Tor di Valle, il ministero: «Rischio di esondazioni»

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NOTIZIE ROMA CALCIO (Il Messaggero, L. De Cicco) – La zona scelta per la realizzazione del nuovo stadio della Roma (e soprattutto del mega-complesso di negozi, uffici e alberghi che Pallotta e il costruttore Parnasi vorrebbero edificarci accanto) è un’area «a rischio idraulico, per esondazione del fosso di Vallerano, e rischio idraulico potenziale per deflusso e accumulo» delle acque piovane. Un contesto nel quale gli interventi previsti dai privati potrebbero addirittura «provocare un aggravio del rischio idrogeologico». Ecco le «due principali situazioni di criticità» messe nero su bianco dal ministero dell’Ambiente nella relazione presentata due giorni fa dal sottosegretario Silvia Velo, rispondendo in commissione Ambiente alla Camera a un’interrogazione parlamentare.

IL DOSSIER – Il rapporto del ministero parte da un dossier elaborato dall’Autorità di Bacino del Tevere che, per aggiornare il Piano di assetto idrogeologico, ha effettuato una serie di esami nell’area di Tor di Valle, quella dove i privati vorrebbero costruire il nuovo stadio e tre grattacieli, alti più di 200 metri, destinati a ospitare oltre 15mila uffici, più negozi, ristoranti e alberghi. L’«eco-mostro», come lo hanno ribattezzato le principali organizzazioni ambientaliste italiane, già bocciato anche dagli esperti dell’Istituto nazionale di Urbanistica. «Le analisi condotte evidenziano due principali situazioni di criticità – si legge nella relazione del ministero – rischio idraulico per esondazione del fosso di Vallerano e rischio idraulico potenziale per deflusso e accumulo idrico di tipo meteorico», vale a dire per gli allagamenti causati dal maltempo.

Già ad agosto 2014, durante la Conferenza dei servizi preliminare convocata dal Comune, l’Autorità di Bacino aveva evidenziato nel proprio parere che «per la compatibilità idraulica del progetto, nella fase progettuale successiva devono essere previsti i necessari interventi strutturali», fermo restando che «la localizzazione dell’opera all’interno della pianura alluvionale del Tevere, poco più a valle della confluenza del fosso di Vallerano, induce a indicare la necessità di approfonditi esami circa il pericolo di assestamento delle formazioni alluvionali in questione, anche in relazione alla determinazione dei flussi idrici sotterranei» e ad altre criticità presenti nel sottosuolo.

IL MEGA PARCHEGGIO – La relazione del ministero solleva dubbi anche sul progetto del mega parcheggio a raso che dovrebbe servire sia lo stadio, sia il gigantesco centro di negozi e uffici. Già Legambiente nelle scorse settimane aveva lanciato l’allarme contro «l’impermeabilizzazione di un area di 22 ettari accanto al Tevere». Ora anche l’Autorità di bacino ha deciso di prendere «in considerazione l’entità della superficie impermeabilizzata che risulta dal progetto», e di prescrivere «misure compensative affinché i nuovi interventi previsti non provochino un aggravio del rischio idrogeologico».

La relazione del ministero, secondo Filippo Zaratti, il deputato di Sel che ha presentato l’interrogazione, «conferma i timori espressi fin dall’inizio della vicenda dello stadio della Roma. Quell’area è inidonea alla realizzazione di un intervento per circa 1 milione di metri cubi di nuova edificazione, che per oltre l’80% riguardano destinazioni d’uso totalmente estranee all’impianto». Secondo il parlamentare della Commissione Ambiente «questa è la riprova che si sta sfruttando la passione per uno sport popolare come il calcio, per realizzare una speculazione immobiliare che altrimenti non sarebbe stata possibile».

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8 Commenti

  1. Riecco il giornalaio braccio armato del saccheggiatore di roma colui che ha edificato interi quartieri e centri commerciali in terreni a rischio esondazione o sotto livello del Tevere. Complici politici laziesi come i comunisti e pentastellati vogliono contrastare l’opera pubblica a Roma più importante del ultimi cinquanta anni. ma non riuscirete infami. State incampana noi romanisti votiamo e compriamo giornali. Vi facciamo l estratto conto di tutte le malefatte. In campana inegli rappresentanti della volontà popolare. Da quando vi interessa i benepubblico dopo che vi siete rubati tutto? Di Cicco sparisci.

  2. volete alcuni nomi trasversali laziesi che ostacolano oltre a qualcuno del sel , a qualcuno 5 stelle (son trasversali , non son tutti) c’è qualcuno del pd e del centrodestra Fini ,Rutelli e altri , che hanno permesso al caltagirone de fa er bello e er cattivo tempo ops si parla di speculazioni nella periferia romana da fiumicino fino al raccordo anulare intorno a Roma , vedere per credere , ma una domanda spontanea le case in cui abitano o i palazzi costruiti hanno il problema idreogeologico , il problema sismico o tutta una serie di problemi a quando la magistratura e i pm si accorgono di questo ? Vale solo per lo stadio o per tutta la città ? Perchè ,aie e,qui ricasca l’asino a torino è stato concesso senza problemi di fare lo stadio nuovo e guarda caso si chiama Olimpico ?

  3. Ricordo a hum che solo i suoi amici pentastellati e il comunista laziese hanno presentato interrogazioni ufficiali. Poi per quanto riguarda fini la caramella che hanno scartato tutti non conto nulla. E finito. Come finirà il potete del belloccio casini. Tempo al tempo

  4. ragazzi so solo soldi e VOTI er primo che je dice partite, governerà roma e forse l’italia per questo se stanno a scannà….roma e l’italia non ha un governo stabile per un si definitivo, il progetto non è piccolo come lo stadio della rubentus è un centro a livello mondiale….

  5. aridaje….so tre anni che si sa che il fosso di vallerano va messo in sicurezza…e allora??? cìeì un progetto in tal senso…..poi l’autorita del bacino del tevere ( enn il mess.) decidera se sara risolutivo o meno.BUFFONI!!!

  6. Ha perfettamente ragione Stefano 63 quando sottolinea la marea di posti di lavoro che scaturirebbero dalla realizzazione del progetto stadio. Esondazione? balle. l’unico fiume , purtroppo già abbondantemente esondato, è il fiume di denaro pubblico che se stanno a magnà questi politicanti mercenari solo del proprio interesse.

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