Longo e Cavallo nella capitale col ds Petrachi

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AS ROMA NEWS – La Roma completa la riorganizzazione dei quadri dirigenziali con l’assunzione di Pantaleo Longo e Antonio Cavallo. Dopo un periodo di incertezza, da oggi, 1 luglio, entrerà ufficialmente in carica il nuovo direttore sportivo Petrachi, che ha deciso di portare con sé i due collaboratori più stretti che aveva al Torino.

Il club granata ha ufficializzato la separazione con Longo, il cui ruolo di segretario generale sarà ricoperto da D’Ambrosio, impegnato negli ultimi anni nel settore giovanile. Cavallo sarà invece nominato capo degli osservatori: gli farà spazio Vallone, che ha ancora due anni di contratto e potrebbe essere ricollocato.

Confermato nella carica di vice-presidente (con delega allo sviluppo del progetto dello stadio a Tor di Valle) Baldissoni, entrato nel 2011 nel cda giallorosso e successivamente scelto da Pallotta come direttore generale dopo le dimissioni di Baldini. Nella struttura riordinata dal Ceo Fienga è da segnalare la “promozione” di De Sanctis a braccio destro di Petrachi: l’ex portiere avrà un ruolo operativo nelle scelte di mercato, grazie anche al conseguimento nello scorso dicembre del patentino con lode da ds.

Il suo posto da team manager è stato assegnato a Gianluca Gombar (presente alle visite mediche di Spinazzola), che sarà coadiuvato dall’ucraino Khlivnyuk, inserito da Fonseca nel proprio staff dopo l’esperienza allo Shakhtar.

(Il Tempo, F. Biafora)

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2 Commenti

  1. Patentino con lode da Ds e De Santis di conseguenza viene premiato e andrà a lavorare con Petrachi.
    Ma Totti non poteva anche lui fare corsi prendere qualche patentino,no lui voleva essere decisivo nelle scelte senza avere però nessun titolo per fare ciò.
    Non credo funzioni così generalmente nella vita

    • A me dispiace per Totti ma penso che un giorno si vergognerà un po di quella conferenza stampa. Girare il mondo come testimonial senza spiccicare una parola di inglese deve essere tosto anche psicologicamente, come lo deve essere far parte del management senza riuscire a comunicare con il presidente che ti invita da lui per farti crescere e inserirti (situazione più che privilegiata) e non ci vai: immagino che un minino di vergogna se la porti appresso e non è il sentimento ideale da cui partire per prendere in mano la Roma. Almeno iniziare a imparare l’inglese era la condizione primaria per non essere isolato e prendere posizione. Un pò pupone in questo.

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