ALTRE NOTIZIE (Il Messaggero) – E’ corsa a tre per la panchina dell’Italia, dopo l’addio di Prandelli: in lizza rimangono Allegri, Mancini e Guidolin. La decisione verrà presa nel breve volgere di massimo 20 giorni.
Tra questo, scrive oggi Il Messaggero (U. Trani), Allegri rimane il grande favorito, libero e convinto più di altri a lavorare con i giovani. Ha almeno due buoni motivi per crederci: 1) nessuna pretesa eccessiva sull’ingaggio che, tra l’altro, rientra nei parametri federali di 1,5 più bonus; 2) grandi elettori al tavolo della trattativa come lo sono Galliani e Lotito. L’ex tecnico del Milan, contattato anche nell’inverno scorso, è stato già allertato subito dopo l’eliminazione dell’Italia a Natal. Mancini, però, non va ancora scartato. Ha pure lui due carte importanti da giocarsi: 1) esperienza internazionale superiore al collega (City e Galatasaray); 2) profilo migliore, da simbolo, avendo vestito la maglia azzurra. E, in ogni caso, nelle sue vele soffia forte il vento che viene dal Foro Italico (Coni).
Nelle ultime ore è lievitata l’investitura di Guidolin che non è poi da sottovalutare. Pure il nuovo supervisore tecnico dell’Udinese ha le sue chance: 1) Tavecchio, favorito nella corsa alla presidenza della Figc, lo considera la prima scelta; 2) ingaggio da nuovo corso, più modesto dei suoi rivali. Pro: tatticamente capace di utilizzare diversi sistemi di gioco. Contro: caratterialmente molto fragile, rischia di farsi annientare dalla pressione.
E’ questo anche il difetto che allontana Spalletti dal podio: l’allenatore di Certaldo, spinto con forza da Ulivieri (presidente Assoallenatori) e legato per un’altra stagione allo Zenit, guadagna 6 milioni netti. I dirigenti dei club italiani che lo hanno recentemente contattato potrebbero essere tra quelli che sceglieranno il nuovo ct. E, nei colloqui avuti con lui, non l’hanno trovato disponibile a concedere sconti.

