ULTIME AS ROMA – Si chiude con la commozione e le lacrime di Toninho Cerezo il quarto appuntamento con la Hall of Fame romanista, andata in scena ieri sera allo stadio Olimpico a ridosso del fischio d’inizio della sfida con il Palermo. Tra un abbraccio con Nela e Conti, l’ex centrocampista giallorosso ha riscaldato il pre-partita dei 10.000 presenti, che gli hanno dedicato i cori e gli applausi più fragorosi.
Nel corso della manifestazione, organizzata dalla Roma per mantenere vivo il rapporto e il legame con la storia del club, sono stati premiati inoltre Vincent Candela, Damiano Tommasi, Sergio Santarini, Giancarlo De Sisti, Arcadio Venturi, Giorgio Carpi (rappresentato dal figlio Andrea) e Guido Masetti (presente la figlia Cabiria). Un’ora di festa guidata da Carlo Verdone, che per ingannare l’attesa prima della premiazione si concesso una lunga serie di palleggi al centro del campo insieme a Candela.
(Il Tempo, A. Serafini)


Io non ho,ancora capito,perché,un fuoriclasse come Cerezo,dopo il terzo anno,andò via dalla Roma,per giocare poi ancora una decina di anni con la Sampdoria.
Si dice,per colpa,di un asciugamano,assurdo,Cerezo,13 anni con la Roma,avrebbe significato,una bacheca più ricca.
Purtroppo noi,di scemenze,senza senso,ne
Abbiamo fatte tante.
In qualunque epoca,sotto ogni presidenza.
Cerezo andò via per volere di Viola, col quale aveva avuto un alterco al limite dello scontro fisico. Fu sostituito da Klaus Bergreen, un ottimo giocatore, col vizio del gol, che valeva però la metà del brasiliano.
Mitico Cerezo campione indimenticabile con te la roma piu bella di sempre.
Peccato per la coppa campioni in quel periodo eravamo i piu forti in Europa.
Squadra fantastica..
Concordo con V. Cerezo che personaggio, che gan giocatore
perchè eriksson preferiva quelli biondi con gli occhi azzurri….non gli era molto simpatico mettiamola cosi…
Fuoriclasse assoluto, capace di un calcio da favola, molto personale e naif, specchio di una persona fantastica. Ha giocato in una Roma leggendaria, quella che sfiorò la Coppa dei Campioni. Quella maledetta sera, Antonio Carlos Cerezo fu il migliore in campo, stremato dai crampi.
E’ strano ma fra Falcao e Cerezo ricordo maggiormente Cerezo. Di Falcao ho un ricordo di lui a testa alta che smista palloni e dirige il gioco. Regale nel portamento. Un faro.
Cerezo caracollava da una parte all’altra del campo, con cambi di direzione improvvisi, un andatura che sembrava sempre stesse per cadere, imprevedibile per gli avversari e forse anche per se stesso, visto che a volte non si sa come ritrovasse coordinazione.
Falcao era la geometria del calcio, Cerezo la creatività .
Nella Roma di Erikson si trovava benissimo, non è vero che fu Erikson a non volerlo.
Era una delle più belle Rome che ho visto, il girone di ritorno e la rimonta sulla Juve.
Purtroppo ci fu il Lecce. Una ferita che ti porti dietro non solo come tifoso, ma come uomo.
Non si seppe mai il motivo dell alterco, se non ricordo male, Cerezo, rivolgendosi a Viola gli disse “non ti metto le mani addosso perchè sei vecchio” e lascio l allenamento. Da li fece un splendita carriera alla Samp giocando da libero. Falcao era la sua riserva, gioco il mondiale perchè Cerezo si era infortunato. Tutte le persona che ho intervistato e che hanno giocato in quella squadra mi hanno detto che cerezo era il più forte. Era di belo horizonte mi sembra, gran pescatore, passava tutte le sue vacanze a pesca sui fiumi brasiliani. Ultimamente ha fatto una dichiarazione commovente sulla figlia , spendita trasgender e da li si è capito che è un uomo con un alta sensibilità . Grande atleta e grande uomo.
Per me Bergreen,non valeva neanche un unghia di Cerezo.
Cerezo è stato,uno dei più forti tuttocampisti,di tutti i tempi,trenta anni fa,giocava esattamente,come si gioca adesso,moto continuo,pressing,feroce su tutti,quello che pretendono,ora gli allenatori,dai centrocampisti è stato un propulsore del calcio moderno.
Poi i piedi,cantavano ed erano da brasiliano super,se fosse rimasto più anni con noi,avrebbe fatto la storia di questo club e ora sarebbe ricordato,come uno dei calciatori più forti e importanti di sempre della Roma.
Un fuoriclasse come lui solo tre anni è stato troppo poco,managgia.
ma me lo ricordo solo io quando una volta giocava con la samp all’olimpico alzò la maglia e sotto aveva quella della roma?
Mitico Toninho. Mi ricordo un gol al Milan entrò in area in velocità dribblando due tre giocatori trafiggendo il portiere. Ho fatto sempre il tifo per lui anche dopo che se ne andò dalla Roma. Fui contento quando vinse lo scudetto con la Samp e si tinse i capelli e i baffi di biondo. Poi tornato in brasile ha continuato a giocare e ha anche vinto una coppa intercontinentale. Un personaggio, un fortissimo calciatore, un grande. Non sapevo dell’alterco con Il Presidente Viola…vorrei saperne di più…e si…me la ricordo anch’io l’immagine che si toglie la maglia della Samp e sotto aveva quella della Roma. Forse era una partita d’addio con un tempo giocato per parte.
cerezo falcao ancelotti AGOSTINO, è mai esistito un centrocampo cos’ al mondo?
Per qualsiasi dubbio potete consutare il nuovo regolamento.