Dunga già perdona Maicon: ”Avrà una seconda chance”

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NOTIZIE AS ROMA (Gazzetta.it) – “Tutti abbiamo una seconda opportunità”. Carlos Dunga tiene aperte le porte della Seleçao per Maicon. “Non mi piacerebbe parlare di questo argomento, ma lo farò – ha spiegato il c.t. dopo l’1-0 all’Ecuador -. Mi fa male, come allenatore, togliere un’opportunità a un giocatore della Seleçao. Ma a volte certe cose accadono nella vita. Sono al comando e devo prendere delle decisioni. I tifosi possono avere la certezza che prenderemo sempre le decisioni migliori per la Seleçao”.

IL “PERDONO” — Dunga assicura che “non c’è nulla di definitivo, non sono nessuno per giudicare e tutti abbiamo una seconda opportunità. Rispetto molto Maicon e le porte non sono chiuse per nessuno”. Dopo l’amichevole con la Colombia, il laterale romanista è stato mandato via dal ritiro della Nazionale per un “problema interno”. Alla base della scelta della nazionale brasiliana probabilmente un rientro in forte ritardo del giocatore rispetto all’orario fissato da Dunga. Maicon è tornato ieri a Roma dove ha parlato con il tecnico Rudi Garcia.

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NOTIZIE AS ROMA (Gianlucadimarzio.com) – Carlos Dunga, ct del Brasile, dopo l’1-0 all’Ecuador è tornato a parlare del caso Maicon riaprendo le porte al terzino: “Da ct del Brasile, posso decidere chi convocare e chi mandare via. Possono succedere cose come quella di Maicon, ho preso una decisione chiara per il bene della Seleçao. Ma non posso dire che sia una scelta definitiva. Non sono un giudice, tutti hanno una seconda opportunità. Rispetto molto Maicon e non chiudo le porte in via definitiva a nessun giocatore”.

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2 Commenti

  1. No, bhè, questa è una cosa ridicola, prima lo cacciano in malo modo, (non discuto il motivo dell’esclusione, affari loro, ma il modo plateale con cui è stato fatto, certamente non da una federazione importante come quella del brasile, poi!), e adesso vogliono far credere che forse un domani, se ci sarà l’occasione si darà probabilmente una seconda occasione a Maicon? Ma non facevano meglio a metterlo in panchina nella seconda partita e (per punizione), non richiamarlo mai più dopo? Che senso ha avuto, invece la pubblica gogna mediatica? Solo quello di far capire ai giocatori della nazionale verdeoro, che Dunga non guarda in faccia a nessuno, neppure ai senatori? E del bene (o male) del ragazzo, non si sono preoccupati? Questa marcia indietro mi puzza di sospetto… bhò!!!

  2. Fossi in Maicon manderei affan…..Dunga e Gilmar Rinaldi dopo la figura che gli hanno fatto fare a livello mondiale. Mi sembra la rivisitazione del pseudo codice etico brandelliano che sappiamo dove ci ha portato.

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