La rosa parla straniero: solo quattro gli italiani

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AS Roma's Bosnian forward Edin Dzeko (R) jubilates with his teammates after scoring the goal during the friendly soccer match AS Roma vs Sevilla FC at the Olimpico stadium in Rome, Italy, 14 August 2015. ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI

NOTIZIE AS ROMA (Il Messaggero, A. Angeloni) – Szczesny; Maicon, Manolas, Castan, Torosidis; Pjanic, Keita, Nainggolan; Salah, Dzeko, Iago Falque. L’undici titolare ammirato contro il Siviglia la sera della vigilia di Ferragosto. Fa impressione: non c’è un italiano. Cioè uno nato in Italia, che abbia un cognome che uno lo legga e dica, «questo è italiano». Niente. Non è un problema, per carità, è una constatazione, forse amara, forse nostalgica. Una considerazione e basta. I nati in casa erano in panchina, ovvero De Sanctis, Florenzi, De Rossi e Totti (più Capradossi, utile anche per i nuovi regolamenti). Tre di questi, addirittura romani, più Morgan che è abruzzese. Ad occhio e croce, solo uno, forse due, potenziali titolari. Perché De Sanctis, a quanto pare, dovrebbe essere scavalcato da Szczesny, Florenzi, se lo consideriamo terzino, per ora dovrà stare dietro Maicon, che in questo momento appare in buone condizioni, Totti ha davanti Dzeko e comunque, è risaputo, le intenzioni sono di gestirlo e non considerarlo un semprepresente. Infine c’è De Rossi, che con il Siviglia non era al top e che, in teoria, dovrebbe prendere il posto di Keita in mezzo al campo. Più si cerca di stimolare i club a valorizzare i prodotti italiani e più si punta sugli stranieri (e ci sono da tenere presenti i paletti per le liste Uefa). Perché evidentemente, il calcio migliore si gioca altrove e i prodotti migliori non sono in Italia, lo va ripetendo spesso pure il ct della nazionale azzurra, Antonio Conte. E’ chiaro, il discorso vale anche per altre società, l’Inter su tutte. Ricordiamo i nuovi regolamenti per le composizione delle rose, quando ormai mancano quindici giorni scarsi alla fine del calciomercato.

LE REGOLE
1) La rosa a 25 calciatori, di cui 4 cresciuti in Italia e 4 nel vivaio del club per cui sono tesserati, invece è libero il tesseramento degli Under 21 (la stragrande maggioranza è italiana).

2) Riforma dei cosiddetti giovani di serie A: il giovane extracomunitario al primo tesseramento deve essere residente in Italia ed entrato nel nostro Paese con i genitori non per ragioni sportive e comunque aver frequentato la scuola per almeno 4 anni (tali calciatori non possono essere utilizzati per la liberare il posto a un nuovo extracomunitario);

3) La sostituzione del calciatore extracomunitario: uno sarà possibile scambiarlo liberamente, il secondo deve avere un curriculum, ovvero deve essere stato convocato almeno due volte nell’ultimo anno nella Nazionale maggiore del suo paese oppure cinque volte negli ultimi tre anni.

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4 Commenti

  1. Bravo bravo, ma Digne non costa 2 mln primo e secondo Cairo i 20 li voleva sull’unghia non con prestito e successivo riscatto… Dai su..

    • Digne tutta la vita….è un bel gioiellimo7..ci darà soddisfazioni..
      Inmagina digne-salah su quel lato…chi li ferma?

  2. Un mio desiderio, che ho già detto anche altre volte, è quello di vedere più Italiani in rosa, concordo con Ggggg, se togliamo De Sanctis, De Rossi e Totti, unico italiano giovane hai solo Florenzi e tra i cresciuti nel vivaio avresti Lijaic e Nainggolan e basta… alcuni pensano anche Ibarbo, ma pare che non lo sia, perchè non aveva 12 mesi alle spalle del campionato italiano quando aveva compiuto 21 anni… ma era solo presente in Italia a 21 anni… l’ho sentito da qualche parte, che lo hanno spiegato bene…

  3. ATTENZIONE: La moderazione dei commenti è ora più rigorosa.
    Per qualsiasi dubbio potete consutare il nuovo regolamento.

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