L’amarcord Candela: “Quel 2-2 ci trascinò allo scudetto”

9
1658

NOTIZIE ROMA CALCIO – “Quella sera non abbiamo avuto la certezza dello scudetto, ma la consapevolezza di essere una grandissima squadra” racconta Vincent Candela, intervistato oggi dal Corriere della Sera (G. Piacentini).

Quella sera era il 6 maggio del 2001, e la Roma riuscì a pareggiare a tempo scaduto a Torino contro la Juventus (2-2, Nakata e Montella i marcatori) una partita considerata l’ultimo ostacolo verso lo scudetto. Tra i protagonisti di quello scontro, c’era Vincent Candela.

La ricorda bene quella partita?
“È stata una festa, abbiamo pareggiato ma è stato come se avessimo vinto“.

Avete avuto paura di vanificare tutto?
“No, anche se dopo pochi minuti eravamo sotto 2-0. Abbiamo avuto la forza di recuperare il risultato, come avevamo fatto già altre volte. E’ stata la dimostrazione che eravamo una grande squadra”.

Eravate molto uniti…
“Eravamo il gruppo perfetto, gente come Mangone, Rinaldi, Di Francesco, Lupatelli ha fatto la differenza“.

Ha il rammarico di aver vinto poco con quella squadra?
“L’anno dopo ci è mancato Batistuta, che aveva troppi problemi fisici. Sono arrivati campioni come Cassano e Panucci, ma si è comunque un po’ alterato l’equilibrio“.

Totti la vuole ancora portare a lavorare con lui?
“Con Francesco c’è un’amicizia da 25 anni, abbiamo vinto tante battaglie, per lui ci sarò sempre“.

Se il campionato dovesse riprendere, dove può arrivare la Roma?
“La Roma ha una rosa da prime quattro, se non dovesse centrare la qualificazione in Champions sarebbe una piccola delusione. Ma io punto su Fonseca“.

Fonte: Corriere della Sera

Vuoi essere sempre aggiornato sulle ultime notizie della Roma sul tuo cellulare? Iscriviti subito al canale Whatsapp di Giallorossi.net!
Articolo precedenteSos Roma. Pallotta scende in campo ma rischiano pure i gioielli
Articolo successivoLa Roma rischia di perdere il baby Jurgens: sull’attaccante è piombato il Valencia

9 Commenti

    • Madò, me lo ricordo. Lello, lello, zitto, zitto Nakata trascinò la squadra e fece partì uno scardabagno co la forza di un trattore da una distanza che ci fece tutti pensare di aver sbagliato partita; perché quelle sono distanze da rugby, non da calcio. Fu l’inizio di una rimonta che valse davvero lo scudetto.

  1. La ricordo quella partita, giocammo in 10 fino all’ingresso di Nakata, il cui ingresso cambio la partita e pareggiammo la partita.

  2. Trasferta epica. Alla fine era chiaro a tutti che era stata la partita della svolta. Fummo taciturni per quasi tutta la partita, dopo quel tremendo 1-2 dei bianconeri che per molti significava la fine di tutto, come spesso accade a noi. Poi, da nakata in poi si riaccese la Roma, e da lì alla fine fu una bolgia giallorossa incredibile. Saremo stati circa 8.000, a fine partita per oltre un’ora ci abbracciammo tutti e cantavamo a squarciagola. Era fatta!
    Altri tempi, altra Roma, ahimè.

  3. ATTENZIONE: La moderazione dei commenti è ora più rigorosa.
    Per qualsiasi dubbio potete consutare il nuovo regolamento.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci qui il tuo commento
Inserisci qui il tuon nome