Dzeko ritrovato, ma gli infortuni sono un problema

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NOTIZIE AS ROMA – Il tempo per festeggiare non è molto, ma Edin Dzeko, stretto tra campionato ed Europa League, si gode la doppietta realizzata a Napoli tra amici e famiglia. Sabato sera, di ritorno dalla trasferta, una cena nel cuore di Roma, in uno dei suoi ristoranti preferiti “Assunta Madre”, in via Giulia, in compagnia del procuratore e di amici fidati, quelli che non hanno mai smesso di supportarlo anche quando sotto porta erano più gli errori che i gol. E poi ieri, una giornata al mare, a un passo da casa, a Ostia, con la moglie, la figlia Una e altri parenti, come testimoniato con un video da lui stesso postato su Instagram.

D’altra parte i social fanno adesso meno paura a Dzeko, 7 reti in 8 gare, perché insulti e critiche si sono tutti trasformati in un’esaltazione che non vedeva l’ora di assaporare con la maglia giallorossa addosso. Un “Dzigante”, così è stato ribattezzato dai tifosi, dopo le due reti della vittoria per 3-1 di Napoli. Mai gli era riuscito in carriera, nelle prime giornate, di segnare così tanto, obiettivo raggiunto grazie a una corazza indossata nei momenti più difficili. Incurante dei mugugni ad ogni gol sbagliato, professionista in grado di fare autocritica e di ricaricarsi in silenzio dopo ogni errore commesso, ora Dzeko può guardare dall’alto la classifica dei cannonieri della serie A. «Mi sento bene, c’è molta fiducia intorno a me – le parole di Edin – ma sono contento non solo per me stesso, ma per tutta la squadra che ha vinto una gara davvero difficile: è stato un successo enorme. Abbiamo giocato come volevamo e siamo riusciti a portare a casa i tre punti, cosa che a Napoli non riusciva da tanto». Un altro Dzeko – galvanizzato dalla doppietta realizzata anche con la maglia della Bosnia – per la prima volta a segno lontano dall’Olimpico, occasione che coincide anche con la prima vittoria stagionale della Roma in trasferta. Proprio nella partita più importante, che sembra eleggere la squadra giallorossa come la vera anti-Juve. «Ma dobbiamo solamente pensare a noi stessi, al nostro cammino, godendoci questa vittoria, che è la cosa più importante».

Frena un po’ l’entusiasmo, Spalletti, che con Dzeko utilizza il metodo- Totti: non si accontenta e continua a pungolare il suo giocatore. «Sotto l’aspetto della ferocia sportiva e del veleno deve fare meglio» l’analisi del tecnico giallorosso che ha già archiviato Napoli e sta pensando all’Europa League, contando assenti ed acciaccati. Giovedì sera, all’Olimpico, arriverà l’Austria Vienna. Nessuna preoccupazione per Nainggolan e Juan Jesus, che, a Napoli, avevano fatto trattenere il fiato ai tifosi. Nulla di grave per i due giocatori, che non dovranno neanche sottoporsi a degli accertamenti. Accertamenti che saranno invece oggi necessari per Bruno Peres e Perotti, alle prese il primo con un fastidio al flessore, il secondo all’adduttore. Sta cercando di recuperare per la gara europea Strootman, assente a Napoli per un problema alla schiena.

(La Repubblica, F. Ferrazza)

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3 Commenti

  1. no ,penso di no perchè abbiamo altri titolari in panchina , che vestono la maglia giallorossa , che fanno squadra anche se non impiegati ,ora c’è austria vienna , che viene da una vittoria fuori casa (non sottovaluto questa squadra ,anzi va affrontato con la massima concentrazione) )cerchiamo di vincere anche questa ,partita dopo partita ,ma prima c’è questa

  2. l’unico problema siete voi giornalai.

    Stamattina c’era un traffico sull’appia in direzione Ariccia…

    Ma non andateci tutti insieme dai… prendete il numeretto, fate un po’ alla volta, sennò bloccate tutto.

    Ieri abbiamo vinto con un titolare e mezzo in difesa, per la precisione senza Rudiger, senza il suo vice Vermaelen, senza il titolare nella fascia sinistra Mario Rui, senza il perno del centrocampo tale Strootman.

    E abbiamo vinto a Napoli dove tutti i detrattori della roma davano 1 fisso.

    Loro senza un giocatore che segna per tutti diventano una squadra da europa league.

    Oggi tutti a parlare di scudetto e a leccare il c*lo perché sono costretti a farlo, il vero problema siete voi, cari sobillatori delle menti deboli che si proclamano “tifosi critici”.

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