Garcia attacca: ”Dimostrate di essere da titolo!”

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AS Roma - Fiorentina

AS ROMA NEWS (La Repubblica, E. Sisti)«Ho detto che siete da scudetto, adesso dimostratelo». Ieri Garcia ha arringato la sua Roma mezza sparita pretendendo un’assunzione di responsabilità generale. Il punto non è chiedersi come ha reagito lo spogliatoio. Il punto è: avrà reagito? «In mancanza dei leader mi sarei aspettato di vedere altri prendere in mano le redini». Senza far nomi, li ha fatti: Pjanic, Strootman, Ljajic. I musi erano lunghi, i dubbi aumentati, l’allenatore torvo. La Roma non ha più mordente, si contenta, a Palermo è parso evidente lo scollamento tra desiderio e realtà. Discutono di scudetto e giocano da provinciale, a parole sfidano la Juventus (o sfidavano il Bayern), nei fatti si omologano al Palermo.

Ecco il problema: l’identità. Garcia ne vede tante, troppe. Nella stagione annunciata come trionfale sono emersi limiti fisici, tecnici, di rosa. La squadra attuale, con o senza leader, non è in grado di giocare una partita completa senza perdere intensità: «Dobbiamo cambiare atteggiamento». L’approccio ai match rimane una sciarada, a gioco in corso regnano i sorrisetti di Maicon e Borriello in panchina (il Palermo vinceva), dopo solo i rimpianti. L’intermittenza ha provocato una slabbratura nei sincronismi e nei rapporti interni, sentirsi favoriti ha incrinato l’autostima. La preparazione è sotto processo, forse i rapporti stessi col preparatore non sono idilliaci. Più che di flessione ormai si deve parlare di condizione precaria permanente. Tamponano ipotizzando rinforzi e ricordando il vantaggio su Napoli e Sampdoria.

Ma con questo rendimento, senza vincere una sola sfida diretta, si può arrivare secondi e prendersi i 30 milioni dell’accesso diretto alla Champions? «Ci sono tante gare per tornare addirittura primi». Certo, ma dipende da come le giocheranno, se ci crederanno. 7 gol in meno all’attivo, 4 più al passivo, 3 punti in meno dello scorso anno. Il cuore di Roma inganna: i pareggi col City e nel derby sono stati vissuti come una vittoria. Basterebbe questo per ridefinire con umiltà i propri obiettivi. O rimboccarsi le maniche. Domani c’è l’Empoli in Coppa Italia: «Con meno giocatori, chi c’è deve dare di più, io non mollo, spero non lo facciano i miei». Basterà questo spicchio di luna sporca chiamato Roma?

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