Garcia, l’esonero non è più evitabile

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NOTIZIE AS ROMAPallotta, anche se distante almeno un oceano, fa finalmente sentire la sua presenza: tutta la Roma, nessuna componente esclusa, finisce in freezer. Semplicemente congelata. Cioè in attesa di giudizio. Che non sarà universale, ma comunque definitivo. Rischiano in tanti, comprese quelle figure finora risparmiate solo perché chiamate a ricoprire ruoli strategici. Alcune decisioni potrebbero essere prese anche nelle prossime ore, altre a fine stagione. La bocciatura dell’attuale struttura è nell’aria e pochi hanno la certezza di salvare il posto. Il più vicino alla porta è ovviamente l’allenatore. «Garcia non si tocca» non l’ha mai detto nessuno a Trigoria. Il presidente non ha dato il permesso ai suoi dirigenti di difenderlo in pubblico, pure se loro hanno trovato il modo di diffondere lo stesso la conferma del tecnico attraverso qualche canale informale. Senza alcun risultato. Nessuno ha creduto a loro e a qualche trombettiere svociato. Nè i giocatori, nè i tifosi. E nemmeno il francese. Che, dovendo scegliere un obiettivo per l’attacco frontale dopo il pari di sabato sera con il Milan, ha puntato al bersaglio più grosso e al tempo stesso più scomodo. Mirino sul preparatore atletico Norman che è stato scelto dalla proprietà. La raffica premeditata gli sarà fatale.

NOTTE TRAVAGLIATA La Roma ha tolto il sonno a Pallotta. Che non ha dormito e, di prima mattina, ha subito replicato duramente a Garcia. Non gli ha perdonato lo spargimento di veleno sul fedelissimo Norman: «La Roma è preparata bene, ma non sa più vincere. Manca la mentalità» la presa di posizione del presidente che ha già deligittimato il dipendente a giugno nonostante il 2° posto, scaricato a dicembre dopo la qualificazioni agli ottavi di Champions e affondato a gennaio al termine del girone d’andata. Baldissoni si è arreso, Sabatini ancora no. Se il dg non si oppone più all’esonero, il ds prende tempo e guarda al futuro: De Rossi senior traghettatore (o Leonardo) e Conte a giugno. La situazione, almeno da Boston, è più chiara di quanto lo sia a Roma. Dove ognuno va per conto suo e pensa a se stesso. In campo e in ufficio.

SUBITO A RAPPORTO Baldissoni è volato a Miami. Pallotta gli chiederà spiegazioni sul flop. Lo ha già fatto, ieri nel primo pomeriggio, con Sabatini, presenti Zanzi, Massara e l’interprete Bisceglia. La solita conference call dallo studio Tonucci dove il ds, nella sua camera con vista, smonta e ricostruisce la Roma, gelosissimo del giocattolo sul quale nessuno, a cominciare dal tecnico, deve mettere mano. Nella domenica di festa ha contattato gli amici procuratori. Che non tradisce mai. Ha discusso con loro di Sampaoli: il ct del Cile, in vacanza proprio a Miami e sotto contratto fino al 2018, ha provato a liberarsi, pagando 350 mila dollari. Niente da fare: la clausola è di 6,5 milioni. Oggi sarà con la famiglia a Zurigo (sfida Guardiola e Luis Enrique per essere il 1° al mondo). Ma il presidente non si fida più. Così svicola, pure su Bielsa, e insiste, spinto dal braccio destro Zecca, per Spalletti (contratto da 2 anni e mezzo) che ha già detto sì. Tecnico scomodo, però, per Baldissoni e Sabatini. Pallotta affronterà oggi la questione con il dg. Per averlo in panchina all’Olimpico domenica contro il Verona.

GERSON VERSO LA ROTTURA «Se vivessi a Roma, le cose andrebbero meglio». Il conto del presidente, da presentare a chi ha governato a Trigoria in questi anni, sarà presentato nei dettagli e nelle cifre. Che non sono solo economiche. Pallotta ha capito di essersi affidato allo staff sbagliato. Sono 5 i motivi che inchiodano l’attuale management e: 1) i risultati, considerando le spese: il 5° posto a 7 punti dal Napoli primo è inaccettabile; 2) le operazioni di mercato degli ultimi 2 anni non lo hanno convinto: non bastano più le plusvalenze, anche perché la Roma, pur pagando ingaggi da top club, peggiora invece di migliorare (a proposito: il papà di Gerson già pensa di portarsi via il figlio…); 3) i rapporti fiacchi con le istituzioni: l’appuntamento solo annunciato e non fissato con il Prefetto ha esposto lui e la società a una figuraccia senza uguali che ha fatto il giro del pianeta; 4) le presenze all’Olimpico (-39 per cento) certificano il calo di passione: la gente che non condivide le strategie del club; 5) i report superficiali e annacquati sulla Roma: non è vero che tutto va bene a Trigoria, come spesso gli è stato raccontato: la squadra non è così forte e la stessa società come immagine non ha acquistato potere. Basta e avanza per il repulisti.

(Il Messaggero, U. Trani)

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13 Commenti

  1. Io ho sempre difeso Garcia. Adesso dico in maniera convinta che deve andare via. Sabato é stato un autentico disastro. La squadra é letteralmente crollata. Mi auguro che adesso la squadra sia affidata a un allenatore bravo e che non guardi in faccia a nessuno e che non debba far giocare solo per il loro nome i vari de rossi, totti, pjanic, nainggolan e dzeko. Senza di loro la squadra ha giocato meglio. E soprattutto che dia un’identità e un gioco alla squadra perché é impensabile farsi sovrastare nel gioco dal centrocampo del Milan. Stanchezza? Non lo so. Sicuramente molti giocatori non sono più motivati. É ora che arrivi aria nuova a TRIGORIA. Lavoro, convinzione nei propri mezzi, intelligenza.

  2. Sabato ero allo stadio. Ne sono uscito sconcertato.
    Ho visto giocatori fermi, ma, più di tutto, non ho visto una squadra.
    Sembravano in balia degli eventi, ognuno per sé, attenti a non sbagliare personalmente, ma nessuno sforzo per aiutare i compagni.

    Si salvano pochi. I più ingenui forse.
    O magari chi, come ruediger, era stato molto criticato e quindi si sta impegnando per dimostrare di valere.

    per il resto: ognuno per sé, garcia (paghi) per tutti.

    Cambiano allenatore?
    Sarà così.
    Purtroppo non credo che si risolverà niente.
    E’ da rifondare la dirigenza e cambiare certi uomini nella rosa.

  3. sentire zeman dire che con rocca si lavora troppo, significa che a frigoria il lavoro atletico non si e’ fatto bene da anni. che i senatori si allenano solo con la palla ,le ripetute ,gli scatti, la corsa si faceva in modo superficiale. SARRI E’ PRIMO ma ha portato la squadra 20 gg. in montagna a fare la preparazione. no a boston a fare le particelle con il real madrid ecc. LO SBAGLIO E’ COLPA DI TUTTI LORO. IN PRIMIS DELLA SOCIETA’ DI SABATINI DEI SENATORI E DI GARCIA. ORA SONO CAZZI AMARI PER TUTTI NOI TIFOSI. per loro non cambia niente

  4. Io quello che veramente non capisco è la cosa della cultura del lavoro. Ok l’esperienza di Zeman e Burdisso, ma da quel momento è cambiato: allenatore, preparatore atletico, direttore sportivo e generale, molti giocatori della rosa.
    Possibile che, come un virus, chi arriva a trigoria si fermi?
    Darcy Norman ha allenato Germania e Bayer. Non mi dite che i tedeschi non abbiano la cultura del lavoro. Ora a Roma subito “dolce vita”? Non ci credo.
    Sarà “attacca l’asino dove dice il padrone?”
    Non lo so… non so che dire.
    Secondo me il problema è per qualcuno, la preparazione. Ma in generale sono anche altri. E’ un mix micidiale di problemi e nascono dalla “testa” della società. Dalla mancanza, di “testa”. Soprattutto.

  5. VIA I SENATORI SUBITO!!!!!!! cosi’ dai un segnale che ora si cambia!!!!!!!!! keita, maicon torosidis, cole, ddr ,de santis e totti.. SE SI VUOLE IL BENE DI NOI TIFOSI!!!!!!! VIA TUTTI QUELLI CHE HANNO OZIATO IN QUESTI ANNI.!!!!!!! FORZA ROMA

  6. Garcia ormai deve essere allontanato per scuotere l’ambiente, la squadra. Pagherà per tutti.
    Ma è lo stesso allenatore che ha rimesso la chiesa al centro del villaggio (derby e classifica con la Lazio), che ha ottenuto il record di vittorie iniziali nel 2013, due secondi posti (dopo un 7° e un 6°). Paga per la sua incapacità a modificare modulo e gioco. Pagherà anche per campagne acquisti non esaltanti (Digne, Dzeko gli ultimi rinforzi) e a tempo scaduto. pagherà la non presenza di un presidente ecc.ecc.

    • condivido nome s., la responsabilità deve essere ripartita e i meriti di garcia vanno riconosciuti, tuttavia lui è pagato per trovare soluzioni quando il gioco non si vede e, per questo, è inaccettabile che continui a giocare sempre con il 4-3-3 senza i tre centrocampisti che corrono (sabato solo ninja correva come un matto) – quando qualcosa non va puoi aspettare un pò, ma dopo qualcosa devi cambiare. altrimenti vuol dire che non usi l’intelligenza – subito il 4-3-1-2 perchè bisogna adattare il modulo ai giocatori a disposizione e non viceversa – il cambio di modulo ridarà certezze alla squadra e ricominceranno a giocare bene anche quelli che sembrano diventati improvvisamente dei brocchi (dzeko, florenzi, pianic, salah, digne)

  7. Inizio a pensare che Spalletti non sia gradito a qualche senatore,ecco perché non sarà lui il prescelto.
    Stiamo alle solite,la Roma di sempre.

  8. Ma chi sono i “senatori”?
    Totti ormai è fuori, parliamoci chiaro.
    Totti per la AS Roma ormai conta solo nel merchandising e lui non ha aleternative: o si ritira o resta in rosa, a disposizione dell’allenatore chi sia sia.
    De Rossi? non è più una bandiera. Capitan Futuro non esiste più da tempo. Se venisse venduto non ci sarebbe di certo una sollevazione popolare.

    Chi altri sono sti “senatori”?
    Maicon? ma figuriamoci… un errore rinnovargli il contratto, indubbiamente, ma niente altro.

    Pjanic? è l’unico che abbia un certo potere contrattuale. Ma se si allena e gioca male danneggia la società ma anche se stesso.
    Gervinho? ma se doveva andare via…
    I senatori sono poca roba. E’ che quel poco si collega a problemi fuori dello spogliatoio.

  9. Daje che ormai ci siamo!!comunque il fatto che Trani riesca a entrare nel cervello dell’altri è molto sottovalutato da ste parti,qui addirittura grazie al suo super potere è riuscito ad arrivare a leggere i pensieri di un uomo che vive in Brasile, e cito “il papá di gerson già PENSA a portarsi via il figlio” GENIO

  10. Purtroppo caro mio,hanno ancora molta voce in capitolo e con Spalletti si sono lasciati malissimo,sia Totti che De Rossi,nell’ultima conferenza stampa quando Spalletti,parlava di tacchi e punta,era chiaro a chi si riferiva,come è pure abbastanza chiaro ora chi è che non lo diverrebbe volentieri alla giuda della Roma.

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