Così solida prima, così fragile oggi: metamorfosi di una rosa in-difesa

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ULTIMISSIME AS ROMA – Florenzi e Kolarov esterni, Manolas e Fazio centrali. Era il quartetto tipo dello scorso anno. La Roma ha chiuso il campionato con ventotto reti subite, quest’anno, e siamo alla 15esima giornata, i giallorossi hanno incassato 20 reti. Qualcosa, a quanto pare, è cambiato.

SOLIDITÀ La Roma non era troppo brillante ma ha sempre mostrato una certa solidità difensiva, anche grazie alla ottima stagione di Manolas e di Fazio, oltre che quella di uno splendido Alisson e delle alternative come Jesus. Moreno non si era mai visto, così come non si è visto Jonathan Silva nella seconda parte della stagione. La Roma difendeva di squadra, oggi non lo è per questo becca gol in ogni occasione, tranne tre volte contro Torino, Frosinone e Empoli, ovvero due volte fuori casa e una all’Olimpico. E’ chiaro che il problema non riguarda solo gli uomini della difesa, che rispetto all’anno scorso ha Santon, Lu.Pellegrini e Olsen (che non sta andando male per niente) in più.

Karsdorp non c’era prima e non c’è stato mai fino a ora. Ma dicevamo: il problema va ricercato altrove. Il centrocampo dell’anno scorso, che giocava a tre e non due, aveva giocatori di carattere, di temperamento, di corsa. Nainggolan e Strootman, è vero che ora funzionano poco con le rispettive squadre, ma qui funzionavano, eccome. La difesa adesso è meno protetta: l’assenza di De Rossi è pensante, e vale il discorso fatto per Strootman e Nainggolan. Cristante e Nzonzi stanno diventando solo ora una coppia e il primo specialmente è in crescita costante, migliora il rendimento ma non è ancora un leader, così come non lo è Nzonzi.

La Roma aveva e ha bisogno di uomini, magari con poco talento, ma uomini, quelli (tanto per citare Maicon) che vincono i duelli con la forza della sola faccia. Pastore – in questo – non ha sostituito Nainggolan; Coric, Cristante non potevano essere Strootman, così come Pellegrini o lo stesso Zaniolo. Nzonzi si avvicina a quel tipo di calciatore, più per senso della posizione che per temperamento, sta facendo il suo ma quasi mai quel qualcosa in più. Tutto questo senza entrare nel merito degli stati di forma dei vari Manolas, Fazio, Jesus e via discorrendo.

SCHIERAMENTI Di Francesco in campionato ha schierato molti quartetti diversi (sei) più una volta la difesa a tre (con il Milan). La così detta difesa titolare, ovvero Fazio, Manolas centrali, Florenzi e Kolarov sulle fasce, solo in tre occasioni. Cinque volte Santon ha preso il posto di Florenzi, Juan Jesus ha giocato titolare cinque delle ultime sei partite, tre volte al fianco di Manolas (Napoli, Sampdoria e Inter), due con Fazio (Fiorentina e Udinese). Non c’è una verità in questi dati, o forse una sì: lo scorso anno i difensori dominanti (per continuità di rendimento) erano due (Fazio e Manolas), quest’anno pare ce ne sia uno solo (Manolas).

(Il Messaggero, A. Angeloni)

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4 Commenti

  1. Come si dice la miglior difesa e’ l’ attacco,cioe’ la capacita’ di tenere, gli attaccanti avversari lontani dall’ area di rigore! Per far cio’, serve appunto il pressing delle punte,e dei centrocampisti,se questo non avviene la difesa e’ in balia degli eventi,e ne soffre.fare il pressing basso non serve a nulla,perche’ cosi ti porti gli attaccanti avversari al limite dell’ area,il pressing bisogna farlo alto e non tutti i giocatori sono idonei per farlo,kluivert,under,e schick non lo sono,meglio di loro lo sanno fare magari un florenzi o un perotti,o magari Dzeko che talvolta torna a centrocampo, per aiutare i centrocampisti a ripartire nella manovra!
    Quindi in base a questo,secondo me il reparto colpevole e’ il’ reparto avanzato,che oltre a non segnare,e a non tornare…

  2. ….. non copre adeguatamente, all’ indietro.per il prossimo anno sul mercato,ci vogliono due esterni un centravanti, e un forte centrocampista centrale,e scommetto che la difesa non prende piu’ gol!

  3. In realtà anche l’anno scorso si ballava in difesa ma Allison ci metteva le pezze di continuo, facendo autentici miracoli (andatevi a rivedere le parate). Olsen non è a quei livelli. Poi senza De Rossi, anche con altri allenatori, dietro è un altro mondo. Infine, fattore trascuratissimo, Perotti svolgeva un lavoro che non vedo fare da nessuno quest’anno.

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