Una vita vissuta sempre controcorrente, in campo e fuori. Anzi, due vite. Perché Gianluca Cherubini, ex difensore della Roma, scomparso mercoledì a soli 52 anni, è
nato due volte. La prima a Roma, il 28 febbraio del 1974 nella quale arrivò a giocare insieme a Totti; la seconda a Teramo il 21 aprile di 20 anni fa quando si svegliò dal coma. […]
Scampoli di una carriera che giusto trent’anni fa toccò il suo zenit, quando venne acquistato dalla Roma del presidente Sensi, allenata da Mazzone e con in squadra un giovanissimo Francesco Totti. Un arrivo last minute a Ferragosto, un mese dopo la conclusione del calciomercato. […]
L’approdo alla Roma coronò una carriera vissuta…contromano. Lui, romano, partito dal vivaio di una squadra del nord, il Monza, per poi (dopo un passaggio alla Lodigiani, all’epoca terza squadra della Capitale) scendere a sud passando per Reggio Emilia e Vicenza. Nonostante curriculum e il “timbro qualità” di Ancelotti, la stagione andò male: appena 9 presenze fra campionato, coppa Italia e coppa Uefa, e ritorno al mittente. Tanto che suo malgrado, Cherubini divenne sinonimo della difficoltà per la Roma di reperire giocatori in grado di soddisfare le richieste dell’allenatore «voleva un terzino destro e gli hanno preso Cherubini…». Cinismo calcistico che chissà quanto pesò sull’animo di un ragazzo che, a soli 22 anni, aveva visto sfumare un decollo che poi non avvenne mai più: altre 47 partite in A con la Reggiana e poi tanta serie C in Abruzzo con Chieti e Giulianova. […]
Così dalle pagine sportive Cherubini passo a quelle di cronaca nera: il 4 giugno del 2010, a Ostia, staccò un orecchio a morsi a un tizio “colpevole” di essersi intromesso in una lite con un suo rivale in amore. Per domare i mostri dell’anima, l’anno seguente entrò alla Comunità Incontro di Amelia in Umbria dove partecipò anche alle riprese di un film sulla vita di Don Pierino Gelmini. Ma il falò interiore non si spense: nel giugno del 2014 venne arrestato dai carabinieri perché trovato in possesso di una pistola calibro 7,65 rubata. E poi ancora l’anno successivo l’accusa di far parte di un’organizzazione criminale che operava sull’asse Roma-Olanda per spostare droga e auto di lusso. Ma a metterlo k.o. è stata la malattia, che l’ha battuto definitivamente mercoledì. All’ospedale di Tor Vergata il triplice fischio di una vita. Anzi, di due.
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Fonte: Il Messaggero

Me lo ricordo vagamente, arrivò alla Roma come il nuovo Maldini ma fu un flop. Poi non ha saputo reggere il peso del fallimento, e ha fatto la (brutta) fine di parecchi calciatori che sono passati velocemente dalle stelle alle stalle. Brutta storia. RIP.
Che titolo…gronda proprio di pietas, rip Gianluca
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