Roma, la provinciale a tempo determinato

8
681

AS ROMA NEWS – Spesso si parla di atteggiamento. Nel calcio e non solo a Trigoria. Lo stesso Di Francesco, nel bene o nel male, ne discute in pubblico (davanti alle telecamere) e ovviamente in privato (con i giocatori). Sottolinea quando è quello giusto e quando no. E ne ricorda il peso pure prima di scendere in campo e comunque alla vigilia di un match, a prescindere dal valore dell’avversario di giornata. Il dibattito è appena tornato d’attualità. Perché, a sentire l’umore della piazza, non è piaciuto quello della Roma contro il Napoli. Timido, rinunciatario e, perché no?, operaio. Comportamento da piccola e non da big: la squadra è sembrata impaurita.

Eppure è il 4° campionato di fila che i giallorossi non cadono al San Paolo. Ma la gente ha buona memoria e si ricorda le ultime 2 visite, tra l’altro finite con 2 successi larghi e convincenti. Con spirito ben diverso da quello di domenica sera: fu sfacciato e al tempo stesso autoritario, con Spalletti in panchina e anche con l’attuale tecnico, per giocare (e vincere meritatamente) alla pari contro il 4-3-3 organizzato, efficace e spettacolare di Sarri. Sembra passato un secolo, non un torneo o due. Tant’è vero che ci si chiede che cosa sia successo nelle ultime settimane.

SCELTA OBBLIGATA – La risposta è semplice e probabilmente scontata. Questione di consapevolezza. Oggi la Roma sa di essere più debole del Napoli e si comporta di conseguenza. Di Francesco, come fece in passato pure Garcia, ha capito (e fiutato) il momento. E ha deciso di prenderne atto. Quindi umiltà e prudenza. Non è tempo di fare gli spacconi o gli spavaldi. L’allenatore avrebbe voluto giocare con il doppio terzino a destra, come fece un mese fa nel derby. Per l’equilibrio e la solidità di squadra. Il piano gli è saltato alla vigilia, con la ricaduta muscolare di Florenzi che è andato in panchina, entrando (e non al meglio, come si è visto) solo nella ripresa. Il 4-2-3-1 ha tenuto fino a quando è rimasto in campo De Rossi.

In fase di non possesso palla, con la disponibilità di Under, Pellegrini, El Shaarawy e anche di Dzeko, i giallorossi si sono difesi con il 4-5-1. Gara di sacrificio e di carattere. Perché altro, con l’emergenza in ogni reparto (poi anche in partita), attualmente non è possibile fare. Ancelotti, non si sa se affettuoso incrociando i suoi vecchi colori o semplicemente soddisfatto valutando la prestazione dei suoi giocatori, è intervenuto sul comportamento in campo dei rivali: «Li abbiamo costretti a fare quello che non volevano». Cioè a difendersi. Non è stato il gioco dei partenopei, però, a condizionare la Roma, quanto la strategia iniziale, preparata in settimana, per evitare la figuraccia, contro una formazione attualmente più forte sia tecnicamente che tatticamente.

PROSSIMO STEPDi Francesco ha definito giusto il pari. Non avrebbe potuto dire il contrario. E lo ha pure celebrato, considerandolo risultato prezioso in un periodo delicato, con la rosa dimezzata dagli infortuni in serie e con la classifica inguardabile per i risultati scadenti. Adesso la realtà è questa e va accettata. Non c’è niente di male a riconoscere i propri limiti. La Roma, almeno contro le migliori, può anche giocare come fosse una provinciale. Così, del resto, ha strappato un punto al San Paolo e ha addirittura avuto la possibilità di prenderne tre.

E’ il bicchiere mezzo pieno, al ritorno dalla trasferta di Napoli. Ma poi ci sarà da riempire l’altra metà. Perché, una volta recuperati i giocatori che oggi sono indisponibili, bisogna ricominciare a pensare da big. Comandando in campo e facendo la partita. Spaventando e non impaurendosi. Per essere competitivi e non accontentarsi solo della zona Champions. Che deve essere il minimo e non il top delle ambizioni di questo gruppo che è almeno da rivalutare.

(Il Messaggero, U. Trani)

Vuoi essere sempre aggiornato sulle ultime notizie della Roma sul tuo cellulare? Iscriviti subito al canale Whatsapp di Giallorossi.net!
Articolo precedenteTraumi e muscoli fragili: infermeria sempre piena
Articolo successivoCentrocampo, la Roma si scopre in emergenza

8 Commenti

  1. Con tutta onestà la Roma ha fatto un ottimo primo tempo (era in trasferta in casa di quella che veniva definita in lotta con la juve) ed è andata al riposo in vantaggio. Nella ripresa si è difesa con evidenti carenze a centrocampo ma stava per portare a casa una vittoria utilissima alla classifica. Dov’è il problema in questa partita specifica?

  2. Inutile sprecare energie per un 3° posto che non vale niente di più del 4°…voglio vedere l’inter se fa la spavalda quando giocherà in Champions,che è l’unico torneo che ormai conta…la Coppa Italia è un ingombro nel calendario stagionale,non vale un’emerita ceppa..

    • Zenone cambia ritornello, e allora l’inter non funziona più, da’ no sguardo alla classifica…

  3. Zenone già vede al ribasso le ambizioni della Roma.. È l’emblema della rassegnazione e della tenerezza del tifoso romanista disilluso attuale ?‍♂️

    • Zenone e pure un certo Francesco Totti…anche Lui non capisce niente di pallone,eh?
      Ci capite solo Voi, i Cappadociani pupazzoni…

  4. fino adesso il napoli in casa non ha regalato punti , dato de fatto mentre tuti si sperticano nel riconoscere la forza del napoli ,che avrebbe meritato divincere per alcuni ,ho notato , che con il napoli in casa nessuna squadra ha ancora vinto , non hanno giocato bene , costretto tutte a difendersi e colpire in contropiede , , altra cosa abbiamo giocato con florenzi che non stava bene con DDr stessa condizione poi manolas il lfessore , su i sostituti non ci si poteva contare kluivert , perrotti , pastore ,l’olandese fermi ai box per vari infortuni , dimenticavo sta serie non colpisce solo la prima squadra , guardate anche nella primavera , anche nnella AS ROMA femminile , ma che è un contagio ?

  5. ATTENZIONE: La moderazione dei commenti è ora più rigorosa.
    Per qualsiasi dubbio potete consutare il nuovo regolamento.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci qui il tuo commento
Inserisci qui il tuon nome