ULTIME NOTIZIE AS ROMA – Dopo il doloroso stop contro la Juventus, la squadra giallorossa punta a chiudere il suo 2016 con una vittoria sul Chievo. Luciano Spalletti dovrà lavorare soprattutto sull’aspetto psicologico dei suoi ragazzi, chiamati a ripartire subito nella rincorsa alla vetta della classifica. L’allenatore romanista si presenta questo pomeriggio in conferenza stampa per parlare della gara di domani sera, ma anche per affrontare altri argomenti spinosi, a partire dal suo futuro sulla panchina della Roma. Queste le dichiarazioni del mister, che come di consueto comincia facendo il punto dell’infermeria: “Nura e Lobont proseguono la riabilitazione. Florenzi lunedì ha cominciato la corsa lineare, siamo a 7 settimane dall’intervento, quindi nei tempi previsti. Le prossime settimane aumenterà i carichi di lavoro, si valuteranno di volta in volta le risposte, dipende come risponde il ginocchio. Paredes è 2-3 giorni che corre in campo, ma ogni volta la caviglia gli dà fastidio. Oggi si riprova a farlo scendere in campo, ma è molto difficile che sia a disposizione. Manolas ha l’infortunio alla coscia. Totti, Nainggolan e De Rossi sono da valutare nell’allenamento di oggi”.
Come ha reagito il gruppo dopo la Juve?
“Il gruppo ha reagito benissimo, nel senso che sono sconfitte che fanno male, ma poi va fatta un’analisi obiettiva dentro lo spogliatoio. Quello che dà il via alla giornata dice: tre minuti all’inizio, spogliatoio, palestra e campo, oppure tre minuti e campo. Di solito si fa questo confronto dopo le partite. In questo caso abbiamo fatto solo spogliatoio, è venuto fuori un discorso molto bello, con presa di coscienza della situazione attuale. Non bisogna buttare via tutto per questa sconfitta, è una sconfitta che ci dà fastidio. Siamo tre punti più distanti dalla Juve, ma ci sono altre considerazioni da fare, che vanno tutte a favore di questi ragazzi. Devono rimanere convinti e con l’autostima intatta in quello che hanno fatto e che possono fare. E’ giusto così, stanno lavorando in maniera corretta. Se uno vede l’allenamento di ieri e descrive quello che è successo si rende conto dell’entusiasmo del gruppo e la voglia di andare a trasferire l’amarezza della sconfitta in una vittoria contro il Chievo”.
Cosa si aspetta domani sera dalla Roma?
“Mi fa piacere evidenziare il buon lavoro di Maran, è una persona di sostanza, è un allenatore da campo di quelli veri. Usa molti giocatori intorno alla palla, squadra corta, fuorigioco alto. Pellissier, Floro Flores, Meggiorini, Birsa sono attaccanti forti. La squadra deve essere attenta alle verticalizzazioni improvvise. Loro ti saltano addosso se non hai qualità nel possesso. In quei cinque minuti in cui non bisogna buttare all’aria tutto c’è anche il tema di vincere la partita con il Chievo”.
Il contratto?
“Io ho detto delle cose venti giorni fa, il vostro collega ha riportato fedelmente tutto, ma sono le stesse cose che ho detto trecento volte. Voi gli avete dato un peso diverso. Nel calcio si usa così, la ricerca deve essere vincere. Si fanno gli inventari e si guarda se la squadra segue, è attenta, se è nelle condizioni di dare il giusto risultato per quello che è la forza di come è composta oppure no. Ora si arriva a dicembre e si fa l’analisi di questi sei mesi e dell’annata. Si va a vedere che in confronto alle migliori squadre europee, se si valutano le 36 partite con me, si hanno 81 punti. Siamo nella media, se non sopra. E’ segno che la squadra sta lavorando bene. Poi a fine anno si rifà un’altra volta l’analisi. Bisogna vincere assolutamente la partita col Chievo. E’ una partita fondamentale per noi. Sono orgoglioso del comportamento dei ragazzi, lavorano in maniera corretta. Poi quando si arriva a fine anno bisogna per forza riprendere in mano e fare l’inventario della situazione. Si guarda cosa si è portato a casa e i presupposti di crescita. Se dicessi di fare 5 anni di contratto senza aver vinto nulla mi sembrerebbe scorretto, io sono abituato a dover ottenere un risultato. Anche voi guardate il risultato di quello che avete scritto a fine anno no?”
Mario Rui è pronto per l’esordio? Gerson sarà riproposto dal primo minuto?
“Mario Rui ancora non è pronto per giocare, sta lavorando bene, sta tornando ad essere il calciatore che conosciamo. Gerson è quel calciatore che è stato un po’ preso di mira in questi due giorni, ma ha 1/15 di responsabilità per la sconfitta di Torino. Spiegatemi cosa centra con quella sconfitta. Può giocare nel suo ruolo, io lo vedo centrocampista offensivo, trequartista, su una fascia come ha giocato a Torino, tra l’altro senza permettere mai un cross al suo dirimpettaio, non ha dato niente, ma non ha concesso niente. Mi sarei aspettato tutta questa guerra se Alex Sandro si fosse inserito e avesse fatto gol o messo una palla sulla testa. Io se non avesse preso l’ammonizione e se non fosse cambiato il risultato probabilmente l’avrei tenuto. L’ho levato perché era ammonito e perché eravamo sotto. Date la colpa a me, è un bravo ragazzo. Ci avevate tentato già con Emerson, ma vi ha smentito. Prendetevela con me, lasciatelo stare”.
Le parole di Szczesny nel post-partita cosa significano?
“In alcuni momenti abbiamo fatto vedere un volto diverso a quello che è il valore o la qualità della squadra. Siamo stati ragazzini nella partita di Cagliari. Sono punti da non perdere in quel contesto lì. Siamo stati ragazzini sul finale della partita di Bergamo, visto come si era messa la partita e visto quello che avevamo dimostrato nel primo tempo. E’ un po quello venuto fuori nell’analisi di domenica: non dovevamo perdere punti a Cagliari, a Bergamo, non dobbiamo perdere punti domani sera, poi di perdere contro la Juventus ci può stare secondo come perdi. Abbiamo perso in una maniera degna. La squadra ha avuto una reazione in base al risultato, ha cercato di mordere alta e soffocare. Ci siamo sbilanciati e abbiamo rischiato, ma è una forzatura che dobbiamo fare. La squadra si è comportata bene. Il termine ragazzini penso sia riferito a questi cali che ci sono stati. Lui l’ha detto in maniera diversa, sintetizzando, ma mi sembra che ci possa stare. Bisogna fare risultati soprattutto con le squadre che sono inferiore al nostro potenziale”.
Perotti ed El Shaarawy hanno espresso delle perplessità nel giocare a destra? Chi è il migliore a destra?
“Loro si esprimono meglio dall’altra parte. Si trovano meglio da quella parte lì. Portano la palla dentro e imbucano per il taglio della punta, il gioco di Zeman l’ha insegnato. A destra non ci hanno mai giocato, ma la mia scelta non è dipesa da questo, ma dal ruolo che ho. E’ dipesa dal fatto che avevo dei calciatori mezzi e mezzi, Peres non aveva più di un quarto d’oro, ed era anche rischioso, Salah non sarebbe durato. Bisognava avere fisicità nel tenere palla, ha il fisico per reggere palla addosso. Se in futuro impara a perdere qualche palla di meno è uno di quei due calciatori davanti alla difesa. Si è fatto già con Pizarro, ha più qualità nel far girare palla. Ha più responsabilità per quella che è la delicatezza del ruolo, meno leggero una perdita di palla davanti alla difesa rispetto a perdere palla sulla trequarti”.
Di cosa ha bisogno la Roma sul mercato? Serve qualcosa a centrocampo?
“Noi nel tentare di fare l’inventario, come si diceva prima, si sentiranno anche i giocatori. Quando devi tenere quelli che hanno giocato poco e sono scontenti potrebbe creare più problemi che altro. Visto ciò che abbiamo a disposizione forse un centrocampista se capita giusto lo potremmo fare. Per il resto ci sentiamo abbastanza tranquilli. Non faremo scelte strane”.
Quando parli di vincere a fine stagione immagino che non bisognerà aspettare giugno no?
“A fine anno si guardano gli elementi che ci sono per continuare. Viene febbraio, poi marzo, si guardano i presupposti e gli elementi per guardare avanti. Quando sono andato via la prima volta avevo il contratto per altri due anni, poi sono andato via dopo essere arrivato sesto. Da parte di tutti c’era la presa di coscienza nel poter fare di più. Avete massacrato tutti, in Spagna vince Luis Enrique, in Inghilterra vince Ranieri, voi rimanete qui. Si arriva vicino a quella data lì e si fanno le analisi corrette. Ci sono i presupposti per andare avanti? Se io non vinco è giusto far posto ad un altro. Qual è il problema? Voi per scrivere avere degli obiettivi in fondo all’anno? Io penso che in ogni lavoro ci siano degli obiettivi. Voi però siete sempre gli stessi…”.
Ci sono similitudini tra lei e Sarri. Ma c’è una differenza che non mi spiego: Sarri gioca sempre allo stesso modo, mentre lei studia di più l’avversario e modifica la squadra.
“Prima ero un po’ più rigido come lui nelle scelte. Lo puoi fare quando la squadra viene costruita piano piano. Le caratteristiche dei giocatori diventano abbastanza importanti, alcuni fanno bene delle cose altri delle altre. Lui è bravo, ogni volta che mi parlano di Sarri mi viene in mente il gioco del Napoli. In questo momento qui è il più bravo di tutti. Si gioca così e si fanno queste cose. Quando il segnale che vuoi mandare è così limpido c’è la possibilità di riconoscere quello che tu fai. Anche se la ripetitività e il farlo tanto bene annulla scelte differenti. Nel calcio non c’è la perfezione completa, lui tenta di sfruttare tutto, mette tutto in considerazione quando lavora con la sua squadra. Ora mi sono un po’ ammorbidito e sono andato a cambiare qualche situazione tattica. Dipende anche dagli infortuni. Abbiamo cominciato con la difesa a quattro e poi ci abbiamo messo il quinto dentro. Ora non ho i doppioni classici in ogni ruolo, quindi mettendo dentro altri giocatori ho cambiato qualcosa. Tutte e due si possono fare, tutte e due hanno le difficoltà, ma quello diventa un qualcosa di più definito. Metterà in difficoltà il Real Madrid, lo apprezzo e lo stimo nonostante quello che ha detto. Se non vinco niente a fine anno firmo per altri cinque anni. (sorride, ndr)”.
La Roma dopo lo scudetto è arrivata seconda per otto volte. Che scintilla manca?
“Siamo stati bravi ad arrivar sempre secondi, le insidie sono tante. Quando siamo lì proviamo a far qualcosa in più, che è quello a cui mi riferisco. Proviamo a tenere l’asta più in alto possibile. Bisogna migliorarsi sempre, di fare analisi, di accettare la considerazione dura del risultato e del lavoro fatto. Manca la professionalità profonda da tutte le parti. I giocatori dovrebbero sapere il rispetto per quelli che lavorano con te e per te. La tua vita deve essere condizionata dal lavoro che fai. Quando si arriva in fondo e si arriva secondi si dice bravi a quelli davanti. Ci potevano essere risultati diversi per quanto mi riguarda. Il lavoro della Roma è un lavoro molto dignitoso e questo si potrà sottolineare dopo il Chievo”.
Un eventuale secondo posto che tipo di stimolo rappresenta? Valuta i risultati o il lavoro fatto?
“Si valuta tutto, i risultati, la posizione in classifica, quella che è la crescita o il peggioramento dei calciatori a disposizione. Si valuta come si relaziona la squadra con l’allenatore. Se c’è un punto da rincorrere, un punto d’arrivo che tutti vogliono. Si fa vedere e si apre il più possibile, poi tutti ci si rende conto di quello che è il lavoro. Per cui si valutano tutte le strade scelte”.
El Shaarawy non è ancora al 100%? Si aspetta qualcosa di più? Domani gioca Vermaelen?
“El Shaarawy ha avuto un problema all’adduttore, l’ha tenuto un po’ nascosto per far vedere che c’era. E’ un ragazzo eccezionale, ha qualità assoluta. Ci sono delle piazzole che gli piacciono di più, altre meno. Gli piace avere la palla sui piedi, gli piace questo caracollare e poi ti passa di sopra. Se gliela incominci a buttare addosso vedrai che ti ritorna. Deve migliorare da un punto di vista di lotta, se tira in porta fa vedere la sua qualità, soprattutto col destro. Col sinistro un po’ meno, usa spesso l’esterno. A destra dovrebbe andare di più per il cross, che è una cosa che mi stimola, visto che abbiamo una prima punta forte fisicamente e brava a prendere posizione. E’ una cosa migliore crossare col destra da destra. Quando vai sul fondo è sempre un cross ad uscire ed è sempre avvantaggiato il difensore, la palla va incocciata in quel caso, al contrario è avvantaggiato l’attaccante, spesso neanche la tocca e finisce in porta. Però Vermaelen può darsi che giochi domani”.
Il mister Spalletti chiude la conferenza facendo gli auguri di Natale: “Ho portato il mio vino per il brindisi, prendete una bottiglia sola perché costa caro, chi la vuole la compri (ride, ndr). Domani c’è il Toys day, portare giocattoli per i bambini disagiati. Il mio vino si chiama Bordocampo, l’ho dedicato a Cherubini”.


Forza ragazzi!!!!
Le conferenze di Spalletti sono romanzi 🙂
La seconda parte della risposta alla domanda su elsha e perotti non ho capito a chi si riferisce. Forse a Gerson?
“Avete massacrato tutti, in Spagna vince Luis Enrique, in Inghilterra vince Ranieri, voi rimanete qui. ” sarebbe da scrivere sulle maglie…
Caro Luciano, ti stimo come allenatore. Molto meno, come uomo. Di qui a maggio, aspetterai una grande chiamata. Non dovesse arrivare, ti terrestri la Roma. Le vittorie non c’entrano nulla. Dillo chiaramente, senza ipocrisia..
Come uomo?
e che ci devi fare un figlio?
Maremma buaiola, ma vien via, Oso!! Mi’ son bell’è rotto oglioni!! Apisci che a mme nun m’ha chiamato ancora un bel nessuno. Ovvia!!!!
A Lucià, io te l’avevo detto de nun ritornà. Laggiù so’ tutti scocciati, oramai. Come sbaij ‘na vorta te sbomballano li zibbiddei!!!!
Caro Antistene,
la penso esattamente come te.
Purtroppo i dubbi sul lato caratteriale che nutrivamo sono assolutamente confermati.
Peccato, perché dal punto di vista del campo è un grandissimo allenatore.
la Stampa Romana e’fonte di ispirazione:
“il Critico e’quel tale che conosce alla perfezione le strade
ma che non sa guidare”
(Cit.)
Grande allenatore ma non grande comunicatore. Un progetto non dura un anno o non si chiamerebbe progetto, hai detto che questa Roma è più forte dello scorso anno quindi vinci senza tante chiacchiere…facile abbandonare il canotto se si presenta uno yacht! Wenger ha insegnato poco a tutti a quanto pare.
Comunque poco da fare, lo stesso Spalletti della prima esperienza, arriva raggiante ed in pace con tutti e dopo un po’ solo polemiche e battute infelici al veleno contrò chiunque.
Personalmente la mia richiesta ad oggi è una,battete il Chievo, poi si vedrà.
P.s interessante il passaggio su Ranieri e Luigino…da ripetere ogni giorno a quelli che dicono che va bene così al massimo arrivando secondi ma sempre primi a chiacchiere.Ranieri era presente ai tempi di Rosella e non degli americani e quindi non è una caccia a parlotta o chi che sia; la mentalità perdente esiste da sempre a Roma, tanto ci sono sempre quelli che giustificano i fallimenti con i loro piagnistei e gli slogan alla ricerca dei nemici immaginari.
Scusa Ninja, guarda che il concetto espresso è proprio il contrario: “qui rompete le scatole e massacrate SEMPRE, alla prima difficoltà. Poi i tecnici, esausti, vanno da un’altra parte e vincono”.
è difficile far ragionare dei neuroni in corto perenne caro amedeo.
capisci bene che i gettoni da influencer che guadagnano sono i loro primi soldini da “grandi”.
Aspettiamo con fiducia le prossime vittorie per avere un po’ di pace, e soprattutto ai “licenziamenti” in massa dopo che lo stadio avrà la prima pietra posata.
Lì vedrai che i finanziatori di questa involuzione strisciante faranno come berlusconi con le olgettine dopo che sono finiti i processi.
Solo lì ci renderemo conto di quanto abbiano inquinato l’ambiente.
Il concetto è riferito all’ambiente in generale e visto che parla con i giornalisti in questo caso specifico a loro. Se avesse menzionato anche i tifosi allora poi se ne sarebbe dovuto andare al volo risolvendo in un batter d’occhio la grana del contratto.
parli tu che stai sempre a massacrare tutto e tutti?
guarda che ce l’ha con quelli come te eh?
cioè… ce l’ha con i media, ma quelli come te sono quelli che quei media li fanno campare
“Se a quest’uomo sottrai un po’ di presupponenza e un pizzico di quella falsità, tipicamente toscana, il prodotto che ne risulta è un tecnico dellamadonna”.
auto cit. giallorossi.net (25 aprile 2016)
Se volete vi mando anche le risposte indignate dell’epoca, quando Spalletti era un Dio per tutti. (Si parlava del caso Totti). Oggi confemo ciò che scrivevo, sostituendo la parola “falsità”, sicuramente inelegante, e non meritata, nei confronti di tutti i toscani, con la parola “boria”. Allo stesso tempo OGGI difendo Spalletti, divenuto PER MOLTI un falegname della tattica, perchè mi sono rotto le scatole di cambiare tecnico con la stessa frequenza con cui cambiamo i nostri governi. FORZA ROMA!!!
Dopo la pletora dei portatori malati di influenza, mi viene da commentare come sia possibile che una cosa ovvia per chi mastica un minimo di calcio, cioè perché ha fatto giocare gerson a destra e non elsha o perotti, e perché voleva tenersi i pochi minuti delle gambe di salah alla fine e non all’inizio della partita, sia una cosa che deve dire lui in conferenza stampa e che non capisce nessuno dei cosiddetti “addetti ai lavori” e dei nostri “piccoli allenatori crescono” i so tutto io del pallone che invece non sanno na cippa.
A torino prima di una partita non si prendono la magnesia dopo aver parlato con i giornalai, e dopo aver letto i commenti dei “tifosi” su internet.
Stanno belli tranquilli e arrivano con la testa sgombra.
Noi affrontiamo il chievo esasperati.
Io non mi capacito dell’intolleranza intrinseca di certi commenti.
Ma che volete da un uomo, la perfezione?
Prima perlomeno definitela.
Al momento sembra che essa sia “ciò che a me sembra avrebbe dovuto fare dire”.
Sottolineo “sembra” dato che non siete né nella sua testa e nemmeno possedete un briciolo di ciò che lui sa, perché è il suo lavoro ed è lì tutti i giorni 7-8 ore al giorno ad occuparsene.
Un allenatore si giudica dai risultati che ottiene sul campo. Così come un idraulico da come vi aggiusta il rubinetto, mica per come tromba la moglie.
(a meno che non siate la moglie).
Se va via abbiamo fatto 13 , eliminazione preliminare champion, 4 sconfitte, pareggi indecenti in campionato con squadre modestissime, giocatori fuori ruolo ed impresentabili…
In italia rimane un perdente che si atteggia a grande tecnico. Con la rosa che ha , i punti conquistati quest’anno sono gli stessi di altre squadre molto più inferiori alla nostra.
Per vincere 2 scudetti in 5 anni è dovuto migrare in un campionato scadente , di seconda fascia, in mezzo ai lupi siberiani. Le grandi squadre europee, nei campionati che contano, non se lo sono filato di pezza. Infatti hanno chiamato Ancellotti e Conte e non lui.
Perciò di che cosa stiamo parlando?
Del nulla!
quindi parliamo di te….
Vedi Sancho mio fedelissimo scudiero, io invidio la tua ignoranza, perché ti fa vivere felice e senza ansie. Mentre io, che son un Cavaliere errante, devo portare la mia lancia contro chiunque fa il prepotente verso i deboli. E verso chi continua senza sosta a frantumar le OO apposta ad ogni risultato negativo della squadra nostra
Avanti ROMA
Qualcosa non mi torna, ma Spalletti è alla Roma o al Real, al Bayer, ecc. Leggo che Spalletti doveva fare il miracolo beh a mio avviso mezzo lo ha già fatto basti vedere in classifica quante squadre hanno il 3 davanti come gol fatti e l’1 come gol subiti. Poi vediamo anche le rose a disposizione e quì allora si apre un mondo perchè per l’ennesima volta c’è da sottolineare che sotto questo aspetto la Roma è deficitaria sia per effetto del mercato sia per i troppi infortuni che stanno limitando le possibilità di schieramento in campo di una formazione che ti assicuri un livello di gioco alto e senza sbavature per 90 min. Spalleti dice che vuole un centrocampista la realtà è che serve anche qualcun’altro a partire dal vice Salah. Il mercato di Gennaio è basilare per il girone di ritorno.
Per qualsiasi dubbio potete consutare il nuovo regolamento.