nelle ultime quattro, tra l’altro con la clamorosa complicità di Fazio nel derby. I due mediani davanti al reparto difensivo, hanno certamente regalato più protezione a Olsen che è passato dall’essere il primo portiere per interventi in serie A a fine settembre, al nono posto attuale.
La trasferta di Empoli è tuttavia la conferma che c’è ancora qualcosa da registrare. I 20 tiri concessi ai toscani, compreso il rigore sbagliato da Caputo e il palo scheggiato da Bennacer, hanno riportato per una sera Di Francesco ad inizio stagione, quando la Roma era stata capace di subire 16 tiri nel primo tempo contro l’Atalanta e 30 complessivi nella trasferta di Madrid contro il Real. Proprio su questo tema, i numeri regalano una fotografia di quanto i giallorossi debbano ancora migliorare.
I NUMERI – In serie A, Manolas e compagni sono ultimi nella speciale statistica dei tiri subiti considerando il pool ristretto delle squadre che si giocheranno presumibilmente un posto nella prossima Champions. La Roma, infatti, viaggia ad una media di 16,3 tiri concessi a gara. Peggio della Juventus (9), del Napoli (9,8), dell’Inter (10,8), del Milan (11,3) e anche della Lazio, che proprio nella fase difensiva lamenta il suo tallone d’Achille (12,5). Per questo motivo non deve rincuorare più di tanto il fatto di aver subito le stesse reti del Napoli (10) che, a differenza dei giallorossi, nel suo cammino ha incontrato Juventus, Milan, Lazio, Fiorentina e Sampdoria mentre la Roma, nelle prime 8 gare, ha già affrontato le ultime cinque della classifica (Chievo, Frosinone, Empoli, Atalanta e Bologna). Attualmente, quella romanista, è la nona difesa della serie A, dietro la Sampdoria (4), la Juventus (5), l’Inter e la Fiorentina (6), il Parma, il Torino, il Cagliari e la Lazio (9).
Il trend positivo nelle ultime gare con il passaggio al 4-2-3-1 ancora non basta. L’ultimo step dovrà passare inevitabilmente dalla crescita individuale di alcuni interpreti. Fazio, ad esempio, al netto dei due gol segnati in campionato al Milan e alla Lazio, fatica ancora ad esprimersi ai livelli dello scorso anno. Kolarov, con il gol al derby e la buona prestazione con il Plzen, ha fatto dimenticare un avvio di stagione alquanto balbettante. Discorso simile per Olsen che, al netto delle ultime tre gare su quattro concluse con la porta inviolata, ancora alterna parate a indecisioni. Anche con il Plzen, in una partita scivolata via senza patemi, un paio di valutazioni errate – la prima su un cross, l’altra sbagliando uno stop di piede – potevano costare care.
(Il Messaggero, S. Carina)


I miei amici vanno ao stadio a tifa Roma alè…. rooomaaaaa la tua curva Sud mai doma in casa e in trasferta ti invoca
Sti cazzi della voce roca ooooooo Rooma
Ritornamo a casa e sto in comaaaa
Mi moje me lascia de foraaaaaa
Sti cazzi io c ho la mia rooooomaaa
Roooooooromaaaaaaa
A Napoli c’hanno er coleraaaa laziale tu i stessi colori
Dai vieni te aspetto de fooooriiii
Oooooo Rooomaaaaaaa (sulle note di pell’alria carle brave)
Molto dipende anche da come la squadra è messa in campo. Per me i due mediani hanno una doppia funzione: maggiore copertura in fase di non possesso palla e libertà per il trequartista in avanti. Anche Olsen mi sembra in crescita e bene Santon come difensore puro di fascia. Forza Roma!
Analizzando i commenti del 24 Settembre 2018 sono giunto a questa conclusione che
Il male della Roma e’ soprattutto l’esaltazione sia da una parte che dall’altra!
La mancanza di equilibrio domina da anni,invece di fare quadrato e unirci nei momenti più
difficili puntiamo il dito su società ,allenatore e giocatori!
Non mi sembra corretto anzi!
Ci vuole mentalità vincente,difendere anche l’ indifendibile sempre, puo’ essere la soluzione!
Compattezza, unità ,crederci sempre e comunque,sopratutto nei momenti Terribili e difficoltosi,questo bisogna cambiare,incominciando da noi stessi,se si vuole puntare al successo. Unità ,e umiltà x tutti,cambiamo il nostro destino e cambiamo la nostra storia,guardiamo avanti e cresciamo solo così diventeremo Grandi.
Sempre e comunque forza magica Roma
…
Mentalità vincente giusto, ma la deve avere la società in primis, non i tifosi. Quando capiranno che il prestigio si basa su quello che vinci e non su quelli che vendi sarà troppo tardi, altrimenti a quest’ ora Atalanta, Udinese e Palermo avrebbero già avuto il Palmares pieno.
Invece continuiamo a far fare praticantato a gente che prende la Roma solo di passaggio come trampolino di lancio per altre destinazioni Europee, con il risultato di portare zero tituli in 10 anni, ma le saccoccie piene della società …ma così lo scaffale rimane impolverato! eppure di campioni ne abbiamo avuti se vedi la rosa dei giocatori passati per Roma sto periodo, qualquadra non cosa…
Per qualsiasi dubbio potete consutare il nuovo regolamento.