AS ROMA NOTIZIE – Con 29 anni di ritardo scoppia la polemica tra Renato Portaluppi e Giannini, uno meteora e l’altro capitano della Roma del passato. Giocarono insieme una sola stagione, 1988-89, ora entrambi fanno gli allenatori, ma l’esperienza non ha impedito che dessero vita a un botta e risposta al veleno. Renato, tecnico del Gremio con cui ha conquistato la Copa Libertadores e la finale del Mondiale per Club, ha sferrato l’attacco: «Nella capitale mi ha rovinato Giannini, mi si è messo contro, lui e Massaro (ex attaccante con cui arrivò alle mani, ndc) non mi passavano mai la palla».
Pronta la replica del Principe, che ha tirato fuori dal cassetto dei ricordi i fantasmi dell’ex compagno di squadra: «A volte – rivela a Centro Suono Sport – non era molto lucido. Ho giocato 16 anni nella Roma e, nella mia carriera, credo sia stato Portaluppi l’unico calciatore ad arrivare ubriaco all’allenamento mattutino. In quelle occasioni Liedholm lo portava al riparo da occhi indiscreti».
Non era un segreto il suo stile di vita, famosa è la frase «più che i terzini, dovranno essere le loro mogli a stare attente a me». E non è la prima volta che il Gaucho, come lo chiamano in patria, lancia una frecciata a Giannini: «Uno come lui non giocherebbe nemmeno nella terza divisione brasiliana», disse una volta. Il Principe ora chiede rispetto: «Mi sembra esagerato tirare melma gratuita su altri».
(Il Tempo, E. Menghi)


Peppe Giannini.
La mia prima cotta adolescenziale per un giocatore della Roma.
Camera piena di poster del principe.
Poi, crescendo in curva, ho capito che la Roma non erano i giocatori o i presidenti.
La Roma era ed è i suoi tifosi, la sua gente, o suoi ultras.
La Roma è la maglia, la città, l’ideale.
Roma come ideale… come recitava una vecchia pezza degli ASR Ultras.
Giannini è un personaggio, a mio avviso, controverso. Giocatore di gran talento, romanista vero, per anni rivestì tuttavia il ruolo di ducetto di Trigoria, appoggiato dal padre, consigliere in Società e, nel contempo, suo procuratore – un’anomalia, più che un conflitto, una vera e propria sovrapposizione d’interessi. Giocò da favola nell’87 con Liedholm che gli fece fare la punta, poi volle tornare a fare il regista alla Falcao. Il fatto di aver ereditato, da Principe, la corona del Re brasiliano, non giovòaffatto alla sua carriera, interamente trascorsa, per colpe non sue, in una Roma anonima. L’anno di Renato mi fece capire che tipetto fosse, poi la cosa passò. Non gli perdono, però, l’aver usato, finito di giocare, la maglia giallorossa per personali scopi elettorali.
ancora co’ sta storia vedo negli articoli di questi giornali la continua malafede oggi tocca al tempo , i giorni passati la calzetta dei sport ,poi non è vero che sparano a 0 su ogni venticello o se le inventono
Giannini sarà stato pure controverso ma è quello di Roma Toro finale si Coppa Italia 5-2… o quello del pareggio a Foggia con il quale ci salvammo dalla B… sotto il nostro settore (io c’ero insieme a da altri 2.000 romanisti… e te pure forse… solo che io stavo sotto e te l’anello sopra forse).
A Giannini non si può imputare nulla se non il troppo amore per la Roma.
Sulla politica non mi interessa.
E dico che se si fosse candidato per il Pds e non per Forza Italia non avrebbe suscitato tutte le polemiche uscite fuori allora.
Per me rimane un Duo alla stregua degli altri capitani.
Come recita una pezza di oggi in Nord… in Gods we trust (Amadei Ferraris Losi Agostino Totti De Rossi)
Che sia un gran romanista glielo riconosco, l’ho scritto sopra, come anche un grande giocatore (ha fatto 50 partite in Nazionale). A lui, purtroppo, è legata una Roma anonima e inconcludente. Sulla politica non m’interessa il discorso di parte, parlo in generale: la maglia della Roma non va usata. Punto. Proprio tu dovresti esser d’accordo su questo, da quanto scrivi.
A Foggia non c’ero. Dopo la questione Manfredonia, nauseato da troppe cose, ho abbandonato curva e amici. Mi sono trasferito in Tevere, da tifoso ingloriosamente imborghesito. In Sud sono rientrato per la prima volta lo scorso Roma-Fiorentina, dopo una ventina d’anni dall’ultima volta che c’ero stato. In trasferta non vado più da Chievo-Roma del 2010, quello del mancato scudetto.
Un saluto.
Poi, per concludere, qui c’è gente che odia Pruzzo, uno che, veramente, ha salvato la Roma dalla B alla penultima giornata del campionato 78-79, ha segnato il gol scudetto nell’83 e stava per darci la Coppa Campioni nell’84. Quindi qualche critica a Giannini, a causa di certi suoi comportamenti all’epoca in cui era il Capitano, ci possono stare. Detto ciò, Sensi lo trattò in modo discutibile, per il ruolo che Peppe aveva rivestito. (Giannini per giocare fu costretto a vestire anche la maglia del Napol).
Non è il mio Capitano. O meglio, lo è stato. Adesso è Derossi, come fino all’anno scorso Totti, come, a ritroso, Giannini stesso, Ancelotti, Conti, Ago, De Sisti, Santarini e Cordova.
Ma se parliamo di comportamenti discutibili allora che diciamo di Agostino? Le coattate di Totti e De Rossi? Le mattate di Cordova?
Le frasi improbabili di De Sisti?
Tutti possono essere ripresi per qualcosa e Giannini non è da meno.
Non è stato ne peggio ne meglio di altri capitani.
Su Pruzzo che dire. I giovani lo odiano perché parla su Radio Radio… che ne sanno del giorno in cui fece il gol 106 e la Sud espose il suo nome 106 volte?
I 106 gol di 30 anni fa sono i 300 di adesso… parliamo di un Messi o Ronaldo.
Per me Pruzzo sarà sempre il bomber.
Sottoscrivo tutto, stavolta. Tranne Santarini e De Sisti, due galantuomini, tutti quelli da te citati possono essere oggetto di critiche circa i comportamenti (la tecnica ovviamente non si discute), Agostino compreso. Oggi, però, si parlava di Giannini.
Per qualsiasi dubbio potete consutare il nuovo regolamento.