Astori,la nuova perizia smentisce: “Non morì nel sonno”

4
654

ALTRE NOTIZIE – Dicevano che il suo cuore aveva rallentato il battito fino a fermarsi. Fino a morire. «Bradiaritmia», era l’ipotesi dei medici che avevano eseguito l’autopsia sul corpo di Davide Astori, il trentunenne capitano della Fiorentina trovato senza vita la mattina del 4 marzo scorso in una camera dell’hotel «Là di Moret» di Udine, dove alloggiava con la squadra per la partita dell’indomani contro l’Udinese. Non è così. O perlomeno non lo è per i professori Carlo Moreschi e Gaetano Thiene che hanno consegnato in questi giorni i risultati della perizia sulla morte del calciatore.

Nel ponderoso lavoro dei due esperti incaricati dal pm Barbara Loffredo si parla infatti di «tachiaritmia», di accelerazione improvvisa dei battiti, di un cuore andato a cento all’ora senza dare scampo all’atleta. Cioè, esattamente l’opposto dell’ipotesi iniziale. E si dice anche che si sarebbe trattato del primo episodio violento di una patologia mai manifestata in precedenza. Primo e ultimo sintomo della malattia.

Secondo i periti Astori, che quella mattina era stato trovato esanime a letto, non sarebbe morto nel sonno e forse si sarebbe salvato se avesse condiviso la camera con qualcuno che poteva dare l’allarme. Quel giorno nessuno aveva notato in lui nulla di strano. «Era sereno, gentile, allegro, come sempre», aveva detto in lacrime Marco Sportiello, il portiere della Fiorentina con il quale aveva giocato alla playstation fino alle 23. La mattina dopo, la tragica scoperta. «Non posso anticipare nulla — ha dichiarato con prudenza il procuratore di Udine Antonio De Nicolo —. Posso solo dire che sul caso è aperto un fascicolo a carico di ignoti. La collega sta studiando il documento. Non appena il lavoro sarà terminato decideremo se proseguire l’indagine o chiedere l’archiviazione». Viene alla mente la tragedia di un altro calciatore, Piermario Morosini, morto sul campo nel 2012 per una «cardiomiopatia aritmogena».

(Corriere della Sera, A. Pasqualetto)

Vuoi essere sempre aggiornato sulle ultime notizie della Roma sul tuo cellulare? Iscriviti subito al canale Whatsapp di Giallorossi.net!
Articolo precedenteArriva anche Kluivert
Articolo successivoIl papà è d’accordo, Kluivert junior arriva alla Roma

4 Commenti

  1. quello che impressiona che non si accetta piu’ la sorte , ma si deve cercare sempre un colpevole (quel se c’era qualcuno con lui , aggiungerei se era capace lo poteva salvare ‘ o sarebbe morto lo stesso ?) è vero che in alcune circostanze una persona si puo si arriva tardi o non si è ingrado di salavarlo ò salvare ma esistono altre ,in cui la sorte è decisa

  2. quello che impressiona che non si accetta piu’ la sorte , ma si deve cercare sempre un colpevole (quel se c’era qualcuno con lui , aggiungerei se era capace lo poteva salvare ‘ o sarebbe morto lo stesso ?) è vero che in alcune circostanze una persona si puo si arriva tardi o non si è in grado di salvarlo ma esistono altre ,in cui la sorte è decisa, riposa in pace

  3. Ancora fa male a me che non lo conoscevo, non posso pensare allo strazio che starà ancora vivendo la famiglia, era più rassicurante sapere che fosse morto nel sonno senza accorgersene o soffrire, un pensiero ai suoi cari,in special modo alla compagna ed alla figlioletta

  4. ATTENZIONE: La moderazione dei commenti è ora più rigorosa.
    Per qualsiasi dubbio potete consutare il nuovo regolamento.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci qui il tuo commento
Inserisci qui il tuon nome