Eusebio solo al comando

3
655

ULTIME AS ROMA – Jim Pallotta magari avrebbe agito con largo anticipo, perché si è convinto da un bel po’ che Di Francesco non abbia (più) grandi soluzioni da proporre. La stagione è largamente compromessa e rischia di diventare irrecuperabile, ma i possibili sostituiti prendibili, da Montella a Paulo Sousa, da Blanc a Donadoni, convincono e non convincono. Ma la soluzione esonero diventerà necessaria se domenica sera la Roma dovesse raccogliere un’altra figuraccia con il Genoa e questa decisione, secondo Pallotta, spetta a Monchi. Ma l’umore del presidente è nero, i conti non gli tornano: la squadra quest’anno costa più di quella dell’anno scorso (sono aumentati i giocatori, quindi gli ingaggi, e la valutazione di alcuni elementi ora è calata) e rischia di non andare in Champions.

A Trigoria non c’è gran voglia di prendere decisioni devastanti, poi davanti alla necessità tutto cambia. Monchi, come noto, ha difeso Di Francesco pubblicamente e davanti al presidente, sempre più spazientito, e vuole aspettare. Il viaggio verso il presidente è fissato subito dopo la sfida con il Genoa, quindi in quella occasione verranno prese le decisioni definitive/drastiche. Per ora la squadra prova a ricompattarsi. Il ritiro a tempo indeterminato non solo non ha funzionato, ma di fatto non è esistito: la squadra non lo voleva prima ed è stata felice che dopo Plzen si sia deciso di annullarlo. I ritiri non servono quasi mai, ma questa è stata una presa di posizione farsesca. L’abolizione del ritiro è l’ultimo tentativo per riprendere confidenza con il gruppo, forse, è provare a non stressarlo ulteriormente con clausure, appunto, inutili.

FARSA E STRESS Di Francesco ha perso la serenità, si vede dallo sguardo, dalle cose che dice. Le sue sono parole molto dure e dirette nei confronti dei giocatori (e ha perso un bel pezzo di squadra, ormai), dal minaccioso (e doveroso) «farò tante valutazioni», a « non ho avuto risposte che avrei voluto». Traspare come il rapporto con i calciatori, o alcuni di loro, non sia eccezionale. Ora poi, non ci sono nemmeno i veterani, molti di loro fermi ai box, che potrebbero dargli una mano. Ma questi sono tutti problemi del momento, che probabilmente Eusebio non riesce a sistemare.

Poi sono evidenti criticità un po’ più strutturali, figlie di scelte tecniche-societarie non adeguate. La politica dei giovani può pure funzionare, ma l’impiego in massa dei ragazzi porta poco lontano. Perché il giovane, per natura, è incostante e caratterialmente meno definito. Noi non sappiamo cosa diventeranno Schick e Kluivert (due esempi) tra qualche anno, magari due fuoriclasse, ma in questo momento danno poco e non ci sono grosse alternative. E la Roma per loro ha strainvestito. Mancano i leader, le guide.

LE OPERAZIONI DI MERCATO – La scelta di Pastore è stata quantomeno azzardata, per i costi, per l’età e per la sua fragilità fisica. Marcano, dopo Moreno, è la dimostrazione che non si riesca a trovare un difensore centrale utile per dare fiato ai titolari. Per non parlare poi di Karsdorp, in quasi due anni 4 presenze. Quattro. Alla squadra manca lo spirito, la personalità, il senso di appartenenza, che Di Francesco aveva da giocatore e che ha provato a ripristinare da allenatore. Lo scorso anno la Roma ha vissuto il sogno Champions. Quella squadra non c’è più e quella di adesso forse si sente di passaggio. Addio senso di appartenenza. Addio sogni. E avanti un altro.

(Il Messaggero, A. Angeloni)

Vuoi essere sempre aggiornato sulle ultime notizie della Roma sul tuo cellulare? Iscriviti subito al canale Whatsapp di Giallorossi.net!
Articolo precedenteDomenica la curva sud contesterà la squadra
Articolo successivoSchick è al bivio: deve dare segnali. E la Sampdoria lo vuole in prestito

3 Commenti

  1. La realtà e’ che ogni errore ha un nome ed un cognome.
    Tutti gli errori nascono da stupidagini fatte da Monchi e da inadeguatezza di EDF.
    Pallotta fa casini più di Cassano giocatore. Ma in questa situazione non gli imputo responsabilità.
    Ha visto spendere centinaia di MM per giocatori inutili. Ma a parte le sue stupide esternazioni, ha il secondo monte ingaggi del campionato, ma che gli vuoi dire?

  2. Le dichiarazioni dei giocatori vanno interpretate, più per quello che non dicono.
    Quando Florenzi dice “assicuro che tutti mettiamo il 100%” ti dice che secondo lui il problema è altrove.
    Cioè che il sistema con cui si applica questo impegno non funziona.
    Poi erò dice che tutti a Trigoria devono andare nella stessa direzione che vuol dire? Poi dice “dal magazziniere al presidente” ma è ovvio che è un zuccherare la pillola. Chi è che non va nella “stessa” direzione?
    Quelli che “contano” sono i giocatori, l’allenatore, il diesse.
    In che modo possono influire nella crisi?
    I giocatori remando contro, non c’è bisogno di complotto, basta applicarsi poco, l’allenatore non venendo incontro ai loro punti di vista, il diesse con movimenti di mercato che “turbano”.

  3. ATTENZIONE: La moderazione dei commenti è ora più rigorosa.
    Per qualsiasi dubbio potete consutare il nuovo regolamento.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci qui il tuo commento
Inserisci qui il tuon nome