Pallotta: «I giocatori sono tutti uguali»

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NOTIZIE AS ROMA – Valigie già pronte e un mucchio di questioni da risolvere. Sono aumentati a vista d’occhio gli appuntamenti in agenda segnati da James Pallotta, tanto da convincerlo ad anticipare di qualche giorno il viaggio romano programmato da tempo.

Le dichiarazioni di capitan Totti hanno attraversato l’oceano in pochi secondi, registrando mai come in questa occasione la necessità di volare al più presto nella capitale. Nelle ultime ore Pallotta ha seguito la vicenda attraverso i consueti aggiornamenti di Trigoria, decidendo poi nella serata di ieri di tornare sull’argomento in un’intervista rilasciata al Corriere dello Sport: «Nessun giocatore viene prima degli altri. La reazione di Francesco mi ha sorpreso, non me l’aspettavo, ma per una parte l’ho capita: è un grande giocatore, ha fatto la storia della Roma, adora competere, è una superstar ha detto il presidenteSpalletti ha l’appoggio della società? Assolutamente sì. Luciano è il nostro allenatore, da quando è arrivato sono cambiate, in meglio, tantissime cose, e non parlo solo della gestione della squadra in campo».

Di cose ne sono cambiate, sotto ogni punto di vista, da quell’incontro prima di Natalecon il numero 10, che dopo la chiamata di Pallotta sperava di terminare il colloquio con qualche garanzia in più sul suo futuro. Durante la colazione andata in scena nel giardino privato dell’hotel De Russie il patron americano ha preferito limitarsi nel chiedere un’impressione generale sulla squadra e sui nuovi arrivi, praticamente un punto della situazione chiesto al giocatore più rappresentativo del club.

Senza alcuna promessa, Pallotta lo ha rassicurato garantendogli un posto assicurato nella Roma finché lo vorrà, forte del contratto da dirigente già firmato dal capitano per i prossimi 6 anni. Adesso, in attesa del nuovo confronto, ogni opzione rimane aperta. Ma nella settimana romana del presidente verranno comunque sbrigati gli altri appuntamenti già fissati in agenda. Tanto che il capitolo stadio (qualche settimana fa era l’unico impegno messo in cima alla lista) è passato in secondo piano anche di fronte alla risoluzione dei problemi sollevati da Walter Sabatini, ancora convinto di concludere il suo quinquennio in giallorosso nella prossima estate. Nonostante la freddezza diPallotta al momento della comunicazione da parte del diesse, entrambi hanno comunque deciso di affrontare la situazione dal vivo, pronti a discutere delle problematiche e delle frizioni che hanno portato a questa scelta.

Aspettando i risultati e di conseguenza il piazzamento della squadra al termine della stagione, le intenzioni di Sabatini potranno cambiare soltanto di fronte alle eventuali rassicurazioni e garanzie economiche che il presidente potrebbe proporgli. L’ipotesi dell’addio rimane al momento la più probabile, ma per cominciare ad organizzare il prossimo futuro entrambe le parti hanno bisogno di risposte. Capitolo stadio: previsti nuovi appuntamenti istituzionali per non ritardare ulteriormente la consegna del progetto definitivo, fissata tra marzo e aprile.

(Il Tempo, A. Serafini)

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12 Commenti

  1. Quello che mi fa rabbia è questa mancanza di rispetto per la società. Su quanto accaduto io sono con Spalletti tutta la vita, specie dopo quanto venuto a saper nella gestione Garcia di questi anni. vorrei ricordari a molti tifosi che per mesi, su questo sito hanno inneggiato a Conte come probabile allenatore dlla Roma che nel 2013 L allenatore juventino vincitore di 3/4 scudetti più qualche coppa tuono con i giocatori dicendo ” chi si comporta come Pirlo starà fuori un mese” . Se non ricordo male Pirlo durante una sostituzione era andato sotto la doccia invece di rimanere in panchina a tifare. Ecco ricordiamoci Totti mentre palleggia con il ragazzino o durante la partita con il frosinone fa lo show con pianic e tiriamo le dovute Somme. Qualcuno dirà ..mbe Pirlo non è Totti …

    • Assolutamente d’accordo. Spalletti è stato assolutamente morbido, non convocandolo e basta. Chiunque altro, in qualunque altra società, veniva messo fuori rosa.

      Spalletti ce lo ha avuto, Totti in condizione. Sa bene quello che può (poteva) dare.
      Se Totti fosse ancora Totti, la maglia da titolare gliela andava a portare a casa.

      Se non gioca sempre è perché più di tanto non può dare.
      Spalletti pensa che Totti può essergli utile in determinate partite, oppure magari quando la squadra ha ripreso sufficiente dinamismo da permettersi di giocare con un regista immobile o quasi.

      Ma questo Totti non lo accetta. Si ribella contro il destino inevitabile e il destino oggi ha le fattezze di Spalletti.

      L’amarezza del declino è difficile da accettare. Ma è la natura,non Spalletti,il nemico di Totti.

  2. Totti non è che chiede di giocare. Dice che così “sta male” e se non gioca, a giugno, si guarderà attorno.
    Il che a casa mia vuol dire: o mi fanno giocare o me ne vado.

    Questo mentre ha già un contratto da dirigente per 6 anni.

    Allora la società cosa deve fare? Imporre all’allenatore di far giocare Totti? E cambiare allenatore se non lo fa?

    Totti vuole continuare a fare il calciatore?
    Benissimo. Ma la società non può assicurargli il posto in campo. Ce lo deve “vedere” l’allenatore.

    Allora?
    che deve fare la società?

    Probabilmente, se non fosse Totti, qualunque Presidente avrebbe detto: “prego si accomodi”.
    Ma è Totti, e più che ribadire l’ovvio la società non può fare.
    Giochi se meriti il posto.

    Ma questo pollaio, scatenato da Totti stesso, come un bambino viziato, è assurdo.

    • sul piano del comportamento sono tutti uguali, ovvio che a livello tecnico ogni squadra ha il suo campione. non ci arrivi? e’ così’ difficile il concetto?

  3. Grazie capita’ che ci hai fatto vivere di mexxxx questo fine settimana. ..dove invece di parlare del 5-0 e del riavvicinamento ai primi posti o del ritorno di Kevin tutti a parlare di te. ….grande tempismo……..e il rispetto x noi? ????? ?????
    Daje Roma sempre.

  4. il complotto e’ stato studiato ad arte da pallotta sia prima con la curva e adesso con FRANCESCO caro pallotta”patriarca” non va bene cosi.

    • parti dal presupposto che siamo tutti uguali al mondo…a me sembra invece che totti stia applicando il complotto contro societá ed allenatore….é finito il tempo dei sensi….

      forza pallotta…e forza spalletti….se francesco non gli piace piú il clima andasse a cercá qualche squadra che se lo piglia a 40 anni…..

  5. ATTENZIONE: La moderazione dei commenti è ora più rigorosa.
    Per qualsiasi dubbio potete consutare il nuovo regolamento.

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