ULTIME NOTIZIE AS ROMA – La panchina precaria. Tra fine inverno e inizio primavera, con il copione del finale di stagione ancora in produzione, come sempre si moltiplicano voci, rumors sul mercato degli allenatori, in Italia ed Europa. Un tetris, con incastri da ipotizzare e verificare nelle prossime settimane. Flirt che si consumano, si rimandano o svaniscono. In questo momento tra i top club ci sono due certezze: la prima, l’addio ufficiale di Luis Enrique alla panca del Barcellona, annunciato ieri. E sicuramente il sedile blaugrana sarà il più ambito, il più glamour, quello che può garantire vittorie e un posto tra le leggende. Ma forse anche il più complesso, tra star che tutto hanno vinto (più volte) in carriera e uno spartito che va riarrangiato. Il secondo assioma: nessun tecnico, almeno tra i top club, è sicuro di restare al suo posto.
Per liturgia in Catalogna finiscono o tecnici di casa (Guardiola, Luis Enrique), oppure olandesi (Van Gaal, Rijkaard) mentre male è andata con con il Sudamerica (Tata Martino). Quindi forse sarà Ronald Koeman (Everton), più che Jorge Sampaoli dal Siviglia ad accomodarsi al posto dell’ex allenatore della Roma. La casella libera al Barcellona però potrebbe sortire un effetto tornado anche nell’alta Serie A. Al Barça pare che sia in quota anche la candidatura di Massimiliano Allegri. Che studia da tempo l’inglese, forse anche lo spagnolo. Che non esclude di restare a Torino ma strizzando l’occhio all’Arsenal, dove addirittura si sono mossi fisicamente i tifosi dei Gunners – una marcia di protesta contra personam, prima del ritorno di Coppa con il Bayern Monaco, quasi fosse Trump – per sigillare l’era Wenger. Ma vuoi mettere allenare Messi, Suarez, Neymar, Iniesta? Allegri sarebbe però gradito anche a Florentino Perez, con Zidane saldo finché vince e convince con i blancos. E anche a Suning, che Repubblica nei giorni scorsi segnalava sulle tracce – tesoretto di yuan o di euro alla mano – per riportare in Italia Antonio Conte, dubbioso sui prossimi investimenti nel Chelsea di Abramovich e poco connesso con lo stile di vita londinese.
Dunque, Conte o Allegri per il nuovo corso interista. Oppure El Cholo Simeone, che merita una statua all’esterno del Vicente Calderon, oppure del nuovo impianto, il Wanda Metropolitano, ma è ai titoli di coda con i colchoneros. E poco importa che Pioli collezioni punti, magari centrando la terza piazza finale, per il preliminare di Champions League. Che al momento è occupata da Maurizio Sarri, anche lui in bilico per la prossima stagione. E non per le difficoltà del Napoli degli ultimi dieci giorni, tra errori difensivi, calo fisico, forza degli avversari e rigori non concessi e subiti, ma per la distanza personale e professionale – resa pubblica da De Laurentiis in privato nel post Palermo, invece davanti agli schermi nel post Madrid – con il presidente azzurro. Sempre Sarri giorni fa smentiva un incontro, ipotizzato da un quotidiano romano, con i dirigenti juventini per il dopo Allegri. E anche con un contratto fino al 2020 – con clausole a tante cifre per lo svincolo (che partirebbero dalla prossima stagione) imposte da De Laurentiis – potrebbe tornare in Toscana, a Firenze, al posto di Paulo Sousa, segnalato da mesi vicino alla Vecchia Signora e con azioni in picchiata in Viola, dopo l’eliminazione-figuraccia in Europa League e un campionato con le marce basse.
Poi c’è Spalletti. Che non ha ancora brindato con la Roma, che manda avanti il rinnovo di Totti. E che forse vuole capitalizzare il suo lavoro a Trigoria, pesare le intenzioni di Pallotta, o scoprire le carte di Agnelli e Marotta. Perché la Juventus, ovviamente, è la soluzione privilegiata, il posto di lavoro per eccellenza, per solidità e qualità del materiale a disposizione, per i tecnici italiani. A Roma invece potrebbe esserci spazio per Gasperini o Di Francesco (ma forse anche a Napoli), non per Montella, confermato a Milanello. Almeno per ora, in attesa del closing-Godot della nuova proprietà cinese e Berlusconi che per ora ammassa caparre e discute di ali e trequartisti con l’allenatore napoletano.
Insomma, situazione magmatica in Serie A. Ma anche in Premier League, che potrebbe risentire delle scelte in arrivo dai tecnici italiani, da Allegri a Conte. Solo Josè Mourinho nel corso di nuovo conio al Manchester United appare (con la benedizione di Sir Alex Ferguson), senza rivali né tentazioni di lasciare Old Trafford. Ed è poco ipotizzabile anche il saluto di Pep Guardiola al Manchester City. Anzi, il catalano sarebbe al lavoro per una campagna acquisti deluxe, partendo dal sogno di sfilare Manuel Neuer al Bayern Monaco. Qualche giorno fa sono arrivati segnali anche da Klopp (che piace da anni al Real Madrid), secondo cui il trend discendente al Liverpool potrebbe costargli il lavoro. Assieme a Emery, che sta risollevando la stagione al Psg in Ligue 1, è tranquillo solo Carlo Ancelotti che si augura di aprire un ciclo in Baviera e Thomas Tuchel – che vanta in ogni caso estimatori in Premier League – e la palestra per giovani di qualità al Borussia Dortmund. Ma anche in Germania c’è pronto un asso di briscola, il giovane e carismatico Julian Nagelsmann, il baby Mou, lingua lunga ma squadra – l’Hoffenheim, in zona Champions League – con forza, concetti chiari e impronta di gioco. E il destino puntato verso un grande club.


Quando, ad inizio stagione, il PSG stava andando male e per un attimo si parlò di Emery come possibile sostituto di Spalletti a fine stagione, con l’intercessione di Monchi, ero prossimo all’orgasmo. Purtroppo adesso zero possibilità dato che il PSG va a mille, come era normale che fosse con un grandissimo allenatore come lui.
Gasperini e Di Francesco non mi convincono, per motivi diversi. Sarri lo porterei in braccio, e pace se è poco presentabile mediaticamente, Montella sarebbe un downgrade CLAMOROSO, una scelta vergognosa.
Per me Lucianone a qualunque costo.Ma se veramente non fosse possibile, tra gli allenatori fattibili punterei proprio su GASPERINI, sa lavorare bene sui giovani, è ormai maturo per le grandi squadre e, con formazioni sostanzialmente modeste ha ottenuto splendidi risultati producendo un gioco spettacolare e divertente.
Dopo Spalletti o Conte o Conte. Gasperini a Milano ancora lo sognano la notte, Eusebio é ottimo per il Sassuolo, il Torino e tutte le squadre che ambiscono ad un posto in Europa ogni tanto. No assoluto a tecnici stranieri. Quindi Conte a costo di fare un mutuo per pagarli lo stipendio.
Ieri sera,mentre guardavo Lazio-Roma in TV, mi è parso di vedere CONTE seduto in Tribuna
Gonte NO !!! “Per me “
Se non si dovesse brindare con Spalletti,mi vanno bene e benissimo,Gasperini,Di Francesco,Montella,basta che non ci ripropongono Luis Enrique.
Sottoscrivo Hitchens su Emery: allenatore fantastico tra i primi quattro al mondo.
Conte mi ha deluso in Europa, con juve e nazionale italiana. Per me non vale Spalletti, che ha saputo vincere con squadre inferiori.
Sarri: neanche morto.
Di Francesco: per carità .
Gasperini: ottimo allenatore, sfortunato (come tanti) all’Inter.
Perchè ogni anno la stessa storia? se Spalletti vuole andarsene lo dica e che pa–e!
Per vincere ci vogliono conte o capello lo volete capire?
Hai ragione lo dovrebbe dire e papale papale,o si o no.
E lo dovrebbe dire ora.
Anche per una questione di rispetto verso i tifosi.
Spalletti va alla juve secondo me. Se Allegri vince va via perché sa che dopo 3 scudetti di fila (6 con quelli di conte) vincere ancora è difficilissimo. Se non vince il ciclo è già finito e va via lo stesso. La Juve difficilmente prende tecnici stranieri che non conoscono la serie A,e Sousa non convince,non ha mai allenato a grandi livelli,Simeone è troppo interista e la piazza non lo vuole,Sarri impresentabile a Torino con la tuta da dopolavoro w bestemmione facile. Penso che Spalletti e la Juve si siano accordati già da tempo.
Per qualsiasi dubbio potete consutare il nuovo regolamento.