ULTIME NOTIZIE AS ROMA – Il capitano giallorosso Daniele De Rossi è ospite dei microfoni di Roma TV e racconta le sue emozioni da romanista, i rimpianti vissuti in carriera e i suoi progetti per il futuro, che sarà molto probabilmente da allenatore. Ecco le sue parole: “Avevo 11 anni la prima volta che sono entrato a Trigoria, l’ho fatto insieme ad altri bambini. Ho rifatto quel percorso tra i campi per tanti anni, ma quel momento me lo ricorderò per sempre”.
Cos’è cambiato in questi anni?
“Sono cambiate tante cose per fortuna, è davvero bella Trigoria ora. Ne ho fatti di ritiri qui, ma anche in questo le cose sono cambiate. C’era chi ti portava in ritiro da due giorni prima e chi per niente, come Luis Enrique. A lui voglio molto bene, conoscerlo è stata una esperienza piacevole. Un calcio diverso, una mentalità diversa, il divertimento per raggiungere la vittoria. In generale questi ultimi anni sono quelli in cui mi sto divertendo di più, forse perché sono maturato, ho imparato a vivere meglio questa professione e il mio legame con questa squadra”.
Il rapporto con la Roma?
“Sono sempre stato un professionista serio, ma ora lo faccio con maggiore conoscenza di me stesso. Un calciatore la carriera se la allunga da solo: non è una casualità se le mie ultime stagioni stanno andando bene, ho avuto più cultura del lavoro, cura dei particolari. Se una città si lega così tanto a un giocatore è perché alla fine in campo, di base, ho fatto sempre capire che ho scelto di dimostrare qui di essere un calciatore forte e di tenerci a questa squadra. Il mio essere in una certa maniera mi ha creato del distacco con una parte di questa città che magari ha provato a combattermi, ma allo stesso modo ha generato anche un amore forte con una grande parte di tifosi e di romani. Io qui ci vivo bene, davvero bene”.
Rimpianti?
“Se potessi tornare indietro rigiocherei quel Roma-Sampdoria, mi metterei in marcatura a uomo su Pazzini. È la gara che ci poteva dare quel trionfo che quella squadra avrebbe meritato. Di partite da rigiocare ce ne sarebbero anche altre, anche in quella stessa stagione, se avessimo vinto altri incontri non avremmo avuto bisogno di quei tre punti con la Sampdoria. Rigiocherei anche Liverpool-Roma: avevamo iniziato benissimo e poi è finita con uno scarto troppo grande rispetto a quanto dimostrato in campo”.
La stagione in corso? Giocare contro la SPAL?
“Non so fare delle previsioni sul rientro, è una frattura, quando guarisce guarisce. Era il sesto minuto quando mi sono fatto male (a Empoli, ndr), non ho sentito un grande dolore ma a fine primo tempo il piede era già gonfio. Ho capito che qualcosa si era rotto, ma la partita era in bilico e in questo momento c’è bisogno di tutti”.
Il derby?
“Vincendo il derby si è creata un po’ più di convinzione in noi stessi, anche chi zoppicava a livello di prestazioni è rifiorito, basti pensare a Lorenzo Pellegrini. Dal momento in cui ha fatto il tacco è nato un giocatore nuovo e mi auguro rimanga così per 20 anni e con la stessa maglia. Nei momenti negativi bisogna sostenere i giocatori, perché così giocheranno meglio”.
Futuro?
“Oh, iniziate ad abituarvi all’idea, non manca tantissimo. La Roma va avanti però, è andata avanti dopo Di Bartolomei, Conti, Giannini, dopo le peggiori delusioni. Stiamo andando avanti anche senza Francesco, che è forse la cosa più dolorosa per i tifosi, figuratevi se non si può superare il post carriera del sottoscritto. Se mi fa male il ginocchio per cinque giorni di seguito, penso che voglio smettere e dico a mia moglie che questa estate ce ne andiamo in vacanza per tre mesi. Appena sto bene, penso subito alla prossima gara. Ma sono coerente, non voglio essere un peso, non voglio essere qualcosa che toglie, ho già le idee chiare sui prossimi anni. Non lo dico mai, mi tengo la libertà di poter cambiare idea, sono un po’ egoista in questo”.
Allenare?
“Ho grande passione per questo sport, è l’unico ruolo in cui mi vedo nel futuro. Dovrò capire se avrò voglia di sottoporre la mia famiglia allo stress dei risultati, della lontananza o degli spostamenti”.

E farai l’allenatore, e sarai un grande allenatore ! Daje Daniè, te volemo sulla panchina a guidacce pei prossimi 20 anni ! Daje Daniè !
giusto rinnovargli il contratto fino al 2020, poi lo vedrei bene come tecnico della primavera per continuare il lavoro portato avanti dal padre
Caro Daniele, ti ho maledetto, offeso ed insultato e sai bene perché….
Mi hai fatto infuriare come pochi!
Pero’ sei più romanista di me e sei stato anche un campione splendido che ho amato solo un po’ meno del capitano.
Ho un solo rammarico.
Sapere che se diventerai allenatore sarà inevitabile che verra’ il giorno che verrai a roma a cercare 3 punti e questo mi fa male.
Grande immenso unico capitano, come solo i capitani della Roma possono essere. Intanto ti vedremo ancora sul campo e sul dopo per me puoi fare tutto ad alti livelli anche il dirigente.Siccome non dice cavolate ma pondera sempre le parole ha dato l’investitura a pellegrini. Ci ha detto che secondo lui è un grandissimo giocatore, che farà grande la Roma e che ha i numeri per essere un futuro capitano romano e romanista.Speriamo bene.Daje capitano????
Per la Primavera è sprecato…come già detto più volte,mi ricorda Guardiola…esperienza,conoscenza tecnica,carisma e una parlantina micidiale.Da mettere sotto contratto già da ora…
ALLENATORE DELLA ROMA X 20ANNI
Poi ti viene chiesto perchè uno è orgoglioso di essere Romanista: Santarini, Di Bartolomei, Ancelotti, Conti, Giannini, Carboni, Balbo, Aldair, Totti, De Rossi. I principali Capitani degli ultimi 40 anni. Campioni, fuoriclasse, ma, soprattutto, grandi uomini. Poche squadre possono vantare tanto. Poi se guardiamo dall’altra parte del Tevere, vabbè lasciamo perdere…… FORZA MAGICA ROMA!
Noto che la quaglia complessata è sempre presente con il suo pollice verso! Fatevi una vita vostra sbiaditi.
Calciatore di grande livello ma soprattutto un uomo di notevole spessore umano e un romanista vero . Il fatto di non voler essere un peso per la Societa’ gli fa onore . Peccato che non abbia raccolto abbastanza trofei sul campo di calcio come avrebbe meritato…..
Solo da essere orgogliosi che un giocatore e una persona così sia capitano della Roma.
De Rossi ha lo spessore per essere anche un grande dirigente ed,egoisticamente,penso che come dirigente potrebbe rimanere sempre alla Roma,come allenatore dovrà fare la sua gavetta e anche se arrivasse a fare l’allenatore della Roma,sarà un ciclo,magari lungo,ma,poi,dovrà andare e potrebbe anche essere un avversario…noooo!
Facciamo così…allenatore finché lo è alla Roma e poi dirigente. DDR avversario non lo voglio vedere neanche nel trofeo Moretti…
Per qualsiasi dubbio potete consutare il nuovo regolamento.