NOTIZIE ROMA CALCIO – Diceva il Barone. «Se la palla l’abbiamo noi, gli altri non possono segnare». Anticipava, Nils Liedholm, l’importanza del possesso palla anche se, ormai quasi quaranta anni fa, il dizionario del calcio era molto più semplice, più scarno, e il possesso palla non esisteva pur esistendo. Dunque, si è più forti se si tiene il pallone più a lungo degli avversari? Di certo, se il pallone l’abbiamo noi non possiamo mai subire gol. E non subendo gol, si hanno più probabilità di vincere le partite.
Un calcolo matematico o giù di lì. In realtà, non sta scritto da nessuna parte che vantando una miglior percentuale si hanno più chance di vincere una partita. Questo perché non conta possedere il possesso della palla, ma come possederla. Ecco perché, spesso e volentieri, una squadra vince in scioltezza una partita senza avere un possesso superiore a quello degli avversari. In questi casi, quelli che parlano bene usano il termine possesso sterile, cioè una qualità che non ha portato a nulla.
IL PESO DELLE RIPARTENZE – Sabato all’Olimpico, la Roma ha strapazzato, malmenato il Cagliari (tre gol, due pali, una serie di grandi parate di Cragno e, di fatto, zero rischi) pur chiudendo la sfida con un possesso inferiore a quello dei sardi: 43,4% contro 56,6%. In sintesi, la squadra di Maran ha giocato di più il pallone, ma ha rimediato una grossa figuraccia. La Roma è stata più pratica: pochi fronzoli, tanta sostanza. I giallorossi hanno posseduto il pallone quando e dove era più conveniente farlo per raggiungere il proprio obiettivo.
Ecco perché, sviluppando i temi legati al possesso palla, si è via via passati ad analizzare e ad interpretare altri dati: tipo possesso palla nella propria metà campo o in quella avversaria, le posizioni medie nei due tempi, le posizioni medie in possesso e anche in non possesso palla, il baricentro di squadra (lunghezza e larghezza media). Parlando di Roma-Cagliari, i giallorossi sono stati meno larghi e meno lunghi dei sardi in entrambi i tempi. In più, va sottolineata una cosa singolare: la Roma ha avuto 383 passaggi riusciti, il Cagliari addirittura 493 eppure il risultato non ammette discussioni. Forse per via delle 24 ripartenze romaniste contro le 9 del Cagliari. Della serie: voi tenete il pallone, noi ve lo freghiamo e andiamo in un amen a far gol.
(Il Messaggero, M. Ferretti)


Ranieri ha cambiato alcune cose che poteva cambiare anche DiFra, se non fosse uno più innamorato delle sue idee che di vincere.
a- non hai un portiere che fa il libero
a1-non hai centrali che sanno impostare
quindi è inutile girarsi la palla da un lato all’altro del campo. prima o poi sbagli e ti fottono:
palla lunga e segui la palla.
b-non hai centrali veloci
b1-hai laterali più portati a attaccare che a difendere
quindi stai più basso: non devi correre all’indietro e imposti palla lunga e segui la palla.
quindi: in area si guarda anche l’uomo, non solo la palla.
stando più bassi, gli avversari non hanno spazio per le ripartenze, tu hai più spazio per manovrare davanti.
da queste basi, iniziano poi a vedersi anche altri aggiustamenti.
aggiustamenti di Ranieri:
1. chissenefrega se la palla ce l’hanno gli altri, gliela rubiamo e andiamo in porta.
2. le ali fanno anche le ali. non devono sempre e comunque rientare. (ah quei bei traversoni a centro area dalla linea di fondo di kluivert, con il centrocampista a rimorchio: li avevate dimenticati con DiFra? si. perché essendo tutto il gioco spostato nella 3/4 avvrsaria, non c’era spazio per farli)
3. ranieri se c’è da cambiare cambia. anche prima della fine del primo tempo.
risultato: giocatori rigenerati. squadra compatta. che cambia ritmo, sorniona non monocorde e sempre uguale.
qualcosa ancora non va, ma a ogni partita si aggiusta.
Per qualsiasi dubbio potete consutare il nuovo regolamento.