NOTIZIE AS ROMA – Un po’ paradossale ma in fondo molto onesto. L’Olimpico ha fischiato la Roma nel giorno in cui si è qualificata agli ottavi con un misero pareggio contro il Bate e l’ha applaudita convinta nella serata che le toglie probabilmente ogni speranza in Champions per quest’anno: ma la sconfitta col Real è immeritata e il sostegno di uno stadio finalmente pieno è il giusto premio all’impegno. Spalletti si tiene stretta la prestazione e la ritrovata sintonia con il pubblico, ma rispetto ai romanisti è forse il più deluso. «Loro sono abituati a vedere grandi calciatori e belle partite – spiega l’allenatore – e sanno benissimo quando fischiare e quando applaudire. Stavolta hanno riconosciuto lo sforzo dei ragazzi e la loro sfortuna. Non abbiamo avuto paura, i presupposti per fare un risultato diverso si erano creati, loro quando gli concedi un metro lo fanno diventare un chilometro. Noi invece non siamo stati altrettanto bravi a concretizzare le occasioni».
Il clima generale è di soddisfazione, quasi un sollievo rispetto a come poteva finire. Spalletti no, era convinto davvero di avere il 50% di possibilità di qualificarsi ed è ovvio che ora sia rammaricato e non riesca a godersi affondo i buoni segnali venuti dal campo. «Cerco sempre di essere leale con i ragazzi – prosegue il toscano – se gli dici le bugie se ne accorgono. Secondo me avevamo realmente delle chance che non abbiamo sfruttato, sono opportunità che non ricapitano facilmente, ci vorrà del tempo. Quindi sono molto amareggiato, ma non dalla prestazione: la squadra ha fatto diverse cose bene». Poi qualche critica per cercare di costruire ancora sulle basi di una sconfitta. «Nel primo tempo avevamo la possibilità di tenere il pallino in mano e farli correre un po’, purtroppo non ci siamo riusciti, però non abbiamo fatto tirare in porta il Real. Nella ripresa a loro è bastato passare in vantaggio, si sono messi ad aspettare che si aprissero gli spazi e c’era il pericolo che facessero gol ogni volta come poi è successo sul 2-0. Se la partita si mette in questo modo, la vince sempre il Real. Un problema che abbiamo è quello di retrocedere troppo come in occasione del secondo gol, siamo un po’ timorosi: a volte rimaniamo “bassi” con il centrocampo, sono molte le cose da migliorare e c’è preso il vizio di pensare di non farcela».
Poi, con un’onestà intellettuale superiore alla media nel calcio, Spalletti non usa l’alibi degli errori arbitrali decisivi. «Questo direttore di gara l’ho avuto anche con lo Zenit e mi sembra bravo. Non so se ci fosse rigore per noi e non mi interessa: è una cosa che non posso controllare». L’allenatore non ammette scuse, neppure per la condizione atletica. «Se ai giocatori gli si va a toccare il piano fisico è come se venisse concesso loro l’alibi, io ai miei che non ce la fanno e che sono inferiori all’avversario non glielo posso dire. Poi è chiaro che c’è da fare ancora tanto. Ma io devo parlare di tattica».
La sorpresa nella formazione è stata la bocciatura di Dzeko. «Quando perdo vi do sempre ragione – dice ironicamente il tecnico – ma io l’avevo preparata a casa da prima di arrivare alla Roma e avevo deciso di giocare così. Con Dzeko forse sarebbe stato ancora più difficile provare a gestire il pallone, quando è entrato ha fatto bene. Tre partite senza un ammonito? Se ti senti in partita ti innervosisci meno e non sei sguaiato quando ti capita la situazione avversa. Cresce l’autostima e per questo mi dispiace che sia finita con un risultato del genere: poteva venire fuori uno slancio fondamentale per noi. Abbiamo creato più occasioni di loro e concesso meno di quel metro che ci siamo guadagnati. Però abbiamo perso». Il vero salto in avanti della Roma, in fondo, è racchiuso nell’insoddisfazione di Spalletti.
(Il Tempo, A. Austini)


Perotti è veramente un bel giocatore. Ancora non ha subito, ma è presto, gli effetti del processo di “trigorizzazione”, la sindrome che, inesorabile, colpisce chiunque, armato di buone intenzioni e borsone sulle spalle, imbocchi la Laurentina per andarsi ad allenare (Iturbe è ancora in prognosi riservata). Su questo, come prevedibile, Elsha si è già portato avanti col lavoro e gli effetti sono visibili. Dzeko e Pjanic da par loro sono irrecuperabili, come tanta altra gente, ormai. Qui c’è anche il rischio del malinconico ritorno di Lijaic, il monolite dell’incostanza, e il quadro può completarsi.
Caro Spalletti, altro che topino, a Trigoria ci vuole un’intervento RADICALE di spurgo effettuato con i mezzi corazzati più potenti che esistano. Un bell’assedio stile Stalingrado per stanare la maleodorante atmosfera che pervade il nostro quartier generale. La più grande critica che muovo a Pallotta è proprio quella di non esser intervenuto a colpi di falce dentro Trigoria. Finché la mafietta impera, altro che topino, le cose non cambieranno mai.
Per quanto riguarda la partita col Real, film visto mille volte, squadra volonterosa e sfortunata, come una provinciale qualsiasi (d’altronde la volta che abbiamo avuto l’ardire di guerreggiare a viso aperto e alla pari siamo stati seppelliti vivi, con tanto di suicidi di massa fra la tifoseria).
Solo una cosa, avrei voluto Gervinho ieri sera, l’unico di livello internazionale che abbiamo schierato negli ultimi anni.
Io non ho visto una “provinciale qualsiasi”. Ho visto una squadra che ha cercato di giocare la partita. Poi è chiaro che la Roma attuale non ha la consapevolezza di forza di un Real, (o Barca o Bayern) e sul piano della somma delle individualità, il Real mette in campo un 11 più forte di quello della Roma.
E’ amaro che raccogliamo poco, e magari lo slancio sarebbe stato utile, ma considerato quanto è facile montarsi la testa in questi lidi, considero l’episodio un’ulteriore conferma della crescita che sta avvenendo con Spalletti, nonché dei pregi e dei limiti del parco giocatori.
Penso che Strootman in condizione preinfortunio farà la differenza.
Anche il Sassuolo cerca di giocare la sua partita con le grandi..
E allora? Infatti diciamo “bravo” al Sassuolo.
Che la Roma in questo momento non sia una “grande” non lo avrai scoperto ieri sera, no?
Una squadra che due mesi fa ha perso con lo Spezia pensavi che ieri sera dominasse col Real?
No, certo, però mi aspettavo in campo l’unico centravanti che hai a disposizione.
Con ciò che attualmente quel centravanti riesce a darti non credo che le cose sarebbero cambiate. Non ha le caratteristiche di Elsha in copertura e le due occasioni che Elsha ha avuto se le è guadagnate in forza di iniziative personali.
Per contro non ho visto palle vaganti in area Real che un centravanti come Dzeko avrebbe potuto buttare dentro.
Poi ovvio la controprova non esiste.
Io ho visto una buona impostazione di gioco, buona concentrazione.
Ora che la squadra inizia a giocare si vedono anche i limiti di qualcuno. E’ chiaro che se di fronte hai un Real quei limiti li paghi.
Pjanic sta giocando dietro perché Spalletti ha bisogno di qualcuno che gestisca il pallone fuori dalla zona del pressing avversario. Ma davanti sentiamo la mancanza di una mente perché il Ninja recupera..->
… palloni, ma non ha nelle sue corde l’apertura di prima… così molte ripartenze rallentano.
Ieri ci sono state ripartenze gestite solo da Salah o da Salah-Florenzi, ma se la palla passava per i piedi di Nainggolan o di Digne … e l’azione si fermava.
Questo è un limite, quando giochi con squadre così, dove non puoi pensare di occupare la loro metà campo per 90′.
Il fatto che le ripartenze vere passassero per i piedi di Salah, oltre a sfiancarlo, ha permesso al real di concentrare l’attenzione nella sua zona.
Perotti che è molto più bravo nel vedere il compagno smarcato non è mai riuscito a partire in velocità sulla sinistra a difesa del real non schierata. Così è sottoutilizzato.
“Colpa” di Digne che non ha nelle corde il lancio di prima di Florenzi.
Insomma… queste e altre cose, su cui non mi dilungo… ora si vedono. Spalletti ci lavorerà sicuramente, su qualcosa dovrà lavorarci anche Sabatini.
Ma se penso a Strootman al posto di Vainquier (su De Rossi inizio a non contarci più di tanto, purtroppo), penso che a un Pjanic più avanti ci si possa pensare, e allora le ripartenze e le verticalizzazioni potrebbero essere più veloci. Che magari veda e lanci anche Perotti, che da sinistra potrebbe essere un’ira di dio.
Il problema è la velocità perché se dai modo alle difese di schierarsi segnare è sempre più difficile. Specie se comunque tu non ti puoi scoprire quando hai davanti gente che potrebbe farti male.
Io vedo una buona squadra e un bel lavoro di Spalletti.
Per qualsiasi dubbio potete consutare il nuovo regolamento.