De Rossi e Manolas come da tradizione

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NOTIZIE AS ROMA – La Roma passa da un infortunio all’altro e non è possibile far finta di niente. De Rossi si arrende prima dell’intervallo. Ma è il solito fastidio al ginocchio destro, quella cisti che provoca all’improvviso l’infiammazione e quindi il dolore. Gli altri, però, sono guai muscolari. La ricaduta di Florenzi, affaticamento alla vigilia del match, ha impedito a Di Francesco di presentarsi al San Paolo con la formula in stile derby. Equilibrata e al tempo stesso efficace, con il doppio terzino: Santon esterno basso, Florenzi alto. Come è successo solo a metà ripresa.

Nell’assedio finale Manolas, come De Rossi nel primo tempo, ha chiesto il cambio per una fitta alla coscia destra: dentro Fazio, giusto in tempo per il pari. Manolas e Florenzi si vanno ad aggiungere a Pastore (3 infortuni ai 2 polpacci), Perotti (già al 2° ko), Kluivert e Karsdorp (solo 180 minuti giocati e 3 presenze da quando è arrivato a Trigoria nell’estate 2017). Il problema esiste e va preso di petto. Perché il gruppo è in chiara emergenza in ogni reparto. Numericamente, In questa fase della stagione, la Roma soffre per la full immersion di campionato e Champions. E le assenze pesano.

MEZZA PARTITA – Metà rosa e metà match. Jesus è d’accordo con il suo allenatore. C’è da salvare solo il primo tempo. «Abbiamo fatto bene, poi abbiamo perso la continuità di gioco nella ripresa. Dovevamo fare più possesso palla e non subire così tanto, nel primo tempo abbiamo giocato alla pari col Napoli che è una grande squadra. Purtroppo sono mancate sia la personalità che la qualità. Ci sta di avere più coraggio e uscire dalla pressione».

Con Manolas che non sta bene, Jesus è il primo indiziato a sostituirlo, magari già dalla trasferta di Firenze. «Io sono sempre pronto per aiutare la Roma, anche qui al San Paolo ho dimostrato ancora una volta di poter essere titolare. Devo dare continuità al mio lavoro per aiutare la squadra al meglio».

(Il Messaggero, U. Trani)

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2 Commenti

  1. Con la squadra di pippe al sugo messa su dal magnate e dal mago almeno non vorrei sentire più critiche a Daniele, ormai ultimo reduce di una AS Roma competitiva che col cencioso di boston rivedremo col binocolo. Altro tocco di residua dignità è Manolas, prossima papabile plusvalenza. Ai tifosi dell’AS pallottina faccio notare come senza questi due calciatori la squadra sia ormai pronta per la lotta per non retrocedere, probabile nella prossima stagione giacchè dubito che il pezzente possa intanto farsi da parte..

  2. La ROMA competitiva (per cosa poi?) non esiste più. Qui anno dopo anno, ma specie nelle ultime due estati, ci si è venduti tutta l’argenteria e la si è sostituita in qualche caso con servizi di acciaio, ma praticamente sempre con stock di bicchieri e piatti di plastica. Ora c’è rimasto poco da vendere (Under, Manolas, qualcuno in società spera ancora Dzeko), ma oramai hanno raschiato il fondo del barile. Ma questo era il progetto, ovvero non metterci un euro, millantare a parole di voler vincere (vero Baldissoni?), tutte dichiarazioni che fanno a cazzotti con l’agire in sede di costruzione della squadra. Ma sta bene a tutti i lecchini di questa pseudo società, quelli che ti danno del laziale se osi mettere a nudo tutte le schifezze fatte negli ultimi anni da questi dirigenti.

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