Finalmente Gerson: “Finito il mio apprendistato, ora voglio aiutare la Roma”

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ULTIME NOTIZIE AS ROMA – Si era visto in questo avvio di stagione: con Esusebio Di Francesco le occasioni, prima o poi, arrivano per tutti. Ieri sera è toccato a Gerson, e per di più nella gara più difficile della stagione. Lui però, schierato da esterno alto di destra, non si è fatto intimorire, ma ha dato tutto offrendo una prestazione soddisfacente.

Quando sono uscite le formazioni ufficiali, la mente di tutti i tifosi è volata a quel Juve-Roma con Spalletti in panchina, quando Gerson giocò un po’ a sorpresa. “Sapevo che l’ultima volta che avevo giocato la mia prestazione non era stata buona. In mezzo ci sono state le vacanze che mi anno aiutato a recuperare psicologicamente. Sapevo che i tifosi credevano ancora in me come la dirigenza, sono tornato con una testa diversa. Sono contento perché ho sempre lavorato duro. Il mister ha fiducia in me e io sapevo che sarebbe arrivata la mia occasione e che dovevo farmi trovare pronto. Sono contento di aver fatto una bella partita insieme a tutta la squadra.”

La sorpresa è stata anche vederlo occupare di nuovo la posizione di esterno alto, e non quella di interno di centrocampo dove con Di Francesco aveva sempre giocato: “In realtà già in Brasile occupavo questa posizione, poi in Italia mi sono accentrato. Per me non è una novità anzi, sono contento di aver ritrovato la posizione che occupavo in Brasile”. Soddisfatto anche l’allenatore giallorosso della prova del brasiliano, e Gerson sorride quando gliele riferiscono: “Sono felice delle parole del mister, se ti alleni bene giochi bene e cerco sempre di fare il massimo come tutti. Sapevo che sarebbe arrivata la mia occasione, dovevo dimostrare quello che valgo, lo dovevo ai tifosi, alla società e a me stesso. Il primo anno è stato di apprendistato, ora ho voglia di aiutare la squadra e con loro potevo adattarmi rapidamente. Peccato non aver vinto ma il punto è importante”. Importante come l’aver ritrovato questo Gerson, un’arma in più per la Roma di Di Francesco.

Giallorossi.net – F. Turacciolo

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20 Commenti

  1. Mi è piaciuto.
    Ha delle qualità tecniche che per esprimersi al massimo deve anche acquisire personalità e sicurezza, ma il giocatore c’è. Finalmente si comincia a capire.
    Ieri non era facile, per uno come lui che da quando è arrivato ha dovuto fare un bagno di umiltà.
    Ha fatto il suo, si è mosso, ha combattutto, sbagliato poco.
    E’ stato in partita e non è poco, come quasi un esordio in champions sul campo dei campioni inglesi.

    • Mi Fido delle tue impressione. Ieri ero distante e non vedevo le giocate nei particolari. Ho visto la tigna e l ho visto recuperare palloni , l ho visto calciare forte da fuori Ed è segno Di personalità sull assist non riesce ad anticipare ma quelli sono movimenti da punta. Io rimango alla partita Che glio ho visto fare , per intero, con la primavera, era di un altro pianeta..

    • Non ha fatto una partita che ti fa dire “questo è un fuoriclasse”, ma ha fatto onestamente il suo. E considerando il periodo da cui viene fuori, il tipo di palcoscenico, la partita come si era messa, non è poco.

      Poi credo che se ieri in quel ruolo ci fosse stato uno come Schick, che la porta la vede e i movimenti di taglio della punta li fa, certe occasioni si sarebbero concretizzate prima.

      Ma guardando Gerson, senza averne la mobilità, ha un che di Tonino Cerezo, in quella capacità di venire fuori dai contrasti con il pallone fra i piedi.

      Come esterno gli ho visto fare movimenti senza palla, che quando gioca dentro non fa.

      Lui tende ad assumere le posizione in campo del regista di riferimento. Ma non ne ha la personalità, ancora.

  2. Un calciatore recuperato alla causa, oggi non vale i 18 mln spesi ma ha 20 anni, forse un giorno li varrà… tecnicamente e fisicamente sembra pronto, gli manca il coraggio di provare le cose difficili ma è una qualità che può acquisire a differenza della tecnica quella o ce l’hai o non ce l’hai.
    Forza Roma.

  3. È arrivato da prima donna ma è stato zitto e ha dimostrato umiltà per tutto il tempo in cui non ha giocato. Il piedino ce l’ha e si vede. Adesso bisogna trovargli la posizione ideale, magari può essere il dopo-Strootman e fare anche meglio.

  4. Gerson mi è parso un giocatore ancora acerbo, sebbene abbia dimostrato impegno tattico e costanza atletica. Sul piano tecnico, lo vedo timido e con tendenza ad utilizzare sempre il piede sinistro. E’ giovane e si farà…

  5. il ragazzo va utilizzato in maniera diversa, non gli vanno affidate responsabilta da inizio partita, va impiegato in maniera progressiva. A roma i calciatori si bruciano troppo facilmente. Ogni persona ha il suo periodo di maturazione e sarebbe importante saper aspettare ognuno per poi capire il vero valore.

  6. come tutti i giocatori professionisti, ha bisogno di giocare per calarsi negli automatismi della squadra. chi gioca a pallone questo lo sa. certi meccanismi e istinti li trovi solo giocando. paradossalmente il problema della roma – se problema vogliamo definirlo – e’ proprio l’abbondanza. in questo edf dovra’ essere bravo a gestire il parco giocatori. per il momento ci riesce alla grande. quando rientreranno tutti sara’ un po piu’ complicato.

    comunque ieri prestazione di sostanza per questo ragazzino di 20 anni. poche frivolita’ e tanta carne al fuoco. bene cosi’, non era facile ma prestazione positiva che da una grossa iniezione di fiducia, e ne ha bisogno.

    3 chili e un po di sfrontatezza in piu’ (che verra’) e l’anatroccolo potrebbe trasformarsi in cigno. va supportato.

  7. Spalletti non si fidava di Gerson e, al di là di certi atteggiamenti poco maturi del ragazzo, mi sembra un po’ una sciocchezza trattandosi di un patrimonio della squadra.
    Di Francesco si fida e si vede, e Gerson lo sta ripagando. Quant’è saggio quest’allenatore…
    Guardate anche la prestazione di Gonalons: avrebbe potuto smarrirsi dopo le incertezze di Baku, e invece ha dato un buon contributo di sicurezza. Bene così.

    • Metterlo ala a Torino fu una vera genialata in questo senso… il solito coup de théâtre di un uomo alla ricerca sempre dello scoop di se stesso

  8. Vedrete che quando tornerà Schik non ci sarà più bisogno di fare altri esperimenti disperati in attacco, con Karsdorp ci sarà meno ansia sulla fascia destra, con Manolas meno lacune difensive, insomma una squadra stellare!

  9. Ennesima vittima di Spippetti; un asino clamorosamente assurto a genio del calcio.

    Alle “intuizioni” del pelato si devono anche gli innesti di Juan Jesus, B.Peres e Mario Rui (per fortuna richiamato dal “maestro” Sarri)

  10. Eppure abbiamo una lista kilometrica di giocatori, soprattutto sudamericani,
    che c’hanno messo tempo ad esplodere in Italia.
    Ricordo Mancini a Venezia ad esempio.
    E i brasiliani sbiaditi, alla Anderson o alla Alberto….
    E, non per fare paragoni assurdi e impropri, anche Falcao si prese il tuo tempo
    (intendiamoci, Falcao è unico, anche trovare un giocatore che valga la metà sarebbe una festa).

    Io spero e tifo Gerson!
    Forza ROMA!!!

    • Anto su Mancini ricordi male. A Venezia fu mandato a 21/22 anni e il Venezia non lo fece Mai giocare perchè voleva portarcelo via a zero, la Roma capi e lo riporto nella capitale. Era fortissimo dalla prima partita con la maglia giallorossa. Aveva 23 anni Se non ricordo male.. Vado a controllare..

    • Avevo ragione in parte, rimase parcheggiato mezzo anno.. Scoperta Di Baldini. Ti sei scordato Tonino Cerezo più forte di Falcao.. Io l ho sempre pensato ma me lo confermo all epoca Giannini….

    • Confermo. Falcao era regale. Solo Beckembauer in campo si muoveva come lui.
      Tonino er tappetaro non gli davi una lira, sembrava sempre che stava per cadere o perdere la palla, ma non si fermava un momento giocando a tutto campo e lavorando un infinità di palloni con qualità e tecnica.
      Meno appariscente, magari non faceva la giocata spettacolare, ma in modo o nell’altro sempre dentro al gioco.

      Però Falcao non era “divino” per caso.

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