Conferenza SABATINI: “Per me la Roma è stata la vita. Il più grande rammarico è non essere riuscito a vincere lo scudetto. La rivoluzione culturale il mio vero fallimento. Totti da nobel, ma è un tappo per la Roma”

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ULTIMISSIME AS ROMA – Silenzio, parla Sabatini. Questo pomeriggio a Trigoria l’ormai ex ds della Roma si concede ai cronisti in una conferenza stampa nella quale spiegherà tutti i motivi che sono alla base dell’addio consensuale raggiunto con Pallotta. La redazione di Giallorossi.net vi riporterà tutte le dichiarazioni del dirigente nella conferenza-evento di oggi:

Comincia Walter Sabatini: “Intanto grazie, mi fa piacere che siete in molti. La prima volta che sono entrato qui c’era alta pressione e stavo meglio, ora l’umidità mi comprime. Con l’alta pressione pensieri e parole venivano più efficacemente, ricordo male la mia prima conferenza stampa, a quello faccio riferimento. Avrete cose da chiedermi, non è un bilancio definitivo, non è un consuntivo, la squadra è ancora in attività, ci sarà un’assenza fisica, ma una presenza intellettuale e psicologica, starò dietro a tutto quello che succederà, mi sentirò partecipe. La supposta sconfitta sul fatto che non abbiamo vinto può essere ancora ribaltata. La squadra è competitiva, allenata in maniera perfetta da Spalletti, si può fare bene in campionato. Ho fatto un ciclo lungo di 5 anni, con un’osservazione che faccio costantemente dentro di me: abbiamo una struttura che funziona, di gente che sa quello che fa. Da un punto di vista emotivo è mancata la convocazione al Circo Massimo dei tifosi della Roma. Non era tanto un sogno, ma una speranza che si è accesa saltuariamente rispetto alle squadre scese in campo in questi anni. Ho pensato che prima o poi le squadre di questo quinquennio avrebbero potuto competere per un risultato eclatante, la vittoria dello scudetto. E’ un grande rammarico, c’è frustrazione per questo. Ma non è rabbia, è una tristezza cupa, probabilmente irreversibile, a meno che non ci sia uno scatto immediato in questa stagione. E’ una tristezza quieta, crediamo di aver fatto il massimo, non mi vergognerei di questa Roma, sono anni che siamo competitivi, abbiamo fatto due secondi e un terzo, con un allenatore, Spalletti, che considero straordinario e con un gruppo competitivo. Io sono stato il direttore sportivo della Roma, lo sono stato esclusivamente, ho annullato totalmente la mia persona fisica e giuridica, non ho fatto niente se non il direttore sportivo della Roma. Non ho mangiato, scritto, urlato, litigato, senza sapere di essere il ds della Roma. Questa esperienza è stata la vita, non una frazione di vita. Quello che è successo prima nella mia vita è totalmente opacizzato, vedo solo la Roma e sento di aver vissuto per la Roma. Sono geloso di questo sentimento, sono anche preoccupato che quello che verrà dopo sarà difficile da affrontare, questa è stata la mia vita, non un brandello di vita.

Cosa porta con sé di questa esperienza alla Roma? C’è tanta gente del club qui in conferenza…
Le persone che lavorano a Trigoria sono prevalentemente le mie badanti, le ragazze che lavorano di sopra. Mi hanno sostenuto, nutrito, curato, mi dispiace molto perderle. C’è tanta gente a cui ho voluto silenziosamente bene, non esterno i sentimenti, ma li curo dentro di me. So bene quanto la mia permanenza a Trigoria sia stata sostenuta da tantissime persone, qui c’è molta passione e competenza, fidatevi di tutte le nostre persone sono persone eccezionali. Anche tu partecipi a questa congrega di persone persone forti che ha lavorato con scrupolo, passione, amore e continuerà a farlo, questa azienda è ancora dentro i suoi obiettivi, c’è una squadra che ha fatto risultati contraddittori, ma è forte, fatta di ragazzi seri che vogliono fare qualcosa di importante. La prima volta che sono venuto qui ho parlato tanto e con enfasi, sono entrato qui che neanche ero ds della Roma. Ho detto tante cose, alcune plausibili, altre meno, ma una me la ricordo: ero qui per stimolare, per costruire una rivoluzione culturale, in questo risiede il mio vero fallimento. Il fallimento non è nei risultati sportivi e nella gestione dei calciatori. Ho reso la Roma un’insidia per tutti, è sempre stata presente. Ho fatto un mercato rissaiolo, ma non io, la Roma. In tema di rivoluzione culturale, che è una cosa magniloquente, si riferiva solamente ad un’esigenza, cioè pensare alla vittoria non come una possibilità, ma come una necessità. Trigoria, i calciatori, i tecnici, i dipendenti di Trigoria, non devono pensare alla vittoria come una possibilità, la vittoria o l’idea di vincere deve diventare una necessità. Tutti noi la dobbiamo considerare un evento necessario, se questo succede ecco la rivoluzione. Arrivare ai comportamenti di chiunque per centrare l’obiettivo, non penso di averlo centrato. Ho ancora qualche speranza che succeda, visto l’allenatore che c’è, auspico rimanga 5 anni, con il suo laboratorio permanente, spero che centri questo obiettivo. Mi sento molto deluso, qui si perde e si vince nella stessa maniera, questa è la nostra vera debolezza.

I tre momenti più belli di questa esperienza?
Intanto quando ho messo piede qui dentro, ero super motivato, ottimista, era un’emozione forte. Pensavo di poter fare qualcosa di importante, poi, dal punto di vista analitico, penso di aver fatto cose importanti. Pensavo a qualcosa di forte, trionfale, con la Roma che si imponesse come squadra, come azienda, come gruppo di persone, credevo fermamente che sarebbe successo… E’ stato un momento molto pregnante e motivante della mia vita. Poi ricordo le vittorie, bellissime, la vittoria del derby per 2-1, con il vituperato Ibarbo. Pagato 2 milioni di prestito, recuperati con il Watford 3 mesi dopo. Quel povero disgraziato di Ibarbo ha permesso al vituperato Iturbe di far gol e aprire la partita che ci ha portato in Champions. La ricordo con tanto affetto, quei due calciatori non hanno avuto molta fortuna. Ricordo tantissime cose, decine. Ricordo il gol di Bradley ad Udine che i portò quasi al record, ci fu il gol del ‘problema’ Borriello come lo definii. Ci sono stati anche momenti brutti, come la sconfitta nel derby di Coppa Italia, che è stata un po’ la catarsi del mio pensiero, dopo quella partita abbiamo cambiato indirizzo con successo. L’idea di non essere riusciti a vincere uno scudetto mi perseguita, la terrò per tutta la vita, a meno che questa squadra non faccia qualcosa di imprevedibile. Sono parte in causa, sia se vinca sia se perda questa squadra.

Totti è un blocco della massima espressione degli altri calciatori?
Totti, inevitabilmente, è una questione sociologica. Tutti vogliamo Totti, io gli darei il premio Nobel per la Fisica, ne istituirei uno per lui visto che non gli hanno dato il Pallone d’Oro. Il calcio internazionale e italiano soffrirà la sua assenza, alcune sue giocate sono irripetibile, altri non sapranno produrre le cose fatte da lui. Le sue traiettorie, le sue parabole hanno messo in discussioni Copernico, Keplero, la teoria di relatività. Totti costituisce un tappo, è una luce abbagliante, oscura tutto un gruppo di lavoro. La curiosità morbosa che c’è per ogni suo fare, dire, ogni sua espressione dentro e fuori dal campo, comprime la crescita di un gruppo di calciatori, è tutto comprensibile. Totti rappresenta un pezzo di carne di gente che è cresciuta con lui, o è invecchiata con lui, tutti fanno fatica a staccarsi da quel pezzo di carne. Il suo fenomeno andrà raccontato da qualcuno tra qualche anno.

Come si concilia il suo percorso sul mercato con il percorso tecnico della squadra?
Mi permetto di dire, poi mi succederà Ricky Massara nell’immediato, poi non so che succederà. Massara non è un mio delfino, è un professionista, laureato, competente, accettate l’idea che sia il ds della Roma, non che sia legato a me. Accettate questa idea, è un ragazzo educato, di estrazione sabauda, di madre francese funzionaria del Louvre. Vedrete un livello di educazione che non ho mai compreso, ci vuole una capacità di sopportazione notevole. Mi sostituirà e farà bene il suo lavoro, la Roma avrà un suo futuro anche con lui. Ci sono dirigenti importanti nella Roma, vituperati e diffamati, un giorno mi spiegherete perché qualcuno di voi vuole indebolire la Roma con la demolizione costante dei dirigenti della Roma. Accetto le critiche, le condivido, errori ne ho fatti e sono stati giustamente rimarcati, però io vedo che c’è la tendenza a far diventare Baldini un massone dannoso, Baldissoni un arrogante avvocato, giocatore di calcetto, anche lui massone. Preparate un dossier su Gandini appena arrivato. Le sconfitte della Roma sono tutte mie, non è la stampa che ha perso, non è un attacco alla stampa, è un attacco all’abitudine. Quando la Roma è debole, e ha fatto due secondi posto e un terzo con l’intervento miracoloso di Spalletti, è meglio che sia così debole. I latrati a pagamento possono avere una sua funzione. Io so quello che dico, non lo dico con polemica, faccio un’osservazione oggettiva e serena, parlo di un problema generale.  Rendete la Roma forte, fidatevi dei dirigenti, non fateli diventare carne al macero da calpestare. Con una Roma debole c’è tutto da rimettere, tutti tranne chi usa la diffamazione costante. Non parlo di critiche, ho le spalle larghe, alcune critiche mi hanno molto aiutato. Gli altri lo fanno con le squadre importanti. La schizofrenia mi riguarda personalmente, è stata una necessità. Noi non possiamo individuare un obiettivo e andarci giusto, dobbiamo fare un calcio rissaiolo, bosco e riviera. Ho cercato di farlo, è giusto dire della continuità, ma noterete che in questa squadra c’è continuità. L’ultimo calciomercato è stato noioso e statico, ma abbiamo deciso di puntellare la difesa confidando che centrocampo e attacco hanno fornito un risultato rimarchevole. Abbiamo perso Mario Rui, Rudiger, Vermaelen, qualche disastro c’è stato. Nella continuità è più facile ottenere risultati. E’ stato necessario fare un mercato pirotecnico per raggiungere obiettivi. C’era una pressione UEFA addosso, dovevamo rimanere dentro i parametri.

In relazione alla schizofrenia: è difficile trovare un giudizio così schizofrenico sulla sua persona? Le è capitato di sbattere i pugni per un giocatore? Si è venduto l’anima ai padroni?
Secondo me il dato della patrimonializzazione è tarocco (ride, ndr). La mia anima è talmente complicata che non la venderebbe nessuno. E’ una strategia che mi è stata affidata, se vendo Benatia e compro Manolas non ho prodotto un danno, produco un utile. Ci sono rischi notevoli, è vero, ma i calciatori venduti sono stati adeguatamente sostituiti, nel saldo dare-avere ho cercato di non indebolire la squadra. Se vendo Ljajic e prendo Perotti penso di averci guadagnato. Ho creduto sempre di fare operazioni di mercato per non perdere dal punto di vista tecnico, Marquinhos per Benatia, a volte sono state fortunate, a volte meno, ma si è cercata sempre la competitività, siamo stati una squadra che dà tanto fastidio a chiunque, anche se non abbiamo vinto. Abbiamo fatto 85 punti in campionato, regalando le ultime 3 partite, con la Juve che ha prodotto risultati irripetibili. Potevamo fare 90 punti senza regalarle, a 90 punti si vincono 3 campionati su 5. Non credo di aver prodotto un danno facendo questo tipo di mercato. Il danno è che mancando la continuità non si arriva mai all’unità di intenti, alla conoscenza. Abbiamo dovuto farlo per essere competitivi, dentro queste scelte assunte ho fatto anche cose che non hanno funzionato, ma qualcosa ha funzionato.

Le proprietà straniere non sanno quello che comprano. Pallotta si è reso conto di cosa ha comprato? Sa cosa significa la Roma?
Sa perfettamente cosa è la Roma, se ne rende conto quando viene qui, sa la pressione e la passione, che andrebbe incentivata, visto che la passione popolare è il segreto del calcio. E’ una questione culturale, è un imprenditore americano che crede e deve fare le cose in una certa maniera. Pallotta è un bostoniano allegro positivo, incline allo studio della statistica, partecipa a meeting, io sono un europeo crepuscolare, forse sono un etrusco singolare. Lui vive e pensa il calcio in una maniera diversa da me. C’è rispetto reciproco, anche se ci sono stati conflitti. Ma la rescissione consensuale dimostra un buon rapporto. Pallotta si è sempre fidato del mio operato, ma non è stato lontano a conseguire obiettivi importanti. Milan e Inter vorrebbero essere la Roma, siamo incappati in un ciclo della Juventus straordinario, Paratici e Marotta hanno fatto scelte superiore a noi. Non siamo stati tanto al di sotto, al di là dei 17 punti. Abbiamo fatto un secondo posto con la gestione Garcia con molti punti di meno, battendo la Lazio in una partita drammatica. Siamo ripartiti tra le difficoltà, poi abbiamo portato Spalletti, che ha una media scudetto considerando tutto il suo ciclo. C’è una media di secondo posto abbondante. La vittoria dello scudetto è stata la mia speranza delusa, con la piccola riserva che possa succedere qualcosa di imprevedibile.

Lei ha parlato di una società molto in salute, ma perché lascia la Roma? Pensa di aver concluso un certo tipo di percorso, come quello dei rinnovi?
Nainggolan non è all’ordine del giorno, lui ha chiesto un adeguamento, la società sta valutando se farlo, non credo si farà. Forse ci sarà un premio in base alle sue prestazioni, stiamo negoziando. I calciatori si devono rendere conto che abbiamo perso la qualificazione in Champions, un evento dolorosissimo per l’azienda e per i tifosi, ci sono considerazioni inevitabili, ma poi questa vicenda sui salari sarà portata avanti da Baldissoni, ha tutti i requisiti per farlo. Non è una priorità assoluta per noi, per noi lo è che la squadra si metta in testa di poter fare cose importanti, ha la possibilità di farlo. I motivi? Sono cambiate le regole di ingaggio, io posso fare solamente il mio calcio, non sono una mente elastica. Il presidente e i suoi collaboratori, giustamente e legittimamente puntano su altre prerogative, puntano sulla statistica, stanno cercando un logaritmo vincente. Io vivo d’istinto, non vedo il pallone come un oggetto che fa un tot di rimbalzi, ma ci vedo il mio universo intero. Per me la palla è qualcosa, sono dentro al pallone, fuori dal pallone, vivo il mio calcio immaginifico, il mio calcio che non può essere freddamente riportato alla statistica che descrive un calciatore. Le statistiche aiutano ma tradiscono: prendete l’esempio di un terzino che ha fatto 12 cross a partite, ma non si tiene conto di una connessione nel calcio. Magari ha fatto 12 cross a partite grazie ad un simil Totti che ha trovato le linee giuste. Magari un terzino fa uno due cross a partita perché ha un energumeno vicino. Non voglio dibattere o combattere queste tesi contrapposte, devo fare il mio calcio e devo farlo in buonafede, non intendo cambiare. La società, Pallotta e i suoi collaboratori, pensano ad altre possibilità, io sono incline alla mia sofferenza notturna, mi sparo 5 sigarette e cerco di capire se un soggetto è bravo. Povero Piris ad esempio, non era un giocatore da Roma. Le cantonate le ho prese, le continuerò a prendere, ma faccio una tara, l’avere supera nettamente il dare.

Lei viene sostituito da una macchina quindi?
No, da una cultura, da un modo di fare, che non è condannabile, non censurabile, lo fanno in molti, io ritengo di non essere all’altezza di questo compito. Ho una idea di me stesso piuttosto altolocata, ma sono un presuntuoso critico. Devo fare il mio calcio, voglio fare il mio calcio e qui adesso posso farlo un po’ di meno. Sono un uomo leale, so di non poter fare il massimo in questa situazione, c’è stato un episodio scatenante che ha portato a questa cosa. C’è un giocatore che non ho perso (Boye, ndr) perché mi è mancata l’arroganza e la determinazione di poter fare quell’operazione, che comportava un’operazione crassa. Sentendo le mie spalle una serie di osservazioni giuste e corrette ho perso l’attimo fuggente. La mia forza è l’attimo fuggente, sulle cose arrivo con forza, prepotenza, sono orgogliosamente il ds della Roma. Perso questo giocatore ho capito di non meritare più la Roma. Odio non averlo preso, mi fa star male, mi sento morire. Se io fossi un direttore simmetrico direi che mi aggiornerò, non farò nessun viaggio studio, mi cercherò una tana dove rinchiudermi, un buco dove nascondermi e stare zitto per 10-20 giorni, spegnerò il telefonino, non mi troverete. Questo episodio è stato decisivo nel decidere, ho capito che non devo essere più io il direttore sportivo della Roma. Lo avevo capito già prima, ma è stata una causa scatenante.

Ci spiega il ruolo di Baldini?
Massara potrebbe essere il ds della Roma per altri dieci anni, ho detto che per adesso c’è. Farà questo mestiere a lungo, è un ragazzo onesto, serio e competente. Il ruolo di Franco Baldini è meglio che ve lo spieghi lui o Pallotta. Franco si è confrontato con me prima di accettare questo incarico da parte di Pallotta, mi ha chiesto se avessi provato fastidio, gli ho detto di no perché avevo già assunto le mie decisioni. E’ un grande acquisto per la Roma, fatto salvo che è notoriamente un massone, con lui Baldissoni. Prepareremo un nuovo dossier. Sto polemizzando con alcuni, non con tutti. Quante battute e allusioni avete fatto sulle commissioni? La maggior parte di voi è edotta circa le procedure, io pago una commissione per acquistare un giocatore, queste commissioni dove sono, dove sono le mignotte, dove sono le vacanze nelle isole, le prebende, le tangenti. Gli individui, non la stampa, le sconfitte sono tutte mie, non della stampa. Le commissioni le ha prese chi doveva prenderle, non ci sono prebende per nessuno, la Roma è una società onesta, io sono un uomo onesto. Questi individui venissero in tribunale con me, tirassero fuori i fatti, si associno in una Cialtroni & Co. Iscrivete alla società chi vuole venire contro di me, giocatevi i vostri soldi in tribunale, non li darò in beneficenza, vado nel mio posto ideale e mi gioco la mia spina dorsale, tutte le fiches con i vostri soldi. Le commissioni, gli agenti, questo consorzio tra Sabatini e agenti. Vacanze ad Ibiza, signorine, non ho avuto bisogno di signorine a pagamento. Quegli individui la facciano finita, o ora si alzassero in piedi e venissero contro di me davanti a un giudice.

C’è già una destinazione per il suo futuro?
Essendo io un incosciente definitivo non faccio una scelta avendo coperture. Non ho nessuna offerta, non ho ricevuto telefonate, sono disoccupato. Ho bisogno di lavorare, io sono un direttore sportivo, la vita è un corollario, non riuscito tanto a viverla, io vivo se lavoro e faccio il mio mestiere, auspico che qualcuno mi cerchi, non guardo alle grandi società, accetto lavori ovunque, un panino con la mortadella vale quanto un pasto col caviale. Qualcuno mi raccatterà, sennò mi ritirerò nella mia tana.

Lei disse di non affezionarsi ai calciatori, non pensa che in questo caso la Roma abbia sbagliato bersaglio visto lo stadio sempre più vuoto? Non manca questa affezione della gente per i calciatori?
Totti è un tappo perché irradia una luce così forte, gli altri restano in penombra, non maturano caratteristiche per rimanere nella Roma. Mi chiedo perché la Roma abbia perso questa empatia. E’ il calcio moderno, si cedono giocatori. Non capisco perché la Roma non debba affezionarsi a Salah, Perotti, Manolas, a Dzeko, che è una cariatide come l’avete definita. Probabilmente ci si affezionerà a Bruno Peres. Ho detto che strategicamente, inevitabilmente, il calciatore dopo due tre anni viene ceduto, succede ovunque. Il problema salariale è insormontabile, quando un calciatore va oltre una prestazione più che sufficiente diventa difficile gestire la questione salariale. Io per esempio sono tanto affezionato ai miei calciatori, non vedo perché gli sportivi non debbano essere affezionati.

Le è mai capitato che qualcuno le suggerisse chi comprare? Chi avrebbe voluto tenere ma l’ha dovuto cedere? Chi avrebbe voluto comprare e non ci è riuscito?
Ne avrei comprati centinaia. Ci sono tanti calciatori che mi ha fatto vale vendere, ne cito uno senza mancare di rispetto agli altri ragazzi. Cedere Lamela mi ha ucciso, perché Lamela è stata la mia provocazione, quando ho ritenuto di poter essere il ds della Roma ho imposto questa operazione importante e impegnativa, ho voluto farlo perché immediatamente volevo dare un segnale di forza della Roma, un segnale di presenza. Era un talento emergente, un predestinato, ho voluto dire che la Roma c’era, lasciateci il nostro spazio, faremo a gomitate nel mercato. Fu un’operazione complicata e inquinata, alla settima giornata si è presentato con un gol al Palermo straordinario. Nel secondo anno con Zeman è molto migliorato, venderlo è stato un dolore, grande. Ogni volta che ho venduto un calciatore mi sono sentito male, edulcorato dal fatto che ho comprato uno che ritenevo più forte. Sempre qualcuno mi suggerisce di comprare, io puntualmente non lo faccio se non ritengo che debba esser fatto, anche all’interno del club. Poi una volta in venti anni mi è capitato.

Ha la sensazione che Pallotta si sia stufato della Roma?
No, non lo penso proprio, credo che sia un privilegio per lui, lo vive con grande passione, credo che è molto attaccato all’idea di render forte la Roma, non perché lo stadio sia una speculazione, ha esperienze dirette e sa perfettamente che lo stadio darebbe una percentuale più alta per esser competitivi nella dimensione internazionale. Migliorerà, vuole andare avanti, ha idee, speriamo che abbia la fortuna di perseguirle e metterle in pratica.

Fine

 

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77 Commenti

    • Ringrazio personalmente il sig. Walter Sabatini per l’apporto che ha dato alla Roma dal 2011 ad oggi.E’ un uomo che da solo è stato capace di far crescere economicamente la Roma ma non ha potuto essere secondo me libero di fare ciò che poteva .
      Se avesse avuto più fiducia e più soldi a disposizione avrebbe cambiato le sorti della squadra.Lascia oggi la società più ricca di come l’ha trovata, con grandi giocatori sia in prima squadra che in primavera dove si sono visti i risultati più belli del suo immenso lavoro.
      Ora Pallotta non avrà più un capro espiatorio da sacrificare e speriamo bene per per il futuro della Roma e per noi tifosi che non ci siano delle conseguenze in negative per queste dimissioni.
      Grazie di tutto e buona fortuna GENIO!!!

  1. “Con l’alta pressione pensieri e parole venivano più efficacemente, ricordo male la mia prima conferenza stampa, a quello faccio riferimento.”

    Certo, non si riferisce all’ambiente (lui dice), no no.

    “E’ un grande rammarico, c’è frustrazione per questo. Ma non è rabbia, è una tristezza cupa, probabilmente irreversibile…”

    Davvero un bel “augurio” ha fatto alla Roma che dice di amare.
    Quel “a meno ché”, poteva anche evitarlo.

    Lo dicevo ieri…avrebbe glissato su tante cose, ma le frecce le sta lanciando.

    Attendiamo il (Continua…)

    • a chi stai dando fastidio cara kk?

      solo tu becchi spolliciate senza una minima ragione se non il fatto che sia tu.

      Le frecce che ha lanciato fino ad ora sono su chi se le merita nel popo’, cioè l’ambiente marcio che circonda la roma.

      Se la indeboliscono non vince, e se non vince ci guadagna solo chi sappiamo.

      “non ti curar di loro, ma guarda e passa.”

    • Ciao Adelmo 😀

      Ah non saprei, per me possonno spolliciare all’infinito (il portale lo permette).

      Mi sono indifferenti. Spolliciare e non spiegare il perché ha valore pari a 0.

      Comunque…mi sto leggendo l’intervista con calma.
      C’è chi ha consigliato di vedere il video e di NON leggere.

      IO leggo, le parole rimangono e di attori (in giro) ne è pieno.

      Attendiamo la 2a parte di (Continua…) 😀

    • “Totti costituisce un tappo, è una luce abbagliante, oscura tutto un gruppo di lavoro. La curiosità morbosa che c’è per ogni suo fare, dire, ogni sua espressione dentro e fuori dal campo, comprime la crescita di un gruppo di calciatori, è tutto comprensibile.”

      E’ sotto gli occhi di tutti. Sante parole.

      “Rendete la Roma forte, fidatevi dei dirigenti, non fateli diventare carne al macero da calpestare. Con una Roma debole c’è tutto da rimettere, tutti tranne chi usa la diffamazione costante.”

      Questo messaggio dovrebbero leggerlo tutti quelli che vengono qui a zozzare contro la Roma a 360°.

      ” Abbiamo fatto 85 punti in campionato, regalando le ultime 3 partite, con la Juve che ha prodotto risultati irripetibili. Potevamo fare 90 punti senza regalarle, a 90 punti si…

    • (continua)

      Potevamo fare 90 punti senza regalarle, a 90 punti si vincono 3 campionati su 5.”

      Mentre questo dovrebbero leggerlo i giocatori.

      “Nainggolan non è all’ordine del giorno, lui ha chiesto un adeguamento, la società sta valutando se farlo, non credo si farà. ”

      ……………….

      “Io vivo d’istinto, non vedo il pallone come un oggetto che fa un tot di rimbalzi, ma ci vedo il mio universo intero”

      Ecco..appunto, il suo.

  2. Leggete articolo di pugliese sulla gazzetta con dati ufficiali. Saba è un grande. Ha dovuto lavorare senza sostegno e una lira(le procuravalui). Certo ha fatto degli errori ma chi non sbaglia mai. A me mancherà anche se spero arrivi uno ancora più bravo per il saltino che manva per vincere

    • Chi criticava Sabatini di rubare soldi su commissioni, prendeva tangenti, che fosse laziale…. dovrebbe almeno fare il Mea culpa. Ci fossero tifosi e giornalisti così romanisti. Forza Saba e grazie per averci fatto diventare grandi, secondi solo ad una corazzata come la Juve che ha molto potere ed ha iniziato il ciclo molti anni prima di noi.

  3. “latrati a pagamento”…..mi piace molto questa espressione….e si addice a tanti…diversi dei quali presenti anche in questo forum…

    • senza volerlo ho usato la parola latrati qualche giorno fa, riferendomi ai soliti personaggi.

      Evidentemente sono proprio latrati e se ne accorgono un po’ tutti 😉

  4. ” Ci sono dirigenti importanti nella Roma, vituperati e diffamati, un giorno mi spiegherete perché qualcuno di voi vuole indebolire la Roma con la demolizione costante dei dirigenti della Roma. Accetto le critiche, le condivido, errori ne ho fatti e sono stati giustamente rimarcati, però io vedo che c’è la tendenza a far diventare Baldini un massone dannoso, Baldissoni un arrogante avvocato, giocatore di calcetto, anche lui massone. ”

    Daccordo con Sabatini.

    C’è solo l’AS ROMA.

  5. TOTTI E LA STORIA E LA ROMA E UN FUORI CLASSE GLI ALTRI DOVREBBERO IMPARARE DA LUI NO PENSARE DI AVERE I RIFLETTORI ADOSSO SENZA AVER FATOO UN Ca@@O

    • totti co quei piedi e visione di gioco c’è nato gli altri come fanno se non c’è so nati.
      C’è solo l’AS ROMA.

    • La storia va sempre rispettata, la gratitudine deve essere eterna per chi ha dato tanto, d’accordo, ma i trofei non si vincono con questi nobili sentimenti, ma con i campioni (non con IL campione), e che Totti meriti tutta la nostra riconoscenza non c’e’ dubbio, ma che ormai da qualche anno faccia da tappo, come dice Sabatini, e’ altrettanto vero e incontestabile. Se si pensava meno a Totti e un po’ di piu’ alla Roma forse qualcosa avremmo vinto.

  6. Dialettica impressionante…….se ne va’ un grande uomo……Spero che Massara in questi 5 anni abbia imparato tanto……soprattutto dagli errori….ciao Saba!!!!

    • Giusta considerazione, considerando i campionati vinti una coppa italia al contrario ,sei il tifoso perfetto bravo.

  7. adesso che se ne e’ andato tutti lo stanno gia’ a rimpiangere sti 4 morti de fame di presunti commentatori radiofonici fino a ieri gli hanno dato del laziale e di quello che a preso le’stecche’ su tutti i giocatori che ha preso ha fatto mercato per anni senza averci un euro in tasca per svariati motivi.vergognatevi. Vergognatevi a Sorci fate vergogna la vergogna

  8. Ma quando termina un rapporto di lavoro, nelle altre società, si consente loro di fare una conferenza stampa nei luoghi ufficiali della società stessa? Alla Roma non esistendo un presidente presente, qualsiasi dirigente, ex dirigente, calciatore, ex calciatore può comandare come è quando vuole!

    • Non lo so, e nemmeno mi interessa, cosa succede in questi casi nelle altre società… Mi interesserebbe invece sapere quale problema hai intravisto nel nostro caso…

    • Mi domandavo perchè consentire la sua conferenza stampa a Trigoria, non che fosse strano che facesse una conferenza stampa, sia chiaro, ma perchè nel suo ex luogo di lavoro? E’ una domanda seria, nelle altre società non credo che questo accada, indipendentemente dal fatto che ci si lasci bene o male. Questo lasciar fare un pò come si vuole è uno dei sintomi di inadeguatezza che si respira dentro la società, dovuto anche al fatto dell’assenza di un presidente a Roma, qualsiasi dirigente che sta qualche anno, prende un potere che va al di la del suo effettivo ruolo. Sabatini, ammettiamolo, è stato più di un DS, perchè la mancanza di regole ha permesso a lui (e anche ad altri) questa cosa. Questa è una mia riflessione, aiutatemi a capire, non siate sempre contro chiunque esprima un parere.

    • Senti, questa cosa non mi sembra negativa. Al contrario mi fa pensare che ci sia, da parte della società, grande rispetto per quest’uomo. Poi magari mi sbaglio ed è, come dici tu, solo un sintomo di mancanza di regole. Forse si tratta solo di vedere il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto. Ciao

    • Sentivo la tua mancanza, Cialtrone avete costituito la Società con I Fleestones?

    • Vi da fastidio anche dove fa le conferenze stampa, cambia qualcosa nella sede della Roma o nella stazione ferroviaria? L’importante è quello che dice e soprattutto quello che vi dice… Ma voi che ne sapete di passione per una squadra, siete critici e basta.

  9. Grande Sabatini
    Sta dando spettacolo, il pezzo sulla commissioni da rivedere
    Tutta per i vari melli corsi ecc
    Forza Roma, bando alle merde

  10. Sabatini se ne va e a questo punto è un bene per lui e per la roma.
    Perché il suo tempo è’ andato. Condivido ogni sua virgola nella intervista.
    Il fatto è’ che lui va via.
    Ma sti cani rognosi continueranno a latrare e a fare i loro sporchi interessi a discapito della mia roma. Maledetti.

  11. E aggiungo
    il vero immenso inaccettabile problema è che questi cani velenosi della comunicazione brandiscono i polpacci della roma come teme affamate…., e molti tifosi che cosa fanno????
    Gli vanno dietro!!!! e gli fanno la fronda….
    invece di difendere la propria squadra.
    Vigliacchi e traditori.

  12. Non voglio nemmeno leggere quello che ha da dire. Ha fallito senza se e senza ma. Via dalla roma e se riesci portati via qyalche bidone che hai comprato unitamente a qualche tifoso di natura pallottiana.

  13. La Roma perde un grande uomo e professionista. Ha detto tutte verità sia su Totti, che ha sostenuto non attaccato… e soprattutto sulla maggior parte dei signori delle radio romane, cialtroni come li ha definiti il direttore!!! Cominciando da tutto il gruppo di Radio Radio Pruzzo compreso, Marione, leggeri e via dicendo… questi non sono ne giornalisti e nemmeno opinionisti, sono solo terroristi a pagamento!!!

  14. grande personaggio, mi mancherà.
    se la roma finalmente vincesse qualcosa sarei felice un pizzico di più, per la sua soddisfazione di aver fatto un buon lavoro.

    perchè l’ha fatto.

  15. VA VIA un uomo vero e un ds che ha dato 24 ore al giorno di lavoro e di reale
    passione all as roma, patrimonializzandola e rendendola più forte e rispettatata calcisticamente parlando.
    i dati sono reali. .ha prodotto moltissimo, col cuore prendendo suo malgrado anche
    ruoli scoperti nella società a.s roma, società purtroppo lasciata sola da un presidente
    lontano, inesperto sul calcio ma che si impegna per far crescere questa Roma..
    che dire….

    grazie Walter, le infamie ricevute a Roma sono nulla…parole vuote..hai dato tutto,
    ed hai dimostrato con questa intervista e le tue parole che quelle infamità
    erano solo il prodotto di un pubblico e dei giornalisti beceri che
    vogliono il male della roma.

    GRAZIE…

    sempre forza roma a prescindere..

  16. Insomma se ne va,ma partecipa dietro le quinte?
    Che significa?
    Il tappo di Totti,pure che vuol dire?
    E allora quelle squadre,che ne hanno cinque sei di Totti,che fanno sono tutte attappate?
    No a me pare che vincono,quindi magari averceli tanti di questi tappi.

    • Leggi l’intervista non ti fermare ai titoli le risposte ci sono e spiega anche cos’è il tappo totti.
      C’è solo l’AS ROMA.

  17. Conferenza fiume, che ho apprezzato molto.
    A tutti quelli che dicevano Sabatini vattene e che da domani continueranno a dire società ridicola pure per averlo perso ha già risposto Walter:
    “Rendete la Roma forte, fidatevi dei dirigenti, non fateli diventare carne al macero da calpestare. Con una Roma debole c’è tutto da rimettere, tutti tranne chi usa la diffamazione costante.”
    Sante parole.
    Grazie Saba e in bocca al lupo.

  18. p.s—Alessandro..con te non c’è mai fine al peggio..

    ma dove credi di vivere in un stato dittatoriale dove un dirigente pubblico personaggio

    interrompe un rapporto di lavoro e non può fare una conferenza stampa?

    la doveva a tutti…tifosi, presidente calciatori.

    io spero che scherzi altrimenti ti do un consiglio..

    prendi un libro in mano, .fatti un idea delle cose…della vita. …inizio a credere

    che tu non sia completamente “normale.”…

    scusa ma dire cio che si pensa per me è importante..

    sempre forza roma..

  19. Maledetto mi hai rovinato la mia quarta profezia : te ne dovevi andare a Febbraio quando va tutto a rotoli e siamo fuori dale Coppe e a -15 dalla Juve, non oggi !

    Mi hai mandato a rotoli tutte le profezie !!! Le mie profezie si sarebbero avverate !!!!

    Mo’ devo di nuovo squartare i polli per leggere le frattaglie e rifare tutte le profezie da zero !!! Sta roba costa, cosa credi che e’ gratis come le pippe che ci rifili te ???

    Non sei buno a un caxxo manco a dimetterti il giorno giusto !!!!!

  20. Leggo la conferenza stampa…
    Poi leggo i commenti…
    L’italiano medio è fermo all’italiano delle medie (e a volte neanche a quello)…
    Comprensibile che non sia in grado di farsi un’idea propria ma abbia bisogno di supporti pronti e di facile comprensione (e visto il livello di chi li fornisce, capisco anche il perché lo si segua all’infinito e oltre)…
    Fu Bertolt Brecht a dire “ci sedemmo dalla parte del torto, visto che tutti gli altri posti erano occupati”.
    Beh mai come oggi mi seggo con chi è rimasto solo, con chi ha seguito un sogno, e non con la massa, con chi urla, con chi predica odio e vomita insulti…
    Il rispetto per l’uomo e per la sua dignità, sono parole di Kant…
    Magari, secondo qualcuno, scoprirò che tifava Sabatini pure lui…

  21. Grande Nome…sei forte..

    un poeta…non sei solo..
    ancora qualcuno qui ragiona..

    non te la prendere..
    Massara è dentro e credo che sabatini continuerà a lavorare sotto

    traccia.. magari come consulente esterno, senza questi cani ringhiosi della carta stampata dietro..

    forse sono sognatore..ma dove lo ritroviamo un altro ds così.?.

    vorrei rimarcare il passaggio dove Saba elogia Baldini. .affermando che

    lo ha chiamato prima di accettare il ruolo di consulente propostogli da Pallotta..

    la lealtà è importante.. ed è bella. .ricordo che fu proprio Baldini, quando gli venne chiesto

    chi era l’uomo giusto per il nuovo progetto Roma, ad indicare Sabatini..

    ed insieme.. fecero comunque un gran lavoro…

    In ogni caso Massara è un buon elemento.

    forza roma

  22. Sicuramente solo chi lavora sbaglia e Sabatini è un lavoratore, sicuramente lavorava con i centesimi, sicuramente era uno rispettato e sapeva come muoversi, sicuramente il calcio si è evoluto ma SICURAMENTE poteva fare meglio e SICURAMENTE non ha fatto vincere NULLA il suo operato ( responsabilità da condividere con i suoi superiori), ma dire che vendere uno forte sperando che quello che prendi sia meglio ( tenendo in considerazione il fattore ambientamento) e quindi cambiare spesso squadra non tenendo lo zoccolo forte e ‘ da ipocriti esauriti!!!! Dire che Totti oscura gli altri e pertanto la Roma non riesce ad esprimersi bene e’ delirio puro!!! Addio e stammi bene Romanticone ….. Chiediti perché le grandi non ti hanno mai cagato….

  23. Al sodo!! Bilancio giocatori recente a memoria pianic strotman benattia rudiger bradly skesny manolas markignos lamela keita salha, mi fermo ,ottimi. Iturbe dombia gago kiaer ukan spolli dodo ibarbo vanquer mi fermo .bilancio pari considerando no trofei ma buoni piazzamenti brutte sconfitte 2 secondi posti un 3 . che dire è come quel dottore che non ti guarisce e ne ti fa morire……

    • Infatti uno che ogni anno smantella un reparto con le plusvalenze da fare di sicuro difficile da trovare. In questi anni ne hai alzati di trofei , poi in Europa mai umiliati e rispettati vero un grande conoscitore di calcio.

  24. Grazie per averci riportato nella elitè del calcio giocato.
    Non mi stancherò di dire che sei stato un valido professionista, portando alla ROMA giocatori fieri di aver indossato la ns cara MAGLIA.
    FORZA ROMA

    • Elite del calcio ? in Europa solo figure di m……. in italia zero titoli . bravo tifoso delle plusvalenze

  25. Il delirio di onnipotenza di questo uomo si vede anche dall’ultima sua conferenza…..la presunzione di essere un grande ė palpabile ad ogni suo commento,le nottate con le sigarette invece di passarle a capire talenti,dormi che forse la mattina sei più lucido e te rendi conto meglio della pippe che compri…..Sparisci!!!Umbro fatti i commenti tuoi senza rompere i cog@@oni!!!Chiaro??

  26. A me che vada via non importa granchè, le chiacchiere stanno azero, come i titoli che si sono vinti sotto la sua gestione per cui può raccontare quello che vuole, i fatti dicono altro e quelli non mentono MAI. Grazie ma a mai più.

  27. Io de questi che ogni starnuto sparano fuori “società ridicola ” non ne posso più.
    E’come se uno ogni giorno ne parlasse male di mia madre
    Ma perché non sparite, non ve vaporizzate…
    non sprofondare nel fango.
    Manche volere dalla roma… Ma chi siete!!!!

  28. Propongo alla redazione un sondaggio: facciamo il listone dei circa 100 acquisti di Sabatini e votiamoli singolarmente. Vediamo poi il voto medio.

  29. Il filosofo fumante del laziese ci lascia , era ora con te cinque anni di trofei plusvalenze , chiacchieri fai er professore ma ci lasci una squadra meno forte ed attrezzata e zero titoli in bacheca . Sparisci nelle campagne del tuo pastore di formello.

  30. a..gialkirosso..pulisciti la bocca prima di apostrofare glu umbri..sei proprio un decerebrato..giusto qui ti puoi nasvondere..coniglio..

  31. Il filosofo laziese se ne va era ora , ci lascia dopo cinque una squadra meno competitiva e una bacheca piena di trofei plusvalenze e zero di quelli calcistici. dove andrà ? credo alla formelesse
    Spero che almeno questo lo pubblichiate . grazie

  32. Il solito parlare per ascoltarsi da solo. Molto teatrale come sempre,molto protagonista,oggi il palcoscenico era tutto per lui e quanto gli piace sta cosa. Sicuramente un personaggio di cultura e spessore,ma andasse al Brancaccio a recitare. In una società di vertice la conferenza sarebbe stata do 10 minuti “ringrazio tutti,i tifosi e la società e i giocatori,ma era ora di cambiare”. A Roma,dove tutti si sentono protagonisti ed eroi,in’ora di sproloqui.

  33. booo… è lui stesso a dire che non è riuscito a fare quello che aveva in mente, non diciamo che non è un lavoratore o che sia un’incompetente, ma come lui stesso ammette non è riuscito a fare una squadra competitiva per il campionato… compresa quella di quest’anno ” a meno che non ci sia uno scatto quest’anno”… inoltre ci dice chiaramente che lui seguiva i dettami della società scaricandosi alcune incomprensibili, per alcuni tifosi, scelte di mercato… felice della sua partenza purchè adesso Pallotta scelga un DS per vincere e competere non per continuare fare plusvalenze, altrimenti poteva rimanere lui che era il migliore… Totti, giornalai e dirigenti, i soliti argomenti popolari per distogliere l’attenzione dal punto chiave, lui ha fallito il suo obbiettivo…

  34. “…pensare alla vittoria non come una possibilità, ma come una necessità…” chissà quanti si riconoscono in questa frase del Fumante, tra i giocatori, tra i quadri dirigenziali, ma anche tra noi tifosi…

  35. Il ns ormai ex d.s. ci lascia in eredita’ la consapevolezza che una tifoseria unita puo’ aiutare maggiormente la ns. squadra perche’ quelli che lui definisce latrati a pagamento di alcuni ben noti personaggi si prefiggono la divisione della tifoseria giallorossa ed in qualche caso sono anche riusciti nel loro intento . I giudizi personal sull’operato di dirigenti tecnici e atleti dovrebbero essere mantenuti nell’alveo della critica anche dura ma rispettosa del lavoro senza sconfinare come purtroppo dobbiamo leggere ogni giorno nel dileggio e nell’insulto . Questa credo al di la’ del suo lavoro e dei suoi alti e bassi che la Storia di as roma giudichera’ sia la vera l’eredita’ di Walter Sabatini , L’unione dei tifosi giallorossi come bene primario e intangibile ….

  36. Ma che me rappresenta Massara nuovo DS? Che senso ha tenere il delfino di Sabbatini, perche è il suo delfino….
    Continuerà questo SCELLERATO modo di fare mercato? Peró sempre lasciando via libera al maestro, oppure “genio” come qualcuno qui ha scritto…
    Continua la mediocrità di questa società di pupazzi…

  37. Rivoluzione culturale…fino alla fine ci ha preso per i fondelli, dando sempre la colpa a Roma, i romanisti, la luce ingombrante di totti ecc ecc …

  38. ATTENZIONE: La moderazione dei commenti è ora più rigorosa.
    Per qualsiasi dubbio potete consutare il nuovo regolamento.

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