Scatta, segna, si diverte e festeggia col 4° uomo: «Sono uscito dal tunnel»

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PALERMO, ITALY - OCTOBER 04: Kouassi Gervinho of Roma celebrates with Daniele De Rossi after scoring his team's third goal during the Serie A match between US Citta di Palermo and AS Roma at Stadio Renzo Barbera on October 4, 2015 in Palermo, Italy. (Photo by Tullio M. Puglia/Getty Images)

PALERMO, ITALY - OCTOBER 04: Kouassi Gervinho of Roma celebrates with Daniele De Rossi after scoring his team's third goal during the Serie A match between US Citta di Palermo and AS Roma at Stadio Renzo Barbera on October 4, 2015 in Palermo, Italy. (Photo by Tullio M. Puglia/Getty Images)

AS ROMA NEWS (Gasport, M.Cecchini) – Fino a poco più di una settimana fa il suo 2015 era griffato con soli 2 gol, segnati al Feyenoord. Negli ultimi 8 giorni la svolta: prima il centro col Carpi, poi la rete a Borisov, quindi la doppietta a Palermo. E dire che tre gol consecutivi in campionato non li segnava dal febbraio del 2014, quasi una vita fa. Quella del Gervinho scintillante, che andava via e non lo prendevi mai e che aveva fatto innamorare Roma tra serpentine, sterzate e fughe in velocità. Oggi il ghepardo ivoriano si sta riavvicinando a quei livelli. Perché è tornato a segnare con continuità e perché con i gol ha ritrovato il sorriso e la gioia di giocare. Provando anche a festeggiare con il quarto arbitro. Del resto, quando uno è felice succede anche questo, la gioia della condivisione oltre ogni logica. «È stata una settimana bella, direi anche speciale per me, sono felice di aver recuperato la condizione migliore. Non è stato facile, ho subìto tante critiche, tanti fischi. Ma ho sempre goduto della fiducia del mister e ora sono felice di essere tornato quello di sempre».

COCCOLE E CAZZATE – Già, quello di sempre. Vai a capire però alla fine qual è il veroGervinho. Quello versione deluxe del primo anno o quello un po’ impacciato e svogliato del post-Coppa d’Africa? Di certo, con questa raffica di gol da oggi – almeno per un po’ – si smetterà di dire che è il cocco di Rudi Garcia. «Questa è una cazzata – interviene il tecnico francese –. Quando non sta bene non gioca, quando sta bene come in questo momento gioca e aiuta la squadra. Segnando e difendendo». Anche se in fase di copertura lascia sempre un po’ a desiderare. Ma pazienza, alla fine non si può avere tutto. Intanto lui si gode quel gol pazzesco che nel primo tempo ha chiuso i conti, una rete simile a quella di Higuain a Varsavia contro il Legia. «Ma l’importante è che la palla rotoli dentro e la squadra vinca», dice Gervais. Che poi si lascia andare. «Non so se è il mio gol più bello, di certo lo metto sul podio, tra i primi tre. I gol più belli di solito sono anche quelli importanti. Ecco perché non è il migliore della mia carriera».

PACE CON I TIFOSI – e allora, anche se quelli di ieri non sono gol che hanno regalato finali, trofei o vittorie speciali, valgono però molto perché aiutano Gervinho a ricucire un rapporto che sembrava oramai deteriorato. Quello con i tifosi giallorossi. «La risposta migliore è sempre lavorare – dice l’attaccante giallorosso –. Sinceramente non penso di dover rispondere a nessuno, di dover dimostrare qualcosa. Conosco il mio valore, so di cosa sono capace. È stato un momento un po’ particolare, diciamo delicato, ma sono contento di averlo superato».

SEMPRE PIU’ SU – e allora l’ultimo passaggio è proprio sulla vittoria giallorossa, quella che rilancia la Roma nelle parti alte della classifica. «Abbiamo fatto una buona partita, ci siamo mossi bene, dimostrando di non voler ripetere gli errori di Borisov», chiude l’ivoriano. D’ora in poi parte il Gervinho 3.0. Sperando che sia quello deluxe del primo anno. Impressioni? Se tre indizi fanno una prova, l’ivoriano va a segno da tre gare. Proprio come quel Gervinho lì.

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11 Commenti

  1. Se Iturbe avesse fatto quello che da anni fa Gervinho, a quest’ora stavamo parlando di nuovo fenomeno del calcio mondiale. Ma siccome certe cose le fa Gervinho, che è africano e con le treccine, allora passa per giocatore quasi folcloristico.
    La realtà è molto diversa: che piaccia o no, questo è un giocatore che quando sta bene è devastante come pochi altri in Italia.

    • Giusto, anche se…..treccine è una parola grossa………eheh. Però ricordo che l’ Iturbe di due anni fa (Verona) non era da meno, anzi. Chissà che cavolo gli è successo e, soprattutto…..se tornerà mai ad essere quello di prima. Allora si che si volerebbe….

    • Carissimo…felice di rileggerti.

      Riguardo a Iturbe, sai meglio di me che una cosa è fare il fenomeno a Verona e un’altra è farla a Roma. Comunque mi auguro che Iturbe, giocatore che mi ha deluso tantissimo, torni a essere quello di Verona e mi smentisca al più presto. Sarei ben felice di venire qui a scrivere che su di lui mi sono sbagliato e che è il più forte di tutti. Io non tifo per le mie idee, ma per la Roma. E se un mio giocatore mi smentisce a suon di gol, sono bel felice di cospargermi il capo di cenere.

      Un saluto.

  2. hai giocato benissimo e segnato 2 gol stupendi ma nn e certo una partita che fa dimenticare un anno e mezzo di prestazioni pessime. e neanche sporadiche prodezze.Alla fine della stagione vedremo il tuo rendimento.A roma basta un liscio x essere definiti schiappa oppure un colpo di tacco x essere fenomeni.E se cio avviene in alternanza ecco che l’altalena dei giudizi imperversa.Ti aspetto alla fine

  3. PINGUNO perchè dici un anno e mezzo….gervigno ha giocato male da metà febbraio a fine maggio….dopo aver vinto la coppa d’africa… come sai tutti i calciatori dopo un mondiale o un europeo hanno un calo di tensione tanto più se la competizione è in mezzo al campionato. quindi non esageriamo e godiamoci questo campione unico….io penso che a suo livello ce ne siano veramente pochi al mondo….questo fa cose incredibili ma che non lo vedete quanto è devastante…nello spazio e nello stretto e poi che non fa la fase difensiva è un’altra ca…ata…..ieri ad esmpio ha corso anche nella fase difensiva e giocava da n. 9

  4. PPP

    un anno e mezzo xche la prima parte dello corso campionato gia accusava cali di rendimento. Poi….campione unico…pochi al mondo….ma ti rendi conto di cosa scrivi?? le sue pochezze tecniche sono sotto gli ochhi di tutti. Non stiamo parlando di un ljaic o menez che presentano doti tecniche elevate xcui nn ti spieghi lo scarso rendimento ma di uno mediocre. Infine….lascia stare il mio parere che conta meno di zero…ma questo a 28 anni ha fallito in carriera.Un anno strepitoso al lille e poi in cantina all’arsenal.Nessun club lo ha cercato…ne prima della roma ne quest’anno.Ora x cortesia domandati se sono tutti scemi in europa oppure se tu stai esagerando(eufemismo)

    • ci sono giocatori che anche non al 100% sono utili alla squadra e altri che se non sono al 100% della condizione sono pesi morti.
      Gervinho è di questa seconda categoria. Non ha chissà quale bagaglio tecnico nel controllo di palla o del corpo. Se sta molto bene salta l’uomo con quel paio di finte che gli vengono naturali in velocità e una progressione bruciante. Se sta molto bene arriva lucido sottoporta dopo una sgroppata e *vede* la porta. Se sta molto bene ti fa anche la fase difensiva.

      Ora è ovvio che un giocatore non può farti tutto l’anno al 100%.
      E se punti tutto il tuo gioco su Gervinho quando questo ti va in crisi va in crisi il tuo gioco.

      La storia della Roma negli ultimi 10 mesi.

  5. Africano con le treccine, credo sia anche per questo che viene ingiustamente massacrato. È il giocatore che dopo Florenzi è stato più determinante per le due qualificazioni Champions. Da febbraio a fine stagione non si è salvato nessuno, però gervigho e Doumbia sono gli massacrati dagli pseudo tifosi

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