NOTIZIE ROMA CALCIO – Chiamatela pure Farmacia Ranieri. E’ aperta 24 ore su 24 (anzi 25 come ha detto Claudio qualche giorno fa) ed è riuscita in meno di una settimana a prescrivere una cura miracolosa in grado di riaccendere seriamente le speranze Champions (il Milan è a -1). La Roma tosta e unita vista con la Sampdoria, infatti, è l’esatto opposto della squadra molle e confusa andata in campo col Napoli appena 7 giorni prima. Un percorso di crescita fulmineo che ha vissuto la tappa intermedia con la Fiorentina e ha portato ai 3 punti strappati a Marassi.
La ricetta Ranieri si basa su tre principi: cura della fase difensiva, eliminazione dei carichi inutili di lavoro con gestione degli infortunati più oculata e riqualificazioni individuali. Il primo punto è quello che interessava di più al tecnico testaccino. La Roma da 8 mesi non riusciva a chiudere una gara senza subire gol in trasferta. Inquietante per un club che punta ai primi posti. Con la Sampdoria si è rivisto un reparto corto, unito e in grado di fermare il capocanoniere Quagliarella.
La coppia Manolas-Fazio è sembrata quella dei bei tempi e sugli esterni sono funzionate le sovrapposizioni a turno di Karsdorp e Kolarov. Altro cambio decisivo per far tornare il sereno in difesa è stato quello del portiere: fuori il disastroso Olsen dentro l’affidabile e più comunicativo Mirante.
Ranieri aveva già goduto del cambio in porta nel 2010 quando promosse Julio Sergio al posto di Doni. Fondamentale è stato poi il lavoro in fase di copertura di un centrocampo tutto italiano comandato da capitan De Rossi (a rischio squalifica per una bestemmia dopo il gol) e bilanciato dal lavoro in doppia fase di Pellegrini e Cristante. Quest’ultimo si sente meno ingabbiato rispetto alla gestione Di Francesco quando era spesso relegato davanti alla difesa per fornire supporto a Nzonzi. Ma a beneficiare della cura Ranieri è soprattutto Kluivert: decisivo con la Fiorentina, brillante a tratti pure con la Sampdoria. Anche qui bisogna fare un salto nel passato e ricordare il percorso di Menez. Segnali confortanti pure da Schick.
La vera sorpresa però arriva dallo stato di forma: disastroso con Spal e Napoli, quasi invidiabile sabato sera. Ranieri ha visto la squadra pesante sulle gambe e ha deciso di alleggerire i carichi di lavoro e di gestire, da farmacista appunto, convalescenti e acciaccati. Ora esce Karsdorp, ma torna Florenzi e con l’Udinese ecco dal 1′ pure Dzeko, Under e El Shaarawy. Presupposti ottimi che si sposano con un calendario in discesa. Esclusa la trasferta con l’Inter (20 aprile) i prossimi avversari si chiamano: Udinese, Cagliari, Genoa, Juve (al 99% già campione), Sassuolo e Parma.
(Leggo, F. Balzani)


Ma nessuno fa caso che da quando Ranieri ha preso la Roma, fra infortuni/squalifiche la prima settimana ne ha avuti a disposizione pochi e solo un paio di giorni (e ci sono state due partite) e quindi 2 settimane di sosta…
Incontra la squadra l’8/3 quindi c’è
roma empoli 11/3
spal roma 16/3
-due settimane di sosta-
roma napoli 31/3
roma fiorentina 3/4
samp roma 6/4
Lavoro tattico con la rosa (quelli a disposizione)?
Non più di 4-5 giorni in tutto.
Ed è chiaro che il primo lavoro era sulla testa del gruppo allo sbando, ma tatticamente è ancora la Roma di DiFra.
Per esempio la difesa sull’uomo in area (continuano a guardare la palla).
La non gestione delle ripartenze (aspettano che salga la squadra con gli esterni).
Un po’ di tempo e queste cose cambieranno.
nessuno mette in dubbio la bontà di Ranieri come allenatore. Sarebbe da folli.
Sicuramente ha avuto a disposizione i calciatori – quella sosta lo ha aiutato – ma i miracoli non li può fare.
Io credo che i cambi di allenatore siano da piccola società. Con gli americani abbiamo avuto 8 allenatori. Tutti scarsi? No. Scarsa è l’organizzazione societaria e soprattutto la strategia sportiva.
la sosta non lo ha aiutato
qualcuno ha recuperato, ma altri sono tornati dalle nazionali infortunati (florenzi e elasharawi, ad esempio, dzeko in cattive condizioni)
a trigoria non c’era nessuno in quelle due settimane.
come fa a lavorare sulla tattica senza il gruppo dei titolari?
…
i cambi di allenatore fanno parte del calcio.
il ManUtd ha cambiato Mourinho e da quel momento vola.
Mourinho è scarso?
con il palmares mostruoso che ha sicuramente non si può dire (anche se sicuramente qui c’è gente che ne sa più di lui) eppure è stato sostituito.
Conte è stato sostituito.
Quanti altri?
Il cambio di allenatore fa parte del calcio.
Nella catena di ruoli che va da presidenza ai panchinari l’allenatore è quello dove è più facile intervenire e con maggior…
Segnali positivi (oltre a un risultato finale importante) ci sono stati. Vinciamo la prossima e vediamo. Forza Roma!
Vinciamo la prossima per 3 motivi:
1 – perchè ci servono 3 punti
2 – perché rimettiamo l’udinese in piena bagarre salvezza e dopo 3 giorni incontra la lazio per il recupero
3 – perché ci hanno battuto all’andata
Bravo Mister, avessimo trovato la medicina giusta, avanti così fino alla fine!!!
Ranieri non è un mago, è un grande allenatore che sa sfruttare il materiale a sua disposizione. Una coppia Manolas – Fazio è una grande coppia, se la fai giocare protetta e con equilibrio, ti garantisce tanto: Manolas è veloce, ma non lo devi sfiancare in mille recuperi che gli tolgono, inevitabilmente, lucidità; Fazio è un signor difensore, fortissimo di testa e fisicamente, buono di piede e con senso della posizione, ma se lo fai giocare con 50 metri alle spalle lo umili. Il tutto aggiungendoci che non avendo più due grandi giocatori come Raja e Kevin, la difesa era in balia degli eventi. Ranieri lo ha capito, Di Francesco, presunzione zemaniana, no. E il ritardo nel suo esonero spero non costi alla ROMA il quarto posto. Con Ranieri da due mesi prendevi a spasso il terzo.
Per qualsiasi dubbio potete consutare il nuovo regolamento.