ALTRE NOTIZIE (Tmw.com) – La luna di miele è durata otto mesi. Dall’arrivo a Firenze, quando Mario Gomez era stato accolto da una fiumana di persone, quasi come i grandi campioni degli anni ottanta. Fino al gol in Europa League contro la Juventus, sul finire dell’inverno scorso, quando allo Stadium un guizzo del centravanti tedesco, rientrante dopo una convalescenza lunga, riusciva a riportare in parità l’iniziale vantaggio juventino. I gol sprecati la settimana successiva, quando a Firenze si respirava aria di grande impresa salvo poi risvegliarsi al gol di Pirlo, sono stati i primi segnali di un cedimento strutturale che nessuno si sarebbe aspettato. Perché, e va detto, Gomez sembrava il perfetto integratore di un tridente atipico ma inarrestabile, approdato in Italia nell’estate 2013: con l’ex Bayern Monaco c’erano Carlos Tevez e Gonzalo Higuain, due uomini copertina anche ora, contro un lungagnone che oramai è sul mercato. Pronto a sostituire Wilfried Bony allo Swansea, possibilmente. Dovesse arrivare una qualsiasi altra proposta, sarebbe più che valutata.
Appunto, Mario Gomez ha concluso la sua luna di miele con quei gol incredibilmente sbagliati, con i tantissimi infortuni anche a posteriori, fino a questa stagione, dove l’ennesimo stop di Rossi lo ha responsabilizzato ulteriormente. Peccato che Babacar, non certo al suo livello come attaccante d’area, sia stato molto più incisivo di Gomez. Il tempo è finito, anche per chi non ammetteva che stesse diventando un problema. Dopo il rigore sbagliato a Parma – e l’incapacità di rendersi pericoloso pure contro il Palermo, quando sono arrivate quattro reti – Gomez rischia di essere già un ex.

