E ora Strootman non esce più: ”Voglio il titolo”

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AS ROMA NEWS (Gasport, D. Stoppini)«Alla Roma è più il tempo che ho passato da infortunato che quello trascorso in campo: come potete pensare che non abbia voglia di spaccare il mondo?». Firmato Kevin Strootman. Pesante come un macigno, perché pesante è il suo ritorno nell’economia di gioco di Rudi Garcia. Del derby restano nell’occhio soprattutto il selfie e le prodezze di Totti. Ma senza l’ingresso dell’olandese l’orchestrina giallorossa a centrocampo avrebbe fatto la fine di quella del Titanic. E invece no. E invece all’improvviso #dajekevin a Roma è tornato un hashtag di moda, Garcia ha per larghi tratti rivisto il giocatore della stagione scorsa e i compagni hanno ritrovato un punto di riferimento costante anche in partita (nello spogliatoio non è mai mancato, in verità). In tempi di mercato, il rinforzo la Roma se lo ritrova in casa. «E adesso non fatelo più uscire», è il sentimento comune del mondo giallorosso. Così sarà. Domani a Palermo Strootman giocherà. L’avrebbe fatto comunque, per mancanza di alternative: Keita è in Coppa d’Africa (e ha strigliato i compagni dopo la figuraccia in amichevole col Sudafrica), De Rossi e Nainggolan (il belga ieri in visita nel carcere di Rebibbia con la sorella Riana) sono squalificati. Non resta che Strootman, magari in una posizione inedita, da vertice basso del 4-3-3: davanti alla difesa, a protezione dei centrali.

PERDONO A protezione dello scudetto, l’obiettivo dichiarato dalla Roma quando ancora il centrocampista era infortunato: «Possiamo vincerlo, vogliamo vincerlo. Siamo più forti rispetto al campionato scorso», dice Strootman. E la Roma è più forte con l’olandese. Lo dicono i numeri, qualcosa vorrà pur dire se con lui in campo dal 1’, tra lo scorso campionato e questo, la Roma ha incassato solo 16 reti in 26 partite: una media di 0,61 ogni 90 minuti, contro lo 0,73 quando l’olandese è rimasto fuori dai titolare. Copertura e sostanza, doti che non sfuggono a nessuno. Pallotta si arrabbierà pure, ma non è un mistero che l’Europa che conta — non solo Van Gaal — ha l’olandese nel taccuino. Adesso se lo gode Garcia. A Trigoria ora risuona il rumore dei suoi contrasti. È servita pazienza: Strootman ha seguito un protocollo di recupero personale, ha impiegato più del previsto a tornare protagonista. Ora vuole farsi perdonare: è ancora in tempo.

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