La Roma sembra aver individuato in Morato uno degli uomini con cui completare il reparto difensivo di Gian Piero Gasperini. Un nome che al grande pubblico italiano dice poco, nonostante alle spalle abbia già Champions League, Premier League ed Europa League. E forse conviene partire proprio da qui: Morato non è un ragazzino da scoprire e nemmeno il nuovo fenomeno della difesa brasiliana. A 25 anni è un centrale già abbastanza definito, con qualità riconoscibili e altrettanto riconoscibili limiti.
Il suo vero nome è Felipe Rodrigues da Silva, ma Morato è il soprannome che si porta dietro fin da ragazzo, preso da Francisco Morato, la città dello Stato di San Paolo nella quale è nato il 30 giugno 2001. È un difensore di 1,92 metri, 88 chili circa, naturalmente mancino. Prima la Portuguesa, poi il prestigioso settore giovanile del São Paulo, dove arriva a 14 anni e nel 2019 vince la Copa São Paulo Juniores. Lo stesso São Paulo, presentandolo allora come uno dei talenti di Cotia, sottolineava già due aspetti che lo avrebbero accompagnato anche in Europa: struttura fisica e qualità nell’uscita del pallone.
Che difensore è
La prima cosa che colpisce di Morato è inevitabilmente il fisico. È grande, pesante, difficile da spostare, ama il contatto e può difendere con efficacia contro attaccanti che cercano il corpo a corpo. Ma sarebbe sbagliato descriverlo semplicemente come un marcatore vecchio stampo. Il piede mancino è buono e soprattutto non ha paura di utilizzarlo per iniziare l’azione. Nell’ultima Premier League ha completato circa l’85% dei passaggi, mostrando anche una discreta capacità nel trovare soluzioni verticali e nel cambiare gioco.
Non è però un regista difensivo alla Hummels, né un centrale che rompe sistematicamente le linee con conduzioni di trenta metri. La sua costruzione è generalmente pulita, semplice e funzionale: controllo, apertura sul lato, passaggio dentro quando la linea si apre. Pochi fuochi d’artificio, parecchio mestiere. Anche sul gioco aereo bisogna evitare di farsi ingannare dai centimetri. Morato è certamente competitivo e nella Premier 2025-26 ha vinto circa il 62% dei duelli aerei, una buona percentuale, ma non parliamo di un dominatore assoluto dell’area. Il suo fisico è un’arma, non una garanzia automatica di superiorità su ogni pallone alto.
Morato non è un difensore particolarmente rapido nei primi metri. Quando deve difendere dentro una struttura compatta, leggere l’azione frontalmente e utilizzare il corpo, può essere molto efficace. Quando invece viene trascinato lontano dall’area, deve girarsi e inseguire un attaccante veloce con trenta metri alle spalle, diventa più vulnerabile. Non significa che sia immobile. Significa che accelerazione, cambi di direzione e recupero in campo aperto non sono il suo terreno ideale. Anche nell’ambiente Forest è stato sottolineato come, rispetto a Murillo, la linea difensiva perda velocità quando gioca Morato.
C’è poi un altro aspetto. Nonostante una discreta tranquillità con il pallone, ogni tanto può concedersi l’errore tecnico o di lettura evitabile. È successo anche nell’ultima stagione inglese: alcune buone prestazioni sono state sporcate da singoli episodi, compreso un errore pesante contro il Brighton. Non è un difensore pasticcione, sarebbe una descrizione ingiusta, ma nemmeno quello al quale affidare senza pensieri quaranta metri di campo alle spalle per novanta minuti.
E allora perché può piacere a Gasperini?
Qui il discorso diventa interessante. Sulla carta ci sono diversi elementi che spiegano l’interesse della Roma. Morato è mancino naturale, può giocare come centrale di sinistra in una difesa a tre e possiede la struttura necessaria per accettare il duello fisico. Può uscire dalla linea per aggredire l’avversario, è abituato al contatto e sa giocare il pallone senza liberarsene alla cieca. Per un allenatore che costruisce la propria fase difensiva anche sull’uno contro uno, sono caratteristiche utili. La difesa a tre, inoltre, può essere probabilmente il vestito migliore per lui. Al Nottingham ha spesso giocato proprio sul centrosinistra di una linea a tre o a cinque e può sfruttare il proprio piede forte per accompagnare la costruzione.
Ma c’è un enorme però: la difesa a tre di Gasperini non è la difesa a cinque utilizzata per proteggere un vantaggio negli ultimi venti minuti. Gasperini chiede ai centrali di seguire l’uomo, rompere la linea, accettare spazi enormi e difendere spesso lontano dalla propria porta. Ed è precisamente lì che Morato dovrà dimostrare di poter salire di livello. Per questo sarebbe sbagliato presentarlo come il “difensore perfetto per Gasperini”. Alcune caratteristiche combaciano molto bene, altre decisamente meno. Il lavoro dell’allenatore dovrà servire anche a proteggerne i limiti attraverso distanze corrette tra i reparti e coperture preventive.
Il giudizio
Morato appare quindi come un acquisto razionale più che scintillante. Ha 25 anni, una buona esperienza internazionale, quasi due stagioni di Premier alle spalle, è mancino, fisicamente importante e conosce già sia la difesa a quattro sia quella a tre. Non arriva però con lo status del titolare indiscutibile né con il curriculum di un centrale dominante. Probabilmente il modo più corretto di inquadrarlo è questo: un difensore di livello medio-alto, già pronto per giocare, con caratteristiche che possono essere utili alla Roma e ancora qualche margine di miglioramento, ma con limiti atletici da tenere presenti nel calcio estremamente aggressivo di Gasperini.
Non è il nuovo Marquinhos e non serve inventarselo. Ma non è nemmeno uno sconosciuto pescato dal nulla. È un centrale strutturato, con esperienza e una sua precisa identità tecnica. Se la Roma lo sta scegliendo, come sembra essere, per completare il reparto, il senso dell’operazione si vede. Se invece dovesse essere considerato l’uomo destinato da solo ad alzare nettamente il livello della difesa, allora le aspettative andrebbero probabilmente abbassate di qualche tacca.
Giallorossi.net – G. Pinoli

Ottima scheda, molto interessante. Se Ziolkowski partirà come sembra (speriamo che giochi molto dove andrà), questo giocatore è perfetto per dare cambio con abbastanza garanzie a N’dika.
Se invece partisse N’dika, sarebbe un disastro per noi…. Evan è il difensore dominante, l’unico che abbiamo in rosa in grado di contenere i centravanti fisici alla Lukaku/Ojiund/Lucca/Kean…
Lo vedrei meglio nella disciplina della kickboxing, dare in prestito Ziolkowski per prendere lui non mi sembra la scelta giusta.
boh per come è stato descritto non sembra avere quelle caratteristiche per giocare alti.. tra l’altro c’è ndicka, ermoso e il greco che sono piede mancino. Non capisco, i centrali di difesa sono l’unico reparto che è coperto..
sinceramente non lo so… Ho qualche dubbio sul difensore//////!!!!!!! lo vuole Gasp
non capisco perchè prendere un difensore centrale e non un esterno sinistro di ruolo
bene o male in difesa anche se parte Ziolkowski abbiamo mancini, hermoso, ndicka, ghilardi e Koulierakis.
senza contare cristante che all’occorrenza può fare il centrale
io avrei preso uno di ruolo a sinistra, l’ala e se c’era spazio un centrocapista in più dove si che abbiamo solo 4 giocatori di rottura
Il suo arrivo non preclude quello del vice Wesley, lui arriva per sostituire Ziolkowski
Cristante centrale di difesa proprio no! ne vuole due per ruolo. difesa a tre, sei difensori.
È meglio di ziolkowsky?
olandese out ?
e a che servirebbe, precisamente, st’acquisto?
la parola ai tuttapposter
Ma letti pregi e difetti (si potranno correggere a 25 anni?) a questo punto tanto vale tenersi Zio, anche se – ripeto – il ragazzo ha voglia di giocare e non accetta volentieri il turnover di Gasp. Si sente già più forte di altri. All’arrivo dichiarò che la Roma per lui era un punto di partenza non certo d’arrivo.
credo che siano ripiegati su Morato perchè Orsterwilde non dà garanzie sui tempi di recupero e a Gasp serve a sinistra un difensore esperto e pronto per coprire Wesley, che guarda caso è brasiliano pure lui. questo non lo avete immaginato? Peraltro è giovane e quindi stabile in squadra con la sua esperienza. I nostri due giovani di difesa solo Ghilardi riesce a stare al passo del Gasp con evidenti difficoltà quando si passa a uomo, mentre Zio ha difficoltà in entrambe le situazioni. SFR
per me è pensato per entrare negli ultimi quarti d’ora delle partite che stai vincendo solo per 1a0 dove ti potrebbero schiacciare nella tua area… e allora metti sto cristone che le prende tutte di testa. o per sfruttare le palle inattive negli ultimi minuti di partite che stai pareggiando. inoltre abbiamo già anche il greco che può fare il centrale.
Lo scorso anno in diverse occasione con ghelardi e zio abbiamo sofferto.
È arrivata gente più esperta. Bene così
va via Zio, di fa un anno prende valore e si vende, questo lo sostituisce in panchina , giocherà quanto ha giocato lui.
per sostituire Ndica o Wesley ci sarà Osterwolde appena guarisce. Per sostituire Mancini c’è Ghilardi. Per Hermoso il greco.
Difesa fatta con buoni sostituti
Faccio presente che nel gioco di gasp i centrali prendono molte ammonizioni. Alla prima già ndicka e hermoso.
Non so perché tanti mancini…nel senso di piede, non di Mancio. Ma lo sanno loro.
Questo mi sembra ottimo quando c’è da difendere il risultato.
E in champions non è che andremo sempre (eufemismo) a dominare.
Tutta questa infiorettatura per dire alla fine che è un Fazio ancora più scarso e forse il cugino di koulierakis. Sì può dire tranquillamente che è uno che va in rotazione come 5 o 6o difensore.
Alto, bono coi piedi, lento, praticamente un Fazio? Se fosse tipo il Fazio dei primi tempi, assolutamente! Se invece fosse il Fazio degli ultimi tempi, che il cielo ce ne scampi.
a sto punto molto meglio oosterwolde per il gioco di gasp
Se anche Morato è afflitto da endemica lentezza, rischiamo di fare il trio tartaruga con Ndicka e Mancini.
Io penso che il discorso sia che Ziolkowsky come potenziale sia molto piu forte ma piu utile a farsi le ossa da qualche parte piuttosto che rischiarlo di bruciare in poche partite ma mentalmente molto dispendiose…mentre il profilo di Morato..
Per qualsiasi dubbio potete consutare il nuovo regolamento.