Così perdiamo pure con l’Entella

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AS ROMA NEWS – Se (non) giochiamo così perdiamo pure con l’Entella. E quella con l’Entella è tra le partite più importanti che la Roma dovrà giocare, almeno lo è per i tifosi, per quelli che ci tengono alla Coppa Italia, che ci tengono alla Roma. A oggi è l’unica partita che possiamo pensare di vincere, ma – ad oggi – anche di non riuscire a farlo. Ogni partita della Roma è importante perché gioca la Roma. Anche quella di ieri, che non valeva niente per la classifica, e invece ha significato tanto: che se continuiamo così perdiamo pure con l’Entella. Anche prima dei rigori. Che così non si può continuare. Che non ce la facciamo veramente più. È frustrante.

Ieri la Roma è riuscita a rovinarci un’altra giornata, pure una di quelle che sembravano invece fatte apposta per alleviarci dall’angoscia di questi giorni. Invece un altro fastidio, un’altra sensazione di spirale negativa che a un certo punto (abbastanza presto) ti prende e sai già dove ti porta: esattamente dove avevi paura di finire. È frustrante, irritante, così non si può andare avanti. E quindi? E quindi boh. È la Roma che deve dare delle risposte perché è la Roma che deve farsi le domande giuste. Qui nessuno è giustizialista, tantomeno con Di Francesco campione d’Italia, persona per bene (ma poi chi siamo noi per giudicare una persona, ci mancherebbe altro: massimo rispetto) e tecnico di una squadra semifinalista di Champions, ma quello che si vede si vede, anche quello che non si vede si vede. E anche quello che si sente o non si dice sembra chiaro.

«Queste partite servono anche per fare delle riflessioni: non ho avuto le risposte che volevo», ha detto l’allenatore ieri sera. Più o meno contemporaneamente Florenzi raccontava che «su una cosa sola metto la mano sul fuoco: io e i miei compagni diamo sempre tutto in campo». È quasi matematica, ed un’equazione che non torna. Che bisogna fare, cambiare l’allenatore? Sì, se si pensa che le cose migliorerebbero. No, se chi sta a Trigoria e vede e sa, è convinto che il problema non sia quello, ma se non è “quello” trovi “quell’altro” perché un problema c’è. Ed è pure grosso.

Non è nemmeno una questione di esonero o no, l’importante è sapere cosa si fa, cosa si vuole e dove si vuole andare. La paura è che siamo in un vicolo cieco. La speranza è semplicemente l’avvento di una consapevolezza in chi comanda: che così le cose non vanno. Bastava vedere il primo tempo con l’Atalanta. Avanzava pure. La sensazione è che ci si sia perlopiù detti: “vedrai passerà”, “vedrai siamo forti”, “vedrai arriviamo comunque quarti”… (e la Coppa Italia?). Se invece arriva una presa di coscienza dei problemi la decisione da prendere – qualunque essa sia (dall’esonero al rinnovo quinquennale, dal vendere o comprare 14 giocatori) – sarà solo una conseguenza. Ci vuole il coraggio che ti fa aprire gli occhi e muovere i passi in questo buio pesto, qualcosa di simile alla camminata di Manolas a fine partita in un vicolo ceco verso un settore che cieco è d’amore. Quella è la prima cosa da Roma che s’è vista ieri. Ma era già finito tutto.

(Il Romanista, T. Cagnucci)

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6 Commenti

  1. Sono decenni che in situazione come queste si cambia l’allenatore.
    A volta va bene, a volte male, a volte uguale.
    Però non ricordo sinceramente una volta in cui tenere un allenatore con cui si gioca così
    (a prescindere dalle responsabilità) abbia portato a qualche soluzione.

    Magari si aspetta la Juve per evitare che il nuovo tecnico debba iniziare lì.
    Ma così si rischia anche con il Genoa (a Torino non ci voglio neanche pensare).

    Del resto, se le alternative sono Blanc, Sousa o Montella, reduci da anni di fallimenti,
    posso anche capire che si indugi.

    E per quelli che chiedono Conte: quest’anno prende 8ML (OTTO) per stare a sciare con la famiglia.
    Dovrebbe rinunciarci per venire a guadagnare meno (ma fosse pure lo stesso) ora?
    Quando può scegliere a Giugno?

  2. ma perché l’entella è cosi più tanto scarso de quelli che ti hanno battuto pure ieri io credo di no, se tu Roma entri in campo con la testa come sei entrato ieri rischi e come e la società penso che stia aspettando solo quello per cacciare l’allenatore ma si può andare avanti cosi mi chiedo. Forza Roma

  3. Con l’Entella avremmo perso pure con Salah, Alisson, Strootman e Nainggolan semplicemente perché come ogni anno è consuetudine uscire dall’unica competizione che non porta soldi (ma un trofeo si). Gli uomini vanno salvaguardati per il piazzamento in zona Champions perchè quelli sono soldi veri. Non sono maldicenze, ma semplici fatti e statistiche.

  4. Pensare che in Coppa Italia abbiamo fatto figure barbine ,eliminati dallo spedizioniere a fatica sul Cesena ,ora c’è tocca l’entella ,in questa situazione la vedo nera ,sapendo che non è più una questione de fisico ma de testa

  5. la rispettabilissima Virtus Entella (nome di un torrente che attraversa la ridente cittadina di Chiavari, in Liguria) si trova nel girone A di Lega Pro. Si giocherà all’Olimpico e per loro sarà una gita di piacere

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