NOTIZIE AS ROMA (Il Tempo, E. Menghi) – La quarta squalifica della Curva Sud rende la Roma la società più danneggiata dal giudice Tosel. Lo dicono i fatti degli ultimi due anni. Anche l’Inter vanta tre chiusure del secondo anello verde, l’ultima a settembre di per una vecchia disposizione da scontare, nonostante Tavecchio – appena insediato alla presidenza della Figc – abbia deciso di rivedere la norma su discriminazione territoriale e dintorni.
I giallorossi hanno pagato il prezzo più alto, sia in termini economici (nella scorsa stagione oltre mezzo milione di euro di multe, di cui quasi la metà per i cori discriminatori, quest’anno siamo a 261mila euro) sia in termini di quantità: nessun altra squadra si è vista chiudere il settore fulcro del proprio tifo per quattro volte. E non solo: è rimasta vuota due volte la Curva Nord e una i Distinti Sud. A Trigoria c’è la sensazione che il giudice sportivo 75enne si sia accanito nei confronti del club capitolino, ma la Roma lo considera l’ultimo anello di una catena malata. Spesso Tosel decide perché c’è un meccanismo che lo obbliga a farlo.
Ma non è la prima volta che il suo operato supera i confini regolamentari: si è inventato la «legge Destro» quando ha applicato la moviola a posteriori, squalificando l’attaccante per una manata al volto di Astori a Cagliari sanzionata in campo dall’arbitro. Era la 13a giornata di ritorno della stagione scorsa e da allora la nuova e stravagante regola non è più stata utilizzata. Tosel ha fatto anche slittare da una competizione all’altra la squalifica di Sud e Nord giallorosse, perché dopo la partita con il Napoli la Coppa Italia era finita per la Roma e non se ne parlava di aspettare un anno per chiudere i due settori dell’Olimpico.
Scandaloso anche il verdetto arrivato per il coro «rossoneri carabinieri», trasformato in «rossoneri squadra di neri» dagli ispettori federali presenti a San Siro. Più recente il caso di Garcia, fermato per 2 turni per la testimonianza di uno steward in servizio a Marassi, che ha subito ritrattato, ma la Procura Federale si era affrettata ad inviare la relazione. Regole infrante anche con Holebas, sospeso dopo la visione di una foto (che non vale come prova) con supplemento alla relazione firmato dal vice procuratore federale Squiqquero, perché nel referto il suo dito medio rivolto ai tifosi della Samp non c’era. Entrambe le sentenze sono state smentite dalla Corte Federale: una doppia sconfitta per l’ex magistrato in pensione.


E’ evidente che Tosel è l’ennesimo personaggio fumoso nel panorama del calcio italiano, un giudice in declino parcheggiato li forse in prepensionamento da qualcuno e che applica o meglio “interpreta” la legge come meglio crede.
Per Tosel i tifosi e la AS Roma sono sempre dalla parte del torto riuscendo persino ad inventarsi infrazioni ad hoc pur di penalizzare la squadra, la giustizia di Tosel novello interprete del calcio pulito usa però stranamente la spugna per alcuni e per altri meno che un fazzolettino di carta.
I bambini tifosi che gridavano “merda” ad un calciatore sono costati solo 5.000 Euro alla Rubentus, povere creature innocenti! A Napoli Tosel ha decretato una multa di 20.000 € al Napoli per aver “esposto uno striscione incitante alla violenza e per avere inoltre, nel corso del primo tempo, indirizzato reiteratamente un fascio di luce-laser sull’Arbitro, su calciatori e sull’allenatore della squadra avversaria”. Ma la curva non è stata chiusa!
Allora srebbe il caso di fare una bella indagine anche su Tosel perchè non si possono infliggere punizioni alla ca@@o di cane. Uno striscione se ritenuto offensivo lo si punisce come previsto non in relazione alla sensibilità del giudice o di altri che influenzano il giudice.
Altrimenti chiudiamo gli stadi e mandiamo a casa anche Tosel.
Per qualsiasi dubbio potete consutare il nuovo regolamento.