AS ROMA NOTIZIE – L’ex allenatore di Roma e Lazio Sven Goran Eriksson ha parlato al Corriere dello Sport oggi in edicola. Questo uno stralcio delle sue parole riguardo al suo attaccamento ai due club capitolini:
“La Lazio è un pezzo meraviglioso della mia vita. Avevo Sergio Cragnotti come presidente, voleva molto bene alla squadra e sul mercato mi comprava quello che volevo. E con il tempo siamo diventati uno squadrone. Quella Lazio era una squadra di campioni che mi divertivo ad allenare. Vi faccio una confidenza: la squadra più importante che ho allenato è la nazionale inglese, lo riconosco. Ma subito dopo arriva la Lazio.”
Quindi per il suo cuore è più importante della Roma…
Tanto tanto no, perché i romanisti sono favolosi per la loro passione e per il loro senso di appartenenza. Io ero molto giovane quando arrivai sulla panchina della Roma, a differenza della squadra che aveva gente più che esperta. Era la Roma di Pruzzo, Conti, Graziani, gente che aveva vinto e di conseguenza non aveva più tanta fame. Poi l’abbiamo cambiata, facendola diventare più giovane.
Fonte: Corriere dello Sport


Certo che il laziale mi fa un pò pena, l’unica gioia della sua vita.. nemmeno riconosciuta appieno dal suo allenatore numero 1 hahahahaha
La Roma di Eriksson è la Roma che ho più amato… per delle casualità contingenti della mia vita, non per giocatori o gioco… peccato il maledetto Lecce.
che giornata triste.. .ancora me la ricordo. eravamo a un ristorante tutti pronti a festeggiare. forse è proprio quello che ci ha fregato…
cumunque se mi ricordo (avevo 13 o 14 anni), non avremmo vinto ancora, ma scavalcato la Juve a un turno dal termine, che infatti pareggiava quell giorno, finché almeno non era arrivata la notizia del pareggio o sorpasso del Lecce…. forse qualcuno si ricorda meglio
La Roma di Eriksson è stata forse la più bella, quella cui sono maggiormente legato: sette mesi di gran calcio, una rimonta impossibile naufragata col Lecce, un centrocampo da fantascienza – Ancelotti capitano, Boniek e Cerezo. Potevamo vincere il terzo scudetto, ma le cose non girarono per il verso giusto, e alla fine il tecnico svedese fu obbligato a dimettersi e fuggire gambe levate (mi ricorda qualcosa..), da un ambiente che lo aveva bollato per scemo. Lo stesso “scemo” che – nemesi giallorossa – lo scudetto che meritava avrebbe portato poi sull’altra sponda, insieme a un altro “scemo”, Mihajlovic.
Eriksson fu costretto a dimettersi perchè chiese Bergreen al posto di Cerezo (che poi andò a vincere lo scudetto a Genova) e rovinò una squadra quasi perfetta. Il calcio della stagione 85-86 è stato il più bello in assoluto da me visto. Era la ragnatela di Liedholm fatta al doppio della velocità. Perfino giocatori mediocri come Di Carlo, Tovalieri e Impallomeni oppure discreti come Gerolin sembravano fenomeni che giocavano a memoria.
Certo che Cragnotti te comprava tutti, mica erano soldi suoi! Un delinquente di emme va schifato! Anzi, le vittorie andrebbero revocate perché fondate su una truffa! L’unica volta che sembravano buoni era in pratica una finta…
Nell’86 avevo 13 anni. A quell’età, una simile esperienza è una tragedia indescrivibile, la più atroce per come l’ho vissuta! Ho posto nei miei occhi odio verso Lecce. Poi ho scoperto che alla vita non va mai negata l’opportunità di sorprendenti: a 19 anni sono andato a vivere in quella “maledetta” città e, udite udite, ho imparato ad apprezzarla, stimarla, financo ad amarla! C’est la vie!!! Una meravigliosa città, sbocciata sulle orme universitarie, un cantiere continuo di miglioramenti, giovane e radiosa. Un inno alla bellezza. Panta rei…
io invece avevo 32 anni, lavoravo Milano ed in una metropolitana, a dicembre, sognavo un impossibile rimonta che poi è avvenuta.
che amore, che speranze che squadra !
Peccato , ma grande Sven
Eriksson ,nell’anno dello scudetto 1982-83, venne a giocare a Roma per i Quarti di Coppa UEFA alla guida del Benfica. Vinse 2 a 1,dando una lezione di gioco a un certo Nils Liedholm ,uscendo tra gli applausi di tutto lo Stadio Olimpico,gremito da 70.000 spettatori.
Due anni dopo,quando Liedholm se ne andò al Milan,il Presidentissimo Dino Viola si ricordò di quella partita e lo volle alla guida della Roma.
Dopo un primo anno di carburazione,giocato con Bergreen ala destra,il Presidente Viola gli comprò Boniek ,strappandolo alla Juve. Dopo un girone d’andata alterno,con vittorie in casa e sconfitte in trasferta,la Roma sfoderò un girone di ritorno pazzesco,accompagnato da un gioco d’attacco mai visto,culminato con la storica vittoria contro la Juve ,3 a 0.
Poi ci fu Roma-Lecce….
Peraltro si inventò Boniek nel ruolo di libero, con risultati notevoli.
Ma certo erano proprio altri tempi.
La Roma nel girone di andata perse 5 partite e ne pareggiò 2.
In quello di ritorno comunque perse altre 2 partite prima di quel fatidico Roma-Lecce.
Eppure era a pari punti con la Juve e in vantaggio per differenza reti negli scontri diretti.
E comunque una coppetta italia quell’anno la vincemmo.
Ti sbagli Zenone. Bergreen arrivò l’ultimo anno 86-87, in sostituzione di Cerezo, squadra mediocre e campionato pure. L’anno precedente 85-86 fu l’anno del Lecce
Non fu una lezione di gioco. Il Benfica segnò due gol con due autoreti e la buona sorte l’assistette anche al ritorno con un altro gol su autorete. Era comunque il Benfica una grandissima squadra e se non erro raggiunse la finale quell’anno. Quanto a Bergreen questi fu uno sciagurato acquisto di Viola (uno dei pochi) fatto per sostituire Cerezo ma accadde nell’ultima stagione di Eriksson l’86-87. La Roma si indebolì notevolmente, la campagna acquisti non fu adeguata e giocatori come Conti e Pruzzo erano ormai in declino. Alla Lazio Eriksson ricevette uno squadrone che avrebbe potuto vincere uno scudetto in più (quello del 98-99), perso per fatalità e anche per qualche partita del Milan piuttosto dubbia.
Infatti non ci fu nessuna lezione di gioco, il Benfica ebbe semplicemente l’accortezza di capitalizzare tutto quello che creò.
Peccato che Bergreen arrivò al secondo anno, al posto di Cerezo, come al solito ricordi male.
Grande Sven,
Vero signore….
Forza Roma
Ti sbagli Zenone, Bergreen arrivò a Roma campionato 86/87 al posto di CEREZO( dato da tutti bollito) Eriksson si dimise o fu esonerato,non ricordo bene a
4/5 giornate dal termine,la stagione fu portata a termine da SORMANI.
Cerezo andò via (anche) per problemi personali con Viola (all’epoca si parlò addirittura di uno scontro fisico negli spogliatoi). Eriksson avrebbe voluto al suo posto Stromberg (Bergreen era un’ala e comunque nell’87 segnò diversi gol). Per la verità il tecnico voleva anche Elkjaer da affiancare a Pruzzo, ma la Juve su frappose e sovvenzionò l’aumento d’ingaggio al giocatore che rimase a Verona.
non mi ricordate Roma Lecce per favore….avevo 10 anni. e mio padre era ancora vivo.
Storia del laziale: colori della grecia, nato di corsa nei prati di Prati, quindi fuori Roma, salvato dal presidente fascista piemontese Vacca, che malgrado poi sia stato presidente FIGC e CONI e “ben introdotto”, non gli ha fatto vincere un ca**o, Piola loro miglior marcatore, dice che ha vinto poco perché è sempre stato in “squadrette”, hanno un presidente odioso e pure romanista che non riescono più manco a contestare… ci mancava il grande Sven a dire che i tifosi della Roma sono meglio (perché di quella lazio parla SOLO della squadra comprata grazie ai magheggi del “traditore” Cragnotti, su questo e sul voltafaccia, tipico da laziale, nei confronti di Sensi andrebbe scritto un libro).
Fantasmi complessati dal 1900… attaccateve allo zingaro Lulic!!! Vedemo quanti polli…
Lazio merd*
“avevo Sergio Cragnotti come presidente sul mercato mi comprava quello che volevo” te lo credo che i soldi erano sua che maledetto tra lui e tanzi non so chi è peggio per aver rovinato e mandato a spasso decine e decine di persone per i loro inciuci che schifo il bello è che ce stanno ancora laziali che ne vanno fieri di questa persona. Forza Roma
Dunque ero allo stadio quel 2 o 3 marzo 1983, il mercoledì precedente la partita con la Juve. Il Benfica ci fece una capoccia come un dindarolo – come dice Zenone – Eriksson mise uno dei suoi a pressare Agostino (mi par di ricordare Chalana una punta avanzata) e la Roma andò talmente in palla che Ancelotti e (mi sembra) Vierchowod per anticipare il pressing ossessivo segnarono nella propria porta. Nel secondo tempo Ago accorciò su rigore (se non ricordo male) e Nela al 90′ fallì il pareggio di testa. Al ritorno, al Da Luz, la Roma prese le contromosse e fece un partitone, Falcao su tutti.
Roma-lecce alla radio, un incubo senza fine. La Roma di Eriksson: un girone di ritorno stellare… grande squadra si, ma mai come l’immensamente meravigliosa squadra di Liedholm 80-84. Quando ando’ via Falcao una parte di me mori’, cosi come quando ando’ via il Barone Nils.
“Un calciatore lo vedi in un attimo quanto è bravo: gli lancio la palla e guardo come stoppa… ed in quel preciso istante ho capito che giocatore e’..”
Roma Benfica fu la mia prima partita allo stato… è fu sconfitta. Distinti Nord, a guardare Bento che saltava da una parte all’altra… Se in buon giorno si vede dal mattino il mio mattino fu una sconfitta in casa… avrei dovuto capire qualcosa di quel che mi aspettava gia’ li.
Dino Viola mi dava sicurezza … sapevo di avere il Presidente piu’ forte…
Per qualsiasi dubbio potete consutare il nuovo regolamento.