La caduta degli dei. Totti e De Rossi out e la Roma corre

4
558

totti-derossi-panchina

NOTIZIE AS ROMA (Gasport, C. Zucchelli) – La frase è quella di qualsiasi romanista, il volto anche: quando al 90’ Allegri fa l’ultima sostituzione, Francesco Totti chiede: «Ao, quanto manca?». Mancavano solo i 3 minuti di recupero, quelli di cui la Roma aveva bisogno per provare a tenere ancora aperto il campionato, e il suo capitano li ha vissuti dalla panchina. Accanto a lui, Daniele De Rossi, stessa faccia perplessa, stesso sguardo quasi perso nel vuoto, soprattutto quando le telecamere lo inquadrano al fischio finale. Hanno vissuto l’uno accanto all’altro i minuti più importanti del campionato, tifosi loro come i 55mila dell’Olimpico, e non è la prima volta: era successo già una decina di giorni fa contro il Feyenoord in Europa League, via i due capitani dentro i due Seydou, Keita e Doumbia. Era il 20’ della ripresa, ieri sera invece Garcia li ha tenuti in campo qualche minuto in più e ha tolto prima Totti e poi De Rossi. La sorte, e la squadra, lo hanno premiato, visto che dopo poco più di 5’ Keita ha realizzato il gol che lascia ancora vive le (piccole) speranze di scudetto.

NERVI E CUORE Si era affidato ai due giocatori più rappresentativi, Garcia, perché contro la Juve serviva la tecnica, ma serviva anche tanto temperamento. Forse troppo ce ne hanno messo, soprattutto De Rossi, che dopo 17 secondi è entrato a forbice su Vidal, tanto per far capire l’aria che tirava. Orsato lo ha graziato, lo ha ammonito più tardi per un altro fallo, ma Daniele sembrava in versione derby, cioè teso e agitato, per una partita che sentiva tanto, al punto da dire qualche giorno fa: «Ci siamo addormentati per un mese, dobbiamo vincere per riaprire il campionato». Non c’è riuscito e quello scudetto mai vinto che sembra allontanarsi sempre di più evidentemente ha pesato sulla sua prestazione e sul suo stato d’animo.

I DUE TIFOSI Quando Ranieri sostituì contemporaneamente lui e De Rossi nel derby del 18 aprile 2010, mossa decisiva per la vittoria, tutti si complimentarono per il coraggio. Uno che cose di Roma ne sa, Mazzone, fu efficace: «Una mossa clamorosa, che farà epoca. Perché in certe partite non giocano Totti e De Rossi, giocano Francesco e Daniele, i due tifosi. E le gambe non vanno come al solito». Difficile aggiungere altro. Anzi sì: con la Juve sesto pari casalingo consecutivo in campionato per la Roma. Non era mai accaduto nella sua storia in Serie A.

Vuoi essere sempre aggiornato sulle ultime notizie della Roma sul tuo cellulare? Iscriviti subito al canale Whatsapp di Giallorossi.net!
Articolo precedenteNainggolan, battibecco a distanza con i tifosi bianconeri
Articolo successivoIncredibile ma vero: Ljajic rischia la squalifica

4 Commenti

  1. Negli ultimi anni l’immagine della Roma intesa come squadra è stato troppo messa in secondo piano per dare risalto a loro due… ovviamente per tenere buoni quei tifosi che vivono di icone di simboli… e finchè hanno garantito un rendimento accettabile ok… anche se per me mai deve venire il singolo prima della squadra altrimenti si rompono gli equilibri di spogliatoio… ma in ogni caso quel che è stato è stato… credo sia tempo che la roma torni squadra ed inizi a programmare il presente chiudendo con il passato… parliamo di due oramai quasi ex calciatori che non possono ne potranno piu’ essere il valore aggiunto…. andiamo avanti…

  2. ATTENZIONE: La moderazione dei commenti è ora più rigorosa.
    Per qualsiasi dubbio potete consutare il nuovo regolamento.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci qui il tuo commento
Inserisci qui il tuon nome