NOTIZIE AS ROMA (Il Tempo, F. Magliaro) – È uno dei grandi nodi da sciogliere ancora, quello della proprietà delle aree. La Procura indaga sulla compravendita dell’area oggi di proprietà di Parnasi, che però, è solo il 50,4% della superficie interessata dall’intero progetto. Un altro 8% è di proprietà pubblica, ma il 41,6% è di altri privati, quasi tutta, oltre il 90%, di società riconducibili al Gruppo Armellini.
Ed è su questa parte che si incentra un pezzo della relazione che il Campidoglioha allegato al cosiddetto “progetto definitivo” dell’impianto di Tor di Valle, al momento dell’invio del dossier alla Regione, lo scorso 25 luglio. Il Dipartimento Ambiente del Comune ha evidenziato un serie di problematiche ancora da risolvere. Fra queste, quello della proprietà delle aree. Si legge, infatti,“Oggi Eurnova […] non dispone delle aree del “parco agricolo” né delle aree di mitigazione a contatto con il depuratore Roma Sud. Dalla lettura della documentazione tecnica presentata, non si fanno riferimenti a questi aspetti legati al cronoprogramma degli interventi”. Inoltre, viene evidenziato che “le aree del parco agricolo, superficie di 230mila metri quadri, sono tutte di proprietà privata”. Tradotto dal burocratese: per realizzare il parco così come progettato, occorre che il Comune provveda “all’acquisizione delle aree individuando una procedura negoziata o per esproprio”. Insomma, il duo Parnasi/Pallotta o compra le aree che mancano o il Comune dovrà espropriarle. E non è questo l’unico problema che sta facendo slittare in avanti nel tempo l’apertura della Conferenza di Servizi finale in Regione. Il primo, come Il Tempo ha anticipato già nell’inchiesta di luglio scorso sul dossier Stadio, è dato dallacarenza di documentazione che rende il progetto non completo, almeno non in termini di legge.
Mancano, infatti, tutta una serie di documenti – a partire dai sondaggi (ormai in fase di conclusione), al computo metrico estimativo, dalla relazione economico-finanziaria al piano particellare aggiornato e altri – che fanno del progetto non un definitivo ma una sorta di preliminare molto avanzato. Almeno per alcune parti di esso.
Il secondo, è il problema metropolitana. Ad agosto scorso, in Conferenza di Servizi preliminare, i tecnici capitolini si espressero chiaramente per destinare la parte di fondi messi a disposizione dai privati per il trasporto pubblico su ferro al miglioramento della Roma-Lido di Ostia, escludendo qualsiasi intervento sulla Metro B. Su indicazione del sindaco Marino, invece, in sede di trattativa con la Roma, e poi in delibera questo parere tecnico è stato “rovesciato”: nel testo varato dall’Assemblea Capitolina, infatti, si legge che l’intervento sul trasporto pubblico su ferro, dovrà essere realizzato “prioritariamente” attraverso il prolungamento della linea B della Metro fino a Tor di Valle, pur rimanendo scritte le perplessità del Dipartimento Mobilità sui rischi di interferenze con il servizio sulla Roma-Lido.
Se non che, sia l’Atac che il Dipartimento Mobilità, analizzando il “progetto definitivo” presentato a giugno di quest’anno, hanno espresso nuovamente la loro contrarietà tecnica a quest’opera definita “inutile e dannosa” e in grado di mettere a rischio “2/300mila utenti” con una diminuzione del servizio del 40% in direzione Laurentina.
Un tema questo della metro che lascia, però, abbastanza indifferenti in Campidoglio: il nodo, dicono dagli uffici di Roma Capitale, verrà sciolto solo in sede di Conferenza di Servizi decisoria. Solo lì, infatti, si potranno effettuare le valutazioni approfondite sia sulla ipotesi progettuale presentata sia su eventuali altre varianti.
Un ulteriore problema è dato dal rischio idrogeologico. Giusto tre giorni fa, in risposta ad una interrogazione presentata da Filiberto Zaratti, deputato di SeL ed ex verde, il sottosegretario all’ambiente, Silvia Velo, Pd, citando l’Autorità di Bacino del Tevere, aveva parlato di rischi idrogeologici sul Fosso di Vallerano e su tutta l’area interessata dal progetto. In sostanza, esiste un rischio alluvioninella zona. Si tratta, anche in questo caso come per la diramazione della Metro B, di un problema già noto sin dall’inizio della progettazione tanto che la stessa Autorità di Bacino aveva prescritto interventi di contenimento e mitigazione del rischio sul Fosso di Vallerano per un investimento globale di ben 5 milioni di euro. Investimenti conteggiati nel progetto che, chiaramente, dovrà poi essere valutato dall’Autorità di Bacino in sede di Conferenza definitiva.
Tutto questo, quindi, comporta un evidente dilazione nei tempi di apertura della Conferenza di Servizi definitiva: occorrono prima i documenti mancanti (che dovevano giungere il 5 settembre ma la cui consegna è slittata), poi la revisione del progetto sul trasporto pubblico su ferro, quindi il problema dell’acquisizione delle aree mancanti. Solo allora, in Regione, partirà realmente il count-down dei sei mesi per chiudere la pratica. Cui dovranno comunque sommarsi le procedure per le gare europee (6-8 mesi) per le opere di interesse pubblico. Insomma, la strada per aprire i cantieri è ancora molto lunga: le promesse del Sindaco sulla prima pietra entro il 2015 appartengono al libro dei sogni. Infranti.


se tutti questi nodi che scrivono sono veri allora fanno prima a rinunciare allo stadio…mi sembra tutto così strano….
se ci stavo lotito lo aveva già fatto lo stadio. metteva in mezzo i suoi 4 politici amici e il gioco era fatto! in italia troppi furbi e troppa politica, a questi se non gli porti un po de voti non te fanno fare un ca**o
Sono pienamenre d’accordo con te e la stressa cosa l’ho riferita pocofa rispondendo ad un collega, se non vado errato si chiama Simone!!!! Concordo pienamente tutti quello che hai detto, che in Italia, troppi furbi, troppa politica, io aggiungerei anche troppe….intercettazioni telefoniche!!!! Se la Roma prova a fare lo stadio gliela faranno pagare!!!!! Salvini ha detto che vengono a Tor di Valle con le ruspe con Lotirchio e Moggi a godersi il loro spettacolo!!!!! Ciao!!!
indagano ? Intanto ROMA sta morendo per lavori che devono essere fatti e loro che fanno indagano amici dei veri mafiosi ,andate ad indagare su lo scempio fatto nelle periferie e nella cronaca quotidiana dei continui disservizi nella città ,si vede che siete prezzolati ma dell’URBE romana non ve ne frega niente comprese le inutili associazioni ambientalistiche ,che si ricordano della speculazione urbanistica solo quando vedono progetti de sto genere ,ma i cosiddetti grattacieli che stanno a ROMA non vi disturbano eh ? quelli dello stadio ve danno fastidio per la cubatura , lostadio non si deve fare per rischio dissesto idrogeoligico ,ma dai ,se fate cosi’ da oggi in poi prendevi l’impegno di farlo in tutta ROMA andando a rompere le palle ai vari imprenditori romani e non che speculano
sarebbe intressante aprire un indagine tra i sistemi che indagano su segnalazioni e la possibile collusione con st’imprenditori , penso che scoprirebbero delle cose molto molto compromettenti ,tra politici , magistrati e imprenditori ,quante di queste situazioni in italia ci sono ultimamente ne stanno venedo fuori diverse
ma sai hum….per indagare qualche proffessionista lo devi pagare..ecco allora che qualche tangentina la prendono!
si simone vogliono far fare lo stadio dove dicono loro , (ho pensato a tor vergata ,perchè qualcuno di loro non mi ricordo bene lo citava ) lo sai il peerchè ,semplice ci sono strutture ancora non finite (speculazione ) ,cosi deviando da tor di valle pensano di risolvere il problema idrogeologico , non è cosi’ se non fanno losta dio tutta l’area finirà in mano ai veri amici speculatori , e loro staranno in silenzio come hanno fatto per la periferia romana e loscempio a cui anche loro hanno contribuito ,ma per questo scempio però ill discorso a cui si appellano tanto non esiste ci penseranno i vari caltagironi a speuclarci bene e loro fedeli vassalli
Per qualsiasi dubbio potete consutare il nuovo regolamento.