Derby di Roma, il deserto del burocrate

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NOTIZIE ROMA CALCIO (Il Fatto Quotidiano, A. Padellaro) – In quel Cern di cervelli fumanti che è il Viminale di Angelino Alfano, dopo l’avvenuto derby Roma-Lazio, il superprefetto col botto Franco Gabrielli puòorgogliosamente rivendicare la scoperta delle “Bomba N” dell’ordine pubblico: quella che cancella le persone e lascia intatti i problemi.

Non è stato un compito semplice ma la ricetta vincente del brillante burocrate si basa su poche ma fulminanti idee. Primo: alimentare un clima di stato d’assedio, come se il problema non fosse limitato a “un numero infinitesimale” (parole sue) di agitatori travestiti da tifosi, ma sulla Capitale stessero invece per calare le orde sanguinarie dello stato islamico. Secondo: mettere in riga l’informazione di terra, di cielo e di mare diffondendo attra-verso plotoni di microfoni allineati e coperti un semplice concetto: l’emergenza è grave, anzi gravissima, ma, tranquilli, il dream-prefetto vigila insonne sulla sicurezza dei cittadini. Terzo: schierare intorno allo Stadio Olimpico,migliaia tra poliziotti, carabinieri, finanzieri, vigili urbani, pompieri, artificieri, sommozzatori, guardie cinofile e campestri, insomma la più grande e munita armata dai tempi dello sbarco in Normandia.

Ma, statene certi, neppure il generale Eisenhower avrebbe potuto raccoglierei risultati ottenuti dal prefettissimo. I quartieri intorno all’Olimpico sono stati espugnati strada per strada ottenendo la totale desertificazione dell’area. All’interno dello stadio solo poche migliaia di spettatori (individui, probabilmente, senza fissa dimora) minuziosamente filtrati, perquisiti e controllati onde evitare che fossero introdotti nell’impianto militarizzato, pericolosi corpi contundenti come bicchieri di carta e stelle filanti. Mentre sugli spalti, corpi speciali opportunamente mimetizzati vigilavano per impedire il levarsi di cori territorialmente discriminatori, e infatti l’incontro si è opportunamente svolto in un religioso silenzio.

La descrizione fatta è solo apparentemente ironica. Ieri, per la prima volta da quando a Roma è nato il calcio, un evento di enorme impatto popolare, il Derby della Capitale, è stato trasformato nella morte del calcio. Poco male, si dirà, di fronte ai problemi ben più
gravi che deve affrontare il paese, ma è appunto pensando a questi più gravi problemi che vengono i brividi. Dall’inizio del campionato, come molti sanno, è in atto lo sciopero delle curve di Roma e Lazio dopo la creazione, su ordine prefettizio, all’interno delle curve stesse di barriere metalliche che, tra l’altro, hanno tolto il posto a numerosi tifosi che avevano già pagato l’abbonamento. Nella protesta, fino ad oggi, silenziosa dei gruppi organizzati c’è sicuramente della pretestuosità.Ma che la prefettura non abbia mosso un dito per evitare l’incancrenirsi della cosa, è sotto gli occhi di tutti. Per esempio: se nelle due tifoserie i sobillatori maleintenzionati sono, come sostiene l’autorità, poche decine, tutti peraltro noti alle forze dell’ordine, perché non si è provveduto a fermarli in tempo, visto che lo strumento del Daspo a questo serve? E invece assistiamo aun’esibizione muscolare che, non sappiamo quanto inconsapevole, serve a portare acqua solo a chi vuole trasformare i tifosi, in fuga dagli stadi, in clienti delle tv a pagamento. A Roma la politica è ridotta male assai, ma la gestione della cosa pubblica (e delle passioni ad essa connesse) è troppo importante per lasciarla nelle mani di qualche burocrate desideroso solo di farsi bello.

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10 Commenti

  1. bene bene…
    gabrielli inizia a bruciare la poltrona sotto al culo di piombo?

    ai curvaroli scioperanti:
    sfruttate il momento propizio, c’è spazio per trattare.

  2. Piena solidarietà ai ragazzi della sud. Sono riusciti a svuotare lo stadio .complimenti a Gabrielli e alla politica italiana in generale. BRAVI! !! TENETE DURO RAGAZZI!!! Forza roma

  3. Padellaro… vecchio marpione finto ribelle…
    Le Curva Sud non fa nessuno sciopero.
    Ancora con questo sciopero.

    La Curva Sud non può tifare. Non si possono coordinare cori, ti hanno diviso la casa, non si possono attaccare stendardi, non si possono sventolare bandieroni, non si possono insultare gli avversari come sempre fatto, insomma non si può fare nulla.

    Non è uno sciopero, è una prigione.

    Ma possibile…

  4. Ma possibile…… che un giornale da visibilità alla tua protesta e non ti sta bene perchè stai a cincischiare sui termini? Di tutto l’articolo leggi solo “sciopero”?

  5. attenzione..riflettete bene..la curva sud è un laboratorio dove stanno provando quello che sarà la nostra società negli anni a venire..ristrezioni del libero pensiero..di movimento..di non essere inquadrati..l’articolo è efficace..è assurdo non poter tifare in curva alla vecchia maniera..non è solo una questione economica e di risparmio..è il là per governare d’autorità..

  6. gestire lo stadio come gestire la società italiana negli anni a venire..obbedire o disobbedire..alla fACCIA DELLA DEMOCRAZIA..

  7. Non so chi sia Padellaro ma l’articolo mi sembra di basso profilo. Ieri non c’è stata nessuna violenza, nessuna persona o proprietà è stata danneggiata e per un funzionario incaricato di mantenere l’Ordine Pubblico questo è un chiaramente un successo, non una sconfitta. La Curva si è svuotata per reazione, non per un ordine del Prefetto. E non vedo in che modo si possa configurare un problema di ‘gestione della cosa pubblica’ (il termine, tra l’altro, è davvero brutto) dato che l’acquisto del biglietto (così come la decisione di non goderne i diritti) rientra al 100% in un libero rapporto tra privati (AS Roma da una parte – Tifosi dall’altra).

  8. RAGAZZI io ho cambiato idea perchè all’inizio pensavo che la Curva dovesse entrare e tifare…fermo che la divisione è un orrore inutile…poi però pensandoci bene i ragazzi hanno ragione; dividere le curve è una vergognosa ed inutile violenza e bisogna opporsi a questo orrore in tutti i modi LECITI…poi però anche i ragazzi della curva devono imparare a rispettare le regole anche se un po’ restrittive….non dimenticando che le restrizioni seguono episodi di violenza sinceramente insopportabili a Roma e in tutti gli altri stadi….quindi PUGNO DURO

    • Concordo. Pugno duro con chi delinque all’interno della curva e fuori dalla stadio. Però, se volete vedere lo spettacolo che solo la SUD sa offrire bisogna che sia concessa libertà di movimento per organizzare al meglio le coreografie. Prendersi un DASPO, che equivale alla galera, perché non si è seduti al proprio posto, quando non ci sono incidenti mi sembra eccessivo.

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