Pallotta si riprende Trigoria e fa il mattatore in spogliatoio

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AS ROMA NEWS – Stavolta è stato meno plateale rispetto a quando, quattro anni fa, in pieno inverno (era il 9 gennaio del 2012), si buttò completamente vestito in piscina, lasciando giocatori, dirigenti e staff a bocca aperta. Però la carica di James Pallotta, arrivato a Roma con il compito di «risolvere problemi» come il signorWolf (un ispiratissimo Harvey Keitel) in Pulp Fiction, è sempre contagiosa. Ieri mattina il presidente della Roma si è presentato prestissimo a Trigoria, oltre un anno dopo la sua ultima volta, e, dopo un giro per il centro sportivo, ha fatto irruzione, nel vero senso della parola, nello spogliatoio dove la squadra stava facendo la riunione tecnica agli ordini di Luciano Spalletti. Grandi abbracci con l’allenatore («È fantastico, vorrei averlo incontrato prima», aveva detto appena messo piede a Ciampino, due giorni fa) e pacche sulle spalle per tutti i giocatori, che dopo mesi di delusioni stanno risollevando il suo umore con le sei vittorie consecutive in campionato.

Ha voluto conoscere i nuovi arrivati (El Shaarawy e Perotti) mentre con alcuni dei vecchi, i più rappresentativi come De Rossi e Strootman, si è fermato qualche minuto in più a parlare. C’è stato il tanto atteso incontro con Francesco Totti e non è passato inosservato il fatto che al Fulvio Bernardini fosse presente anche il fratello del capitano, che poi è anche il suo procuratore. «Ho incontrato Totti, ho un ottimo rapporto con lui perché è una persona meravigliosa, ma non posso rivelare nulla del suo futuro», sono state le parole di Pallotta prima di abbandonare Trigoria. In realtà quello tra il presidente e il capitano è stato un incontro interlocutorio, quasi di cortesia, perché l’appuntamento vero e proprio in cui si cercherà ad arrivare ad una soluzione è fissato per i prossimi giorni. Le posizioni sono chiare da tempo: Totti si sente ancora calciatore e vorrebbe un altro anno di contratto perché vuole chiudere la sua carriera in giallorosso, magari diventando l’unico nella storia a vincere due scudetti. Pallotta lo vede dirigente, ma è consapevole del fatto che Totti è ancora l’unico prodotto «esportabile» nel mondo.

Il numero 10 rappresenta la Roma meglio di chiunque altro e così, probabilmente, il presidente gli concederà il prolungamento. Non è stato affrontato l’altro tema «caldo», cioè il futuro di Walter Sabatini. Non per mancanza di volontà, ma perché il direttore sportivo non era presente a Trigoria a causa di un’influenza, come fanno sapere dalla Roma. Non appena l’avrà smaltita, prima del 6 marzo, visto che in quella data Pallottapartirà per Madrid con la squadra e poi tornerà negli Stati Uniti, incontrerà il presidente a cui dovrà chiarire la sua posizione: rispettare il contratto in scadenza nel 2017 o farsi da parte.

(Corriere della Sera, G. Piacentini)

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