DZEKO: “Sono il più grande critico di me stesso. Barcellona? Se giochiamo da squadra possiamo fare qualcosa di buono”

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ULTIME NOTIZIE AS ROMA – Edin Dzeko, attaccante della Roma e autore del gol che ha portato i giallorossi ai quarti di finale di Champions League, ha parlato dal ritiro della sua Bosnia, ai microfoni di novilist.hr. Queste le sue parole:

La partita di Champions contro il Barcellona:
Il Barcellona è favorito non solo nei quarti di finale ma anche quando si tratta di vincere la Champions League. Tuttavia se giochiamo ancora una volta da squadra possiamo fare qualcosa di buono. Non voglio che suoni come un frase fatta ma la qualificazione ai quarti è merito di tutta la squadra, non di un solo giocatore. Abbiamo fatto del nostro meglio per i quarti di finale e sono stato onorato di aver ottenuto un degno successo. Tuttavia, non dobbiamo dimenticare nemmeno la gamba di Peres nella prima partita, quando ha salvato un gol sicuro, e nemmeno le parate di Alisson, nulla di ciò. Quindi questo è un merito di tutta la squadra, e tutti i miei compagni di squadra lo meritano. Il compito dell’attaccante è quello di segnare e sono felice e orgoglioso di essere parte di questo successo.

Sul lavoro di squadra ha aggiunto:
Torno di nuovo alla squadra. Il lavoro di squadra è merito di tutto ciò che abbiamo fatto in questa stagione in Champions League. Tutti i goal segnati sono ugualmente importanti, la squadra è colui che ha portato i risultati. Solo questo modo di pensare e di comportarsi sul campo può permetterti di competere con altre squadre.

Sulla sua festa di compleanno e su chi gli avesse fatto gli auguri:
Ivan Perišić è stato uno di quelli che sono entrati e si sono congratulati, ma con Ivan ho ottimi rapporti da sempre. Anche Ognjen Vukojević ha parlato e si è congratulato sinceramente con me. Grazie ad entrambi, sono rimasto piacevolmente sorpreso. Con Totti il miglior saluto è stato il passaggio oltre alla soddisfazione dei fan che stavano aspettando da dieci anni. C’erano, ovviamente, biglietti di auguri individuali. Non so nemmeno chi non mi ha mandato un messaggio. Bene, ora che non dimentico qualcuno, non menzionerò i nomi. E c’erano davvero molti che si congratulavano con me, in questo modo ringrazio tutti con parole gentili.

Edin ha parlato anche del calcio italiano:
Sì, il fatto che era dal 2007 che non arrivavano due club italiani ai quarti, è un grosso problema per il calcio italiano nel suo complesso, specialmente nell’anno in cui la nazionale non è arrivata alla Coppa del Mondo. Per quanto riguarda la Roma, abbiamo raccolto le simpatie di tutti i tifosi di calcio perché il gruppo in cui eravamo non era facile. D’altra parte, molti pensavano a lnoi come la vittima sacrificale del gruppo, e siamo riusciti a buttare fuori un l’Atletico Madrid che non ha giocato la finale di Champions non molto tempo fa. Il calcio italiano si sta rafforzando di stagione in stagione, quindi non mi sorprende che due club siano tra i primi otto.

A chi lo critica risponde:
Non faccio troppa attenzione alle critiche, non perché mi disturbino, ma perché di solito sono io il più grande critico di me stesso. Nelle vita degli attaccanti si sa che si verificano periodi a secco di gol, ma quando ciò accade, cerco di sfruttare al meglio altre qualità per arrivare al successo della squadra. Dalla crisi in cui mi trovavo, sono passato al mio miglior momento, così è successo l’ultima volta. Il lavoro di un calciatore è tale che devi abituarti a le lodi che ti arrivano oggi, e alle critiche del giorno dopo. I critici ci saranno sempre, è abbastanza comune nel mondo del calcio. È importante che quelli che mi lodano siano ancora più rumorosi.

Fontenovilist.hr

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15 Commenti

  1. non si tratta solo di gol, ma dell’atteggiamento che a volte ha in campo. Sembra sia andato a fare una scampagnata.
    Gioca per la squadra nulla da obiettare, fa segnare tiene il pallone in attesa di far salire i compagni, ma secondo me sbaglia troppi gol e soprattutto uno alto come lui, dovrebbe segnare di più di testa. Chiaro anche i compagni dovrebbero aiutarlo con dei cross decenti.
    Parere personale, non è un killer d’area di rigore, sembra una seconda punta.Il prossimo anno vedrei bene un centravanti che sta lì, al centro dell’attacco. magari tocca un pallone , segna e ci regala i tre punti.

    • Geko non è una seconda punta, ma un centravanti di manovra, una specie di regista d’attacco che segna e fa segnare. In due anni e mezzo ha già segnato 50 gol – oltre a una ventina di Assisi. Se continua così il prossimo anno supera Montella, un fenomeno con l’istinto del gol, che ha giocato a Roma per più di dieci anni. Non è un killer d’area di rigore? Non è neanche un musicista Jazz, se per questo.

    • Non ho mica detto che è una pippa, segna e fa segnare, non è il tipico centravanti alla Icardi per intenderci. Lui dietro e uno dentro l’area intendevo questo. Continuo a dire che sbaglia troppi gol facili e vista la statura mi aspettavo più gol di testa. però essendo “un musucista” non si può pretendere di più!

    • Guarda a dire che è “una pippa” c’hanno pensato in parecchi a Roma, a dimostrazione di una competenza calcistica degna di un armadillo texano. Non sono passati 3 anni e ha una media totale di 22 gol a stagione (66 in totale). Se segnasse tutte le occasioni che gli capitano sarebbe Gerd Muller. Ma anche a questo direbbero che è un “pippone”. La realtà è che non si è mai soddisfatti. Ci fosse Icardi, che sembra tu preferisca come genere di punta, avremmo da ridire anche su di lui.
      Senza polemica, beninteso. Si fa solo per parlare.
      Ciao.

  2. Io Dzeko lo ammiro sia come Giocatore che come Uomo…stimo tantissimo Sua moglie,che ha preferito rimanere a Roma invece che andare a Londra…tutto il contrario di Salah…di Pjianic e di altri tanti Fintoni innamorati della Roma…

  3. Uno che può insegnare cosa vuol dire “professionista” a molti dei suoi compagni. Non è il killer d’area, a volte s’estranea dalla partita…ma se così non fosse non l’avremmo mai visto con la nostra maglia. Uno di quelli che mi terrei in società anche a fine carriera

  4. Questo signore prima di tutto è un UOMO
    Il calciatore parlano i numeri ..
    Il fatto che sia voluto rimanere
    Quando la società lo aveva ormai
    Venduto me lo fa apprezza ancor più
    Con te in Champions è tutta un’altra musica..

  5. Credo che fuori area sia uno dei più forti di sempre ma quando tira in porta deve essere più cattivo. Se lo fosse potremmo parlare di un fenomeno. Poi è una questione di idea di calcio che ognuno di noi ha ma tutti abbiamo ragione.

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