NOTIZIE ROMA CALCIO – Il sorriso è quello dei giorni migliori. Comprensibile. Eusebio Di Francesco sa di essere vicino ad un traguardo pronosticato difficilissimo a inizio stagione e invece ora gli ottavi di Champions sono a portata di mano, non escluso neppure il primo posto. «Il destino passa dalle nostre mani – dice infatti l’allenatore della Roma -. Contro il Qarabag, in ogni caso, l’ obiettivo è la vittoria. Per questo è una partita che va aggredita. Cercheremo di non farli respirare. Voglio una partenza determinata da parte della squadra, così i rischi saranno inferiori». Non è un caso che Di Francesco scelga la formazione teoricamente migliore, con un solo dubbio: «Stiamo solo valutando Kolarov. Era uscito un pochino affaticato dalla gara con la Spal, ma quasi sicuramente anche lui sarà della partita».
OSTACOLI – Alla luce degli ottimi risultati, il tecnico racconta l’ostacolo maggiore. «Lo scoglio più grande è dentro lo spogliatoio. La difficoltà era entrare nella testa dei giocatori. Ora credono in quello che stiamo facendo, poi il resto vien da sé. Si può vincere o perdere una partita, ma entrambi i risultati bisogna saperli affrontare. Questo è lo scoglio più importante da superare e che mi auguro di aver superato. Magari non del tutto, ma siamo a buon punto. Pessimismo a Roma? C’è sempre stato dall’inizio. Per questo il passaggio del turno darebbe ancora più forza al lavoro che stiamo facendo. Io sono sempre stato ottimista».
SFIDA ALL’INTER – Rivelato che cantare allo stadio gli piace («lo faccio sempre quando non mi vedete: prima e dopo la partita»), Di Francesco chiude con l’attualità di campionato. «Con chi mi piacerebbe giocarmi lo scudetto? Mi interessa in maniera relativa. Chi è prima in classifica, l’Inter? Dico l’Inter». Spalletti è avvisato.
(Gazzetta dello Sport, M. Cecchini)


Non aver vinto a Madrid (e aver finito in 10…) ha detto che non siamo ancora così forti da spianare una delle prime 4 squadre del Ranking UEFA a casa sua. E anche la nostra posizione nella Classifica della Serie A dice qualcosa di simile, secondo me. Però siamo molto più forti di quanto temevamo / pensavamo. E siamo cresciuti, stiamo crescendo e chissà… questo mese di dicembre è un nuovo test per vedere quale livello abbiamo raggiunto: sia sotto l’aspetto sportivo che mentale. Ci sono grandi impegni (il 23 dicembre a Torino) e partite / occasioni da non mancare (come stasera). Tutta roba per gente dai nervi tosti e per squadre forti ed esperte. La speranza, inutile dirlo, è gigantesca… forza Roma…
Hai ragione. Ci manca ancora qualcosa. Di “cattiveria” sicuramente. La capacità di far male quando hai poche occasioni e chiudere le partite.
Ancora qualche sbavatura di concentrazione in difesa.
Spero che Schick apporti quel pizzico di “letalità” in più sottoporta che ci serve, anche se sono curioso di capire quanto cambino gli equilibri tattici con Schick in campo al posto di un esterno che torna a coprire.
O se DiFrancesco porterà Schick a fare questo lavoro.
Il fatto che questa Roma ancora non perfetta sia comunque molto in alto fa ben sperare.
Parole Sante…
Per qualsiasi dubbio potete consutare il nuovo regolamento.