DZEKO: “Mai stato così bene, ho ancora un paio d’anni per portare lo scudetto a Roma. Derby? Chi non lo vive non può capirlo”

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LE DICHIARAZIONI DELL’ATTACCANTE A “KICKER” – Ora sta rifiatando dopo la scorpacciata di gol di inizio stagione, ma Edin Dzeko è pronto a ricominciare a segnare proprio ora che c’è il derby alle porte. Il bomber bosniaco ha parlato alla rivista tedesca “Kicker” raccontando la sua avventura in giallorosso, nella quale è riuscito a passare dalle stalle alle stelle. Queste le sue parole:

Hai preso le due magliette fatte per te ad inizio della passata stagione “Edin Cieco e “L’amore è Dzeko”?
“No, ho solo le mie maglie, quelle ufficiali. Con i nuovi mezzi di comunicazioni tutti possono dire qualcosa. Io accetto le critiche degli addetti ai lavori, ma spesso giudica chi non ne capisce molto: queste critiche le ignoro. Il primo anno è andato male perché al City, durante la preparazione estiva, non mi avevano fatto giocare sapendo che sarei andato via. Fisicamente ero fiacco e in più il non fare gol comincia a pesarti anche psicologicamente. Dovevo ambientarmi in questo campionato che è difficile. Archiviamo quella prima stagione: è stata d’insegnamento. Avrei potuto lasciare la Roma dopo il primo anno, ma non sono uno che molla. Quell’estate ho liberato la mente dai brutti pensieri, ho lavorato sul fisico e fatto una preparazione come si deve. Nel calcio è tutto troppo bianco o nero: se Messi e Ronaldo non segnano per due partite, cosa che non accade quasi mai, si parla di crisi. Non siamo robot, possiamo far bene e a volte meno”.

Sui tifosi della Roma.
“I tifosi a Roma sono incredibilmente fanatici e il calcio qui a volte ha un’importanza esagerata. Allo stesso tempo però giocare davanti a loro ti trasmette quell’entusiasmo che ti dà una spinta in più. L’addio di Totti è stato emozionante, stavo per piangere perché una leggenda smetteva di giocare a calcio. Ma era il momento giusto per smettere, lo sa anche lui. A Roma è difficile passare inosservati: se uno mi vede a cena parte il caos e in 100 mi chiedono autografi. Se posso evitare di andare in città evito. Qui però si vive bene, anche mia moglie e i miei figli stanno bene. Stiamo a metà novembre e fa calduccio. In Germania non credo sia così…”.

Un paragone fra la Bundesliga, la Premier e la Serie A?
“Gli allenamenti più faticosi erano quelli al Wolfsburg, ma questo anche perché il tecnico era Magath. Il lavoro è stato ripagato dalla vittoria del titolo. La Premier, invece è il “non plus ultra”, li è calcio totale. In Italia c’è più tattica e per qualcuno può essere noioso; io invece qui ho imparato cose che non avevo mai visto in tutta la mia carriera, migliorando in tanti aspetti. La Juve dal 2011 è troppo forte per gli altri, tant’è che hanno speso 90 milioni per Higuain. Quest’anno però il campionato è più livellato, ma i bianconeri restano i favoriti. Mi sento bene come mai, ho ancora un paio di anni per portare lo scudetto alla Roma e ripetere quanto vinto con Wolfsburg e Manchester City”.

Il derby?
“Per chi non lo vive è impossibile capire: se vinci per i tifosi la vita è più bella. Ora le proteste delle tifoserie sono finite, quindi vivrò il derby più caldo. Queste partite in uno stadio semi-vuoto erano tristi”.

Sui prezzi dell’attuale mercato. 
“Nessun giocatore dovrebbe valere 222 milioni. Sei anni fa prendevi un top-attaccante per 30 milioni, ora ne spendi 50 per un difensore. Ormai il calcio è legato al business”.

IL VAR.
“È strano, perché quando segni non sai se puoi esultare o aspettare che l’arbitro controlli l’azione. Ci dobbiamo ancora abituare, non bisogna abusarne”.

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9 Commenti

  1. sei te….la chiave derby…la lazio non ha un giocatore come te….hanno imparato a chiuderti in 3 ed apri le difese avversarie come non ho mai visto !!!!!

  2. Quando vidi giocare John Arne Riise dissi… Quanto sarebbe bello averlo alla Roma. Così feci per Dzeko. Non avevo dubbi sul loro valore. È dai tempi di Balbo e Batistuta che nn avevamo un attaccante così, che segna, fa segnare e fa reparto da solo. Teniamocelo stretto.
    Forza Magggica Roma

  3. E’ giusto che Dzeko si preoccupi di segnare il più possibile, ma ultimamente è diventato prezioso anche se non realizza, perché attira su di sé le difese avversarie e smista palloni insidiosissimi ai compagni di reparto.
    Per il derby, sarei felicissimo se segnasse Kolarov (magari verso la Nord), in modo da metter a tacere per sempre certi passatisti che gli contestano i trascorsi lazzieli. Ma ovviamente va bene tutto, purché si segni almeno un goal in più di quegli altri là.

  4. Speriamo non lo prenda barbetta con tre autorete. Forza grandissimo Edin, volevano mandarti via perché facevi ombra alla vecchia mummia.

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