Perrotta: ”Io e la Roma, una storia d’amore”

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AS ROMA NEWS (Roma TV) – L’ex centrocampista della Roma Simone Perrotta è stato ospite questo pomeriggio alla trasmissione “Slide Show”, in onda sul canale tematico giallorosso: ‘‘Quando sono arrivato il primo anno a Roma”, racconta il centrocampista, “ho realizzato di essere entrato in un mondo completamente diverso dal precedente. Grande squadra, piazza, tifoseria, il primo periodo la pressione mi ha schiacciato. Il primo anno non è andata bene, al di là delle prestazioni personali. Era sbagliato credere che potessi sostituire un giocatore come Emerson, abbiamo carattieristiche completamente diverse e anche lo storico non era lo stesso”.

Sul periodo d’oro vissuto con Spalletti, Perrotta afferma: ‘‘Si era creata un’empatia pazzesca tra squadra e allenatore. Spalletti ha dato tanto a questa squadra ma credo che la cosa sia ampiamente ricambiata”. Parole dolci anche per il Capitano Francesco Totti: “C’è stata subito una certa sintonia. Lo conobbi in Nazionale e capii subito che ragazzo fosse. Altruista, non antepone mai il bene personale a quello della squadra, nell’arco degli anni ho creato con lui un sentimento di amicizia. Ho avuto la fortuna di giocarci vicino, trasferendo in campo la nostra sintonia nata al di fuori. Non è mai stato un sacrificio giocare per lui, sapevo che lui mi avrebbe fatto vincere le partite. Essermi sacrificato per lui è una cosa che mi fa stare bene”.

Chiusura sui tifosi della Roma e sul suo senso di appartenenza: “Ho avuto l’onore e privilegio di poter indossare la maglia giallorossa. Sono orgoglioso di non averne indossate altre dopo questa. Con i tifosi si è creato, non da subito, un rapporto viscerale. Il primo anno ero uno dei più contestati ma quelle critiche mi hanno aiutato a capire cosa sia l’ambiente romanista. Negli anni successivi tutti mi hanno confessato di avermi contestato l’anno precedente e apprezzato successivamente. Il tifoso romanista non si nasconde mai, dice le cose in faccia senza giri di parole. In alcuni momenti le cose non andavano bene, responsabilità e pressione mi hanno giocato un brutto scherzo, posso assicurare di aver sempre dato più del 100%, non mi sono mai risparmiato né nei confronti dei compagni, né dei tifosi. Dopo anni ho capito cosa voglia il tifoso romanista e sono riuscito a trasferirlo sul campo. A distanza di un anno e mezzo tutti mi ricordano ancora come un calciatore della Roma e questo mi rende felice”.

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