EMERSON: “Voglio restare a vita nella Roma. La stanchezza non può essere un alibi”

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ULTIME NOTIZIE AS ROMA – È la seconda stagione che veste la maglia giallorossa, e Emerson Palmieri è finalmente a suo agio: “Mi trovo benissimo a Roma. Nulla che non vada. Se potessi scegliere io, rimarrei tutta la vita. Sento un po’ di Brasile qui…”. Con lui presentiamo l’andata degli ottavi di Europa League.

Per parlare di futuro non possiamo non partire dal passato, Cosa è accaduto nelle due ultime gare, dopo una striscia lunghissima di ottime prestazioni e molti risultati positivi?

“Nelle ultime due gare abbiamo fatto meno di quello che avevamo fatto prima e per questo abbiamo perso. Però anche i nostri avversari hanno meritato di vincere. Ora dobbiamo tornare a lavorare per tornare alla vittoria, il più velocemente possibile”.

Siamo in un momento intenso di impegni ma nei minuti finali della gara contro il Napoli si è visto che siete in buona condizione. Avete avuta una reazione di orgoglio che lo ha confermato…

“Sì è vero, nel finale della gara contro Napoli abbiamo dimostrato che non è colpa delle tante partite ravvicinate, che non siamo stanchi. Stiamo bene, dobbiamo tornare a giocare come abbiamo fatto negli ultimi dieci minuti, per tutta la partita. Abbiamo le qualità per pressare forte, per impressionare l’avversario, e dobbiamo fare sempre di più”.

Con tanti impegni così ravvicinati è più difficile mantenere la condizione mentale o quella fisica?

“Dobbiamo essere più forti nella testa. Il nostro compito è mantenere chiaro e forte il pensiero di vincere perché a volte le gambe non vanno a mille all’ora e la testa deve essere di aiuto. Non può e non deve essere una alibi per noi la stanchezza perché questo è il nostro lavoro, dobbiamo sempre essere al massimo”.

Siamo agli ottavi, quali sono le squadre più forti?

“È normale che siano arrivate agli ottavi le squadre più forti. Anche il Villarreal era fortissima, ma lo abbiamo battuto. Ora ci vuole la massima concentrazione e non possiamo sbagliare”.

Incontriamo il Lione, che gara sarà?

“Sarà molto difficile, il Lione gioca in modo molto offensivo, dobbiamo stare attenti. Però è una partita di 180 minuti e dobbiamo cercare di fare bene nella prima gara in Francia. Dobbiamo fare il nostro gioco”.

Crede che giocare la prima fuori casa sia un fattore positivo?

“Sì giocare la prima fuori casa per me è positivo. Ma il gioco che si fa dentro il campo, in teoria non cambia in casa o trasferta. Ma poi in casa è diverso… Dobbiamo provare a giocare in Francia come facciamo all’Olimpico”.

Ha dichiarato che ama studiare anche da solo gli avversari, come gioca il Lione?

“Sì, li ho guardati un po’, li ho studiati… Hanno esterni offensivi veloci, una punta veloce. Tutta la squadra ha grande qualità, in mezzo al campo sono ben messi. Giocare nel loro stadio è difficile, dobbiamo stare molto attenti. Andiamo lì per vincere…”.

Quali sono i loro punti di forza?

“Il pericolo maggiore viene sempre dagli attaccanti, dobbiamo stare attenti e marcarli bene”.

Il Lione è in un momento positivo…

“Vero, sono in un buon momento, proprio come noi. Abbiamo perso le ultime due gare ma stiamo facendo bene in questa stagione. Insomma si incontrano due grandi squadre, mi aspetto una bella gara”.

Che momento sta vivendo personalmente?

“Sto vivendo il miglior momento della mia carriera, sono molto contento. Devo continuare così, posso crescere ancora, lavorando con umiltà so che posso fare di più, per arrivare più in alto possibile”.

Spalletti cosa chiede nello specifico a voi esterni? Spesso infatti cambia il modulo di gioco.

“Il mister a me i miei compagni di reparto, chiede di dare una mano in attacco, farci trovare lì per aiutare gli attaccanti. Anche nei confronti della difesa si aspetta il nostro supporto, a volte dobbiamo fare la linea a quattro e poi tornare. Possiamo andare in attacco e aiutare a fare gol, fare assist. Ma il compito principale rimane sempre aiutare la difesa”.

Uno degli aspetti in cui sono più evidenti i suoi miglioramenti sono proprio in fase difensiva..

“Sì è vero, dopo l’arrivo di Spalletti del suo staff, sono migliorato molto. Loro lavorano con me ogni giorno, e si vedono i risultati; sono cresciuto, non voglio fermami ma fare sempre meglio”.

Prima di salutarla dall’esordio in maglia giallorossa ad oggi quanto è cambiato?

“Molto, quando sono arrivato nessuno mi conosceva. Oggi guardo indietro e mi accorgo che sono molto cambiato, sono contento di quello che ho fatto e voglio fare molto di più”.

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8 Commenti

    • Se per caso ti ” liberi ” ancora di più e riesci anche ad essere ancora più incisivo in avanti
      e segnare di più allora sarai ancora più forte !
      Spero presto che ciò accada.
      Forza Roma!!

  1. Secondo me in prospettiva diventerà uno dei migliori del suo ruolo. Ha tutto corsa velocità tecnica e anche intelligenza tattica. Poi gli va riconosciuto che ha sovvertito tutti i pronostici degli addetti e non ai lavori che lo davano per un brocco. Che dire? Tanto tanto onore ad Emerson.

  2. Gran giocatore e grande capacità mentale di recuperare dopo un inizio in cui è stato mediaticamente esposto al ludibrio pubblico. Però una riflessione: Spalletti. Spesso lo si accusa di cercare gente pronta, esperta, di non sapere investire sui giovani. Ma se con Emerson ha insistito è perché ci ha visto lungo. Probabilmente se con altri non lo fa (Gerson? Sadiq l’anno scorso? altri che spesso sono richiesti a gran voce sui forum per minutaggio) è perché ci vede lungo anche li.

    • E’ così, senza discussioni. Sadiq secondo me ha troppi difetti per essere un giocatore di grande livello, un esempio: è molto alto, ma è un fuscello, fisicamente non regge nemmeno contro Verratti.
      Capitolo Gerson: come ho sempre detto, Gerson si è capito che non è un giocatore importante quando ha rifiutato il prestito al Frosinone e le scelte di Spalletti hanno fatto che confermarlo.
      Forse il peggior acquisto in assoluto di Sabatini, perché almeno Iturbe qualcosa aveva fatto vedere, anche se non abbastanza da giustificare il prezzo pagato.
      Poi boh, non si capisce chi altro dovrebbe valorizzare…

    • magari, la caparbietà e l’umiltà di Iturbe con la classe di Gerson, forse Sabatini li voleva assemblare

      molti non si rendono conto del salto che c’è fra primavera e professionismo, non è solo una questione fisica e tecnica, ma anche mentale.
      è molto facile perdersi…
      tanti “campioncini” spariscono e non riescono nemmeno a giocare in squadre mediocri di B o C

      è rarissimo il passaggio diretto in prima squadra, specie se questa concorre ad alti livelli in ogni partita e non può permettersi esperimenti

  3. onore a te come calciatore e soprattutto come uomo,parecchi tecnici dicevano che eri una pippa al sugo,se non avessi avuto le pa@@e ti saresti perso.stasera fanne un altro come a villareal

  4. lo scrivo adesso questo per me è un fuoriclasse , mi permetto di dirgli nella mia completa deficenza in campo calcistico,di tirare di più in porta perchè ha fatto pochi gol ,,devi acquisire la consapevolezza che segni se tiri (ha fatto veramente dei gol di ottima fattura) scrollate da dosso st’insicurezza ,un altro che deve tirare di più è diego un altro forte ,a salah chiedo più precisione aedin de centra il lato debole del portiere torna a segna’,già da stasera e facce vince ,una osservazione ragazzi , anche se vinci 4a0 ,non cullatevi il barca insegna (anche il villareal,insegnano che si può vincer anche a risultato compromesso, occhio rega’ so segnali importanti )

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