Fedeltà De Sanctis: «Roma per sempre»

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INCONTRO CON SABATINI A FINE ANNO – Erano otto anni che non giocava così poco. Nel 2007, quando era al Siviglia, Morgan De Sanctis giocò la prima partita di Liga il 9 dicembre. Dalla stagione successiva, tra Galatasaray, Napoli e Roma, non ha più conosciuto la panchina, salvo rare eccezioni. E salvo quest’anno, quando, pur col rinnovo annuale del suo contratto, la Roma ha scelto di prendere un portiere titolare, e più giovane, come Szczesny. Nonostante il polacco sia arrivato in prestito secco e nonostante Garcia avesse detto che la scelta sarebbe stata dettata a seconda della forma del momento, De Sanctis ha giocato solo quando l’altro era infortunato.

FIDUCIA – Tre presenze in campionato, una in Champions, un rendimento elevato con tanto di rigore parato contro il Carpi, da quasi due mesi è tornato a guardare Szczesny giocare. Con alterne fortune. «Ma bisogna dargli fiducia e bisogna anche parlare meno del ruolo del portiere e più della qualità e della continuità dei risultati. Però non è il momento di pensarci, abbiamo una stagione importante, dobbiamo darci tutti una mano e fare le cose per bene. E noi portieri lo stiamo facendo». Impossibile però negare che per il polacco il momento non sia semplicissimo. «Lui è stato onesto, dicendo quello che sentiva e basta. Non pensiamo agli scenari futuri». A tal proposito, De Sanctis, presente all’evento «TEDxYouth» all’Auditorium Parco della Musica, parla anche dei suoi orizzonti: «Mi sento bene, lo dimostro ogni giorno, non mi vedo in nessun altro ruolo se non da calciatore. Se a giugno queste saranno le mie condizioni non ci penso proprio a smettere». A dicembre, o all’inizio del prossimo anno, vedrà Sabatini e «insieme decideremo cosa fare. La mia priorità è continuare con la Roma, ma io non metterò spalle al muro nessuno e nessuno lo farà con me».

TIFOSI – De Sanctis ha detto la sua anche sulla questione curva Sud: «Vorrei che i tifosi tornassero allo stadio, nel rispetto delle decisioni prese dalle istituzioni, per noi sono fondamentali, è vero. Se torneranno in modo corretto le istituzioni cercheranno di far tornare le cose alla normalità». Per quanto riguarda, invece, scene come quelle contro la Fiorentina, con i giocatori insultati e minacciati da alcuni ultrà sotto la curva, De Sanctis è categorico: «La Federazione ha fatto un intervento molto preciso che speriamo funzioni da deterrente».

IL TERRORE – Impossibile non parlare di quanto accaduto in Francia: «Non si può rimanere indifferenti verso quello che sta succedendo». A Parigi c’erano molti romanisti: Garcia, Vainqueur e uomini della società sugli spalti, Digne e Rüdiger in campo: «Il team manager ci ha avvertito subito che i nostri stavano tutti bene, ma lascia il tempo che trova rispetto al dramma di queste ore».

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