E adesso il pallone passa a Pallotta

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ROMA CALCIO NEWS (Corriere della Sera, L. Valdiserri) – Sì, la Roma fin qui ha speso nel calciomercato più di quanto abbia incassato e il dare/ avere è in rosso. Ed è vero pure che il monte ingaggi – anche se sono partiti Burdisso, Taddei e presto potrebbe farlo Borriello per Cesena, anche se la Roma dovrà collaborare allo stipendio del centravanti – è cresciuto anziché calare. Due voci certificate che, almeno apparentemente, portano a un finale inevitabile: la cessione di un pezzo pregiato per fare cassa. Ammesso e non concesso che da qui a fine agosto tutto è possibile – in questo senso si può pensare che le informazioni sul greco Manolas siano un’assicurazione sull’eventuale cessione di Benatia, oppure che un attaccante tra Destro e Ljajic debba per forza partire – vendere è una possibilità e non una necessità. La Roma deve rientrare, come molti altri club, nei parametri del fair play finanziario e non può farlo come hanno fatto Manchester City e Paris Saint Germain con sponsorizzazioni «di comodo», attraverso marchi legati alle proprietà stesse o a soggetti vicinissimi. La deadline, però, è il 2015 e non il 2014. Per la stagione che sta per iniziare il club giallorosso può accollarsi un «rischio di impresa»: sforare il bilancio, provare a vincere e poi decidere se fare trading con i suoi giocatori in seguito. Non una roulette russa, ma un rischio calcolato. Anche per questo si è fatto un mercato con giovani da far crescere in dodici mesi. Possono essere il futuro, dopo una valutazione sul campo. L’unica persona che può dare l’ok al piano è il presidente James Pallotta.

Lo farà? La sua carriera di re degli hedge funds, investimenti ad alto rischio e alta redditività, fa pensare che sia possibile. Alla Roma — dal cda esce lo storico braccio destro di Pallotta, Mark Pannes, ed entra Stanley Phillip Gold — sono convinti di avere una squadra molto forte, competitiva al massimo livello e con una concorrenza che non si è rafforzata. La Juventus esce da tre scudetti consecutivi, ma ha perduto la guida carismatica di Antonio Conte. Il Napoli è ancora misterioso nelle sue strategie di mercato. L’Inter è molto cresciuta, ma il divario dello scorso campionato dalla Roma era clamoroso: 25 punti. Basterà il secondo anno di Mazzarri e un buon calciomercato per azzerarlo del tutto? La rosa della Roma è assortita e equilibrata. Non è perfetta, ma in serie A non lo è nessuna squadra. In difesa, dopo la scommessa vinta con Maicon, si è puntato di nuovo sull’esperienza: Cole. A centrocampo si sono aggiunti Uçan e Paredes, mentre si aspetta il rientro di Strootman. L’attacco è il reparto più agitato, con Ljajic e Destro spesso nel mirino dei critici, anche se sono giovani, di talento e con ingaggi sostenibili. Garcia ha detto più volte di non voler cambiare per il gusto di farlo. Difficile pensare a sostituti più bravi e che costano meno. Se Sabatini li trova meriterà un altro applauso, ma conoscere il campionato italiano e non partire da zero per un attaccante è «tanta roba», come diceva Spalletti. Manca ancora il main sponsor e, nelle casse di un club calcistico, è un buco non da poco. La Roma non vuole svendere la sua maglietta, ma sta lavorando per non partire ancora una volta senza sponsorizzazione. Sarebbe come iniziare da più 10.

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