De Rossi, voglia di fuga

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IL TEMPO (A. AUSTINI) – Un lancio sbagliato, i fischi dello stadio, un gesto di stizza. L’hanno notato in pochi, ma in quella reazione di De Rossi durante il secondo tempo di Roma-Chievo c’è la fotografia del suo momento. La squadra stenta, lui sta vivendo la peggiore stagione della carriera e la gente, o almeno la gran parte, non lo ama piĂą. Il malessere del centrocampista è cresciuto negli ultimi anni e anche quest’estate si ripresenterĂ  il solito bivio: restare a «casa» o cambiare aria? Nonostante l’etĂ  che avanza, uno stipendio altissimo (oltre 10 milioni lordi all’anno fino al 2017) e un rendimento in calo, c’è ancora chi prenderebbe molto volentieri De Rossi nella propria squadra. Due nomi su tutti: Mourinho e Ancelotti, con il primo destinato alla panchina del Chelsea e il secondo a sostituirlo al timone del Real Madrid. Lo Special One ha fatto pervenire un messaggio chiaro al mediano giallorosso: è pronto ad accoglierlo a Stamford Bridge per rilanciarlo e affidargli il ruolo che Lampard lascerĂ  scoperto. Ancelotti lo avrebbe preso volentieri al Psg e ora un posto nel Real glielo troverebbe volentieri.

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Londra e Madrid non sono Manchester, ma due destinazioni gradite a De Rossi. La capitale inglese, tra l’altro, è la città della sua fidanzata Sarah. E la Roma? Aspetta segnali. Dal giocatore e non solo. Di certo non lo sta usando come sua icona. Mentre Totti continua a recitare da protagonista nei vari spot, De Rossi ieri ne ha girato uno per il suo sponsor personale, l’Adidas che, ironia della sorte, produce le maglie di Chelsea e Real ed è l’antagonista del partner tecnico a cui la Roma si è legata per dieci anni: la Nike.
Sponsor a parte, non è un mistero che alla cessione del centrocampista si sia pensato seriamente nelle ultime due estati e ora ci sono anche le condizioni «ambientali» per rendere meno problematico il divorzio. Resterebbe il problema di chi si assume la colpa, ma è un aspetto secondario. Serve innanzitutto un’offerta concreta, che soddisfi tutte le parti e una volontà decisa di De Rossi a partire. Quella che negli ultimi anni è mancata. Intanto Sabatini a Firenze si è fatto una chiacchierata con il suo procuratore per capire se c’è già qualcosa sul tavolo. Sergio Berti assiste anche Jovetic: due discorsi slegati ma cruciali per determinare le strategie del club sul mercato. Ovviamente tutto ruota attorno all’allenatore. Sabatini ha ormai puntato con decisione su Mazzarri, lo ha incontrato più di una volta e ha abbozzato con lui un piano di mercato. De Rossi avrebbe le caratteristiche giuste per il suo calcio, ma il tecnico livornese non può ignorare la crisi d’identità del giocatore.
Conterà anche la sua parola, ma prima bisogna sancire il matrimonio con la Roma. E Mazzarri non ha ancora dato una risposta a De Laurentiis. A Napoli sono convinti che il presidente arriverà a offrirgli 4 milioni all’anno. La questione, però, è di stimoli. Quelli che Mazzarri ritroverebbe a Roma. Con o senza De Rossi.
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1 commento

  1. Per me De Rossi, giĂ  giocatore incredibilmente sopravvalutato, è calcisticamente morto quando ha dichiarato dopo la sconfitta con la Juve “Non sono rimasto per fare queste figuracce”. Parole che la dicono lunga sul suo egoismo, sulla sua arroganza e sul suo scarso attaccamento alla squadra.
    Se penso che ci costa persino piĂą di Totti mi viene una rabbia…

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