ALTRE NOTIZIE (Gasport, A. Frosio) – Il peggio della domenica bergamasca arriva una decina di minuti dopo la fine della partita. Le squadre sono già negli spogliatoi, German Denis bussa a quello dell’Empoli, chiama fuori Tonelli e gli rifila un pugno, mentre le luci nel corridoio del misfatto si spengono. Il pugno è l’unica cosa che si può considerare certa: lo dimostra la ferita sotto l’occhio sinistro che il difensore toscano esibisce nervosamente mentre sale sul pullman della squadra, lo conferma in qualche modo il d.g. atalantino Pierpaolo Marino che pure denuncia una provocazione. Come siano andate veramente le cose lo stabiliranno gli uomini della Procura federale, che qualcosa devono aver visto: dal loro rapporto dipenderà la squalifica di Denis.
L’AGGUATO Per il resto, bisogna affidarsi al racconto di chi c’era, e le varie versioni presentano qualche contraddizione. Comincia Maccarone, capitano dell’Empoli, che si presenta infuriato davanti ai microfoni: «È successo un fatto veramente brutto nello spogliatoio. È arrivato Cigarini, ha chiamato Tonelli, dietro di lui c’era Denis che ha dato un pugno a Lorenzo, gli ha rotto il naso e procurato una ferita sotto l’occhio. E la cosa più brutta è che hanno spento la luce: o c’è stato un black out generale o l’hanno fatto apposta per favorire la fuga di Denis, e allora è premeditato e della cosa sapevano in tanti. Per Denis spero che il campionato sia finito. È un vigliacco. Si critica il fatto che c’è violenza nel calcio e poi noi siamo i primi a commetterla in spogliatoio». Poi, un po’ più a freddo, Maccarone corregge il tiro: «Cigarini mi ha chiamato e mi ha giurato sui suoi figli che lui non c’entra niente. Anch’io ho dei figli e gli credo». Il Tanque avrebbe dunque fatto tutto da solo, Cigarini – da capitano – lo aveva seguito solo per controllare cosa stesse combinando.
IL PERCHÉ Ma perché Denis avrebbe avuto questa reazione? «In campo c’era stata qualche parola di troppo, ma avevo detto a Denis che da capitano avrei parlato con Tonelli», dice Big Mac. Il (presunto) vero motivo lo spiega invece Marino, confermando il pugno ma… «Denis ha sbagliato e chiediamo scusa, ma non è un pazzo. Prima di lui ha sbagliato Tonelli. Ha minacciato di morte il nostro attaccante e la sua famiglia e German, che è particolarmente sensibile quando si tirano in mezzo gli affetti familiari, ha sbroccato. Quello di Tonelli è stato un avvertimento di tipo mafioso, che ha fatto perdere la testa a un uomo buono come Denis, un ragazzo che fa beneficenza. Le luci? Non si sono spente di proposito, nella colluttazione c’erano almeno venti persone nel corridoio e qualcuno deve aver schiacciato l’interruttore». Le (presunte) minacce sarebbero arrivate nel tunnel di rientro dal campo, dove Tonelli avrebbe aspettato Denis, «ritardato» dall’intervista post-partita e rientrato con il figlio-raccattapalle. Incassate le minacce, sarebbe tornato in spogliatoio e rimuginato, fino a esplodere.
REAZIONI E CONSEGUENZE Sarri ci è andato giù duro: «Servirebbe il Daspo più che la squalifica». E il d.s. dell’Empoli Carli: «Il nostro giocatore avrà anche detto qualcosa di sbagliato, ma pensate davvero che sia uno che va a cercare le persone a casa per rifarsela con la famiglia? Denis ha sbagliato e deve pagare». Ecco, la squalifica. Il Tanque sarà pesantemente multato dall’Atalanta (e oggi a Zingonia scenderanno il presidente Percassi e il figlio Luca, a.d.) e lo stop potrebbe essere di almeno 5 giornate. Si configura infatti la condotta violenta nei confronti di calciatore – 3 giornate – ma anche «particolarmente grave». Non tanto per il danno procurato (non ci sarebbero fratture per Tonelli) ma per l’aggressione a partita finita. L’Empoli deciderà se presentare denuncia solo dopo che si sarà espressa la Procura federale, Tonelli invece non ha ancora deciso. Parola alla Procura. In tempi brevi, si spera.


Però pure questo che gli minaccia la famiglia,che schifo di persona, ha fatto bene a dargli un pugno sul muso.
Per qualsiasi dubbio potete consutare il nuovo regolamento.